Si gioca. Revocato in extremis lo sciopero delle calciatrici: una brutta figura per il sindacato che forse si era fatto prendere la mano dai "falchi". Oggi Tommasi avrebbe ricevuto da Tavecchio documenti con le garanzie richieste. La strada per il rilancio di un settore sinora dimenticato è ancora lunga ma passa attraverso il dialogo, una capillare opera di informazione e nuove iniziative. Quello che si sta cercando di fare, senza strumentalizzare le ragazze (a proposito, quante sono iscritte al sindacato?). Ecco il comunicato: "L'Associazione Italiana Calciatori e la Lega Nazionale Dilettanti, dopo gli incontri dei giorni scorsi e in seguito agli ulteriori approfondimenti verbali e scritti effettuati nelle ultime ore sui temi riguardanti il calcio femminile, hanno reciprocamente preso atto della disponibilità confermata dal Presidente Figc di portare all'attenzione degli organi federali competenti le tematiche poste dall'Aic, perché sin dalla riunione del 22 ottobre vengano approvate le soluzioni concordate anche in tema di accordi pluriennali e di contribuzione straordinaria. Alla luce di quanto sopra, di concerto con la Figc, l'Aic ha ritenuto di revocare l'iniziativa di sospensione all'attività per questo fine settimana e, pertanto, le componenti interessate hanno convenuto che verranno regolarmente disputate le gare del Campionato di Serie A di Calcio Femminile, eccezion fatta per quelle che, per ragioni meramente organizzative, andranno differite a lunedì 19 ottobre".
Susanna Camusso aveva tuonato: "Basta sessismo". Era stata informata male, il sessismo stavolta non c'entrava assolutamente nulla, un'accusa che Figc e Lega Dilettanti non meritano. E' stata solo una rivendicazione sindacale e politica. Legittima, per carità, ma inopportuna: rispetto al passato, sono stati fatti passi avanti. Ne va dato merito a Carlo Tavecchio e Michele Uva. Patrizia Panico, capitana della Fiorentina Women, e calciatrice più vincente della storia, era stata sin dall'inizio contraria allo sciopero. "Io credo che il cambiamento del calcio femminile sia già avviato, ma ogni cambiamento richiede del tempo, ora sta a noi giocatrici, dirigenti, allenatori e società nel complesso di rendere il più professionale possibile l'ambiente di modo da conquistare piano piano sia i nostri diritti sia gli spazi mediatici, sia quella credibilità che solo attraverso il campo, in questo momento possiamo guadagnare", ha detto la quasi laureata romana.
Successo a Roma per il Festival "Vivere da sportivi"
Grande successo per il Video Festival di "Vivere da Sportivi. A Scuola di Fair Play", la campagna di sensibilizzazione sui valori etici dello sport rivolta ai ragazzi delle scuole superiori di secondo grado italiane, che si è svolto a Roma. La campagna ha visto coinvolte circa 7000 scuole italiane in un concorso dove gli studenti con i propri insegnanti hanno realizzato video spot e filmati sulla tematica del fair play. I ragazzi, con i propri elaborati, hanno lanciato un appello sulla necessità di cambiare la cultura dello sport, inteso non solo come terreno di confronto agonistico, ma come scuola di vita, sottolineando i valori del rispetto dell'avversario e delle regole, della lotta contro il doping, dell'integrazione dei disabili, della lotta al razzismo e della non violenza.
Lega Pro: club sul piede di guerra, chiedono elezioni
Non parla più dal 25 settembre quando sul suo tavolo è arrivata la relazione di Dino Feliziani sul bilancio, anzi i bilanci: il commissario della Lega Pro, il magistrato (contabile) Tommaso Miele aspetta il consiglio federale di giovedì 22 ottobre dove potrebbe essere prorogato per un mese o due. Sarà comunque una riunione piuttosto calda, forse calciatori e allenatori si opporranno ad una manovra che sembra solo voler prendere tempo. Ma ci vuole il 75% per passare. Miele in quasi un mese non ha fatto nulla, i (54) club però si stanno stancando e già martedì prossimo potrebbero prendere posizione. Le società vogliano andare al voto al più presto: pare siano intenzionate a presentare delle firme, o a rivolgersi al tribunale di Firenze. L'ex serie C è da un anno che è in questa situazione, e, almeno al momento, non si vede una via d'uscita.
Susanna Camusso aveva tuonato: "Basta sessismo". Era stata informata male, il sessismo stavolta non c'entrava assolutamente nulla, un'accusa che Figc e Lega Dilettanti non meritano. E' stata solo una rivendicazione sindacale e politica. Legittima, per carità, ma inopportuna: rispetto al passato, sono stati fatti passi avanti. Ne va dato merito a Carlo Tavecchio e Michele Uva. Patrizia Panico, capitana della Fiorentina Women, e calciatrice più vincente della storia, era stata sin dall'inizio contraria allo sciopero. "Io credo che il cambiamento del calcio femminile sia già avviato, ma ogni cambiamento richiede del tempo, ora sta a noi giocatrici, dirigenti, allenatori e società nel complesso di rendere il più professionale possibile l'ambiente di modo da conquistare piano piano sia i nostri diritti sia gli spazi mediatici, sia quella credibilità che solo attraverso il campo, in questo momento possiamo guadagnare", ha detto la quasi laureata romana.
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