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Lo sciopero delle calciatrici (ma c'è chi vuole giocare...)

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Lo sciopero delle calciatrici, previsto per domani (sabato) e domenica, in occasione della prima giornata di serie A, potrebbe portare ad una situazione paradossale, che scatenerebbe non poche polemiche: la Fiorentina Women e il Riviera di Romagna si presenterebbero infatti regolarmente in campo a Cervia, in dubbio Brescia, Mozzanica, Res Roma, mentre altre società giocherebbero con la squadra giovanile. Altri club invece sarebbero puniti dal giudice sportivo con la sconfitta 0-3 a tavolino. La Fiorentina Women è stata l'unica quest'anno ad essere assorbita da un club di serie A “maschile”, dai Della Valle e fa parte quindi della famiglia viola: la sua capitana, Patrizia Panico, la calciatrice più conosciuta fra quelle in attività (in passato c'era Carolina Morace), non ha aderito allo sciopero. Lo ha giudicato sin dall'inizio, quando fu proclamato dall'Aic, una scelta “politica”, riconoscendo alla Figc di avere fatto passi avanti (ultimamente) per lo sviluppo del calcio femminile. Carlo Tavecchio e Michele Uva ci sono rimasti male per lo sciopero: sono convinti che la Figc abbia fatto la sua parte, e la prossima settimana stanzieranno anche mezzo milione di euro. Rispetto al passato, è molto. Va riconosciuto. Sono stati fatti passi avanti anche con la creazione di due nuove Nazionali femminili. I tempi per la crescita del sistema, è ovvio, sono lunghi. Anche se a gestire il campionato (oltre alle Coppe) è la Lega Nazionale Dilettanti e sinora non è che l'abbia fatto nel migliore dei modi. Forse non aveva (ha) dirigenti all'altezza. La Lega non vuole rinviare la giornata (come fu fatto nel 2011 con la serie A maschile) e questo comporterà sanzioni nei confronti dei club che in questo weekend non scenderanno in campo. Inoltre, le atlete che sciopereranno saranno deferite e non saranno convocate in Nazionale per le prossime gare. Molti club pensano quindi di giocare con la squadra giovanile o di convincere le loro calciatrici a rompere il fronte. Ci sarebbe già una spaccatura fra le ragazze, anche se l'Aic, sindacato calciatori, insiste nella sua posizione. Gli sforzi sinora fatti per il calcio femminile ci sono stati anche se è ancora mancata una vera attività di informazione. All'estero questo sport è sviluppato da anni ormai, da noi sconta ancora assurdi preconcetti. Di questo dovrebbe farsi carico la Figc: una vera campagna di immagine per convincere le famiglie a mandare le loro bambine a calcio. Soprattutto al Sud ci sono resistenze molto forti. I soldi stanziati siano spesi anche per questo.

Pallotta: dribbling fra polizia e ultrà. Col rischio autogol
James Pallotta tenta un dribbling difficile ma rischia l'autogol. Il patron della Roma ha detto: "Ringrazio la polizia ma la curva Sud è il nostro cuore, lì non volevo barriere. Ma abbiamo aperto un dialogo con la polizia...". La scorsa stagione il patron giallorosso si era scagliato contro quei tifosi, non certo silenziosi, che aveva definito fottuti idioti, "fucking idiots": ora sembra fare marcia indietro, un tentativo (goffo) di riconquistare la simpatia dei suoi ultrà. Ma difficile ci riesca, la frattura è profonda. L'idea delle curve con le barriere è stata del prefetto Gabrielli, idea che la questura di Roma poi condivise (ma chissà se era d'accordo...). In effetti, è stato un un passo indietro, e lo abbiamo scritto da tempo, rispetto alle ultime linee guida sulla sicurezza negli stadi: bastava la videosorveglianza per identificare, ed eventualmente sanzionare, chi non rispettava il proprio posto o scavalcava. Pallotta ha anche detto: "Non ci sono problemi per cori e bandiere". Gli striscioni devono esere autorizzati dalla questura, e praticamente non si vedono più. E i cori? Per fortuna sono finiti quasi del tutto, e quasi in tutti gli stadi, quelli contro Napoli e del tutto quelli razzisti. Fumogeni e petardi invece sono proibiti: si rischia arresto e Daspo. Una cosa è certa: prefettura e questura di Roma non hanno alcuna intenzione di fare un passo indietro, anche se dovesse esserci sciopero del tifo in occasione del derby. Su questo le due curve sono d'accordo. Molti ultrà potrebbero restare fuori dall'Olimpico. Ma le barriere è molto difficile che, almeno per ora, possano scomparire. Per questo l'uscita di Pallotta rischia di diventare un'autorete. Guai ad illudere i tifosi, bisogna avere il coraggio di esere chiari. Anche quando si parla da Boston.