Non sarà una rivoluzione, ma in attesa che i politici si mettano d'accordo sul limite ai mandati (massimo due, 8 anni) ecco che fra un anno, e poco più, molte Federazioni cambieranno i vertici. Chi si fa da parte, e chi viene messo da parte. Per Giovanni Malagò, n.1 del Coni, non cambierà nulla: è saldo in sella e si avvia al suo secondo mandato. Ma vediamo cosa si sta muovendo, anche se i veri "giochi" avranno inizio solo intorno a Rio, la prossima primavera-estate. Partiamo dalla Federazione più importante. La Figc: Carlo Tavecchio, eletto l'11 agosto dello scorso anno, è stato chiaro. "Mi ricandido", ha detto di recente. Per aggiungere: "E poi vedremo chi è inadeguato". Inadeguato lo era per Andrea Agnelli, che non sembra proprio aver cambiato idea. Andrea Abodi si è tirato da parte: punta alla Lega di serie A (questione anche di soldi). Giancarlo Abete, che ha avuto il coraggio di dimettersi (cosa rara in Italia) dopo il flop mondiale, ha già detto che lui non ci pensa, almeno per ora, a ricandidarsi: ma è attento e agguerrito (se ne sono accorti giovedì in consiglio federale, così come in passato in Giunta Coni). Il sindacato calciatori (Aic) aveva presentato Demetrio Albertini come rivale di Tavecchio: non era andata affatto bene, i club (a cominciare dalla A) avevano fatto subito blocco. Ora è da escludere che il leader del sindacato, Damiano Tommasi, voglia tentare la stessa sorte di Albertini. Circola qualche altro nome, ma prima le cose dovrebbero sistemarsi nelle varie Leghe, a cominciare da quella Pro. Tavecchio gode il consenso della Lega di A (grazie al suo amico-sponsor Lotito), della B (con Abodi sempre fedele) e soprattutto della Lega Dilettanti che da oggi avrà un nuovo presidente (Antonio Cosentino, leader da anni del Comitato Calabria). L'ex n.1 di Piazzale Flaminio, Felice Belloli, comunque non si arrende e dopo i quattro mesi di squalifica (pochi per la frase vergognosa contro le ragazze) promette di tornare. O minaccia di tornare? Si vedrà, almeno per un anno la potentissima Lega Dilettanti avrà un presidente, Cosentino appunto, gradito a Tavecchio. Insomma, al momento il n.1 di via Allegri è saldo in sella: le cose potrebbero cambiare solo se ci dovesse essere un terremoto nella Lega di A (ma lì dipende da pm e Antitrust).
Fra le Federazioni più importanti, non si prevedono novità in Federtennis (Binaghi), Federpesi (Urso), Federbasket (Petrucci), Federscherma (Scarso), Tiro a segno (Obrist), Canoa (Buonfiglio). Nel nuoto ogni tanto salta fuori un rivale per Barelli ma poi, alla resa dei conti, l'attuale presidente spazza via tutti. Al rugby c'è una fronda contro Gavazzi ma non è stato ancora individuato un rivale. Alla ginnastica di sicuro il presidente Renato Agabio, ex fedelissimo di Petrucci, lascia: in carica dal 2000, dovrebbe essere sostituito dal suo vice, Tecchi, dirigente di Fano. Cambio della guardia anche al baseball: l'attuale n.1, Fraccari, ha deciso di dedicarsi solo alla Federazione mondiale, di cui è presidente. Il suo posto in Italia sarà preso dall'ex capitano della Nazionale Massimo Fochi, di Parma. Fidal: Alfio Giomi, grossetano, punta al suo secondo mandato. Poi, dovrebbe toccare al collonello della Gdf, Vincenzo Parrinello (a meno che punti alla Fisi). Renato Di Rocco, leader del ciclismo, ha avuto un momento di tutibanza: ma ora ha deciso di restare al suo posto. Per la successione ci sarà tempo. Carlo Magri (Volley) è fra i veterani: è in carica addirittura dal 1995. Ma di sicuro non ha intenzione di farsi da parte: avrà un rivale alle prossime elezioni, il milanese Pucci Mossotti, ma Magri ha il pieno appoggio anche del Lazio (presidente Cecchi) e gode quindi di ampi favori del pronostico. Nel motociclismo c'è qualche fibrillazione contro il n.1 Sesti ma senza candidati forti, almeno per ora. Infine, la Federbocce: M. Giunio De Sanctis , attuale segretario generale del Cip, tenterà di scalzare il presidente Romolo Rizzoli (altro veterano, visto che è in carica dal 1993, e altro fedelissimo di Petrucci). Poi, se ci sarà davvero il limite ai mandati molte cose in futuro cambieranno.
Cosentino da reggente a presidente della Lega Dilettanti. Per un anno
Da reggente a presidente: Antonio Cosentino è stato eletto nuovo numero 1 della Lega Nazionale Dilettanti nell'assemblea celebrata oggi a Fiumicino. Era il candidato unico dopo un accordo fra i Comitati Regionali. Continuerà lui, dunque, a guidare un movimento che coinvolge 13.000 società, che permette che si giochino 700.000 partite l'anno e che impegna 1 milione e 200 mila tesserati. Cosentino, già vicario sotto la (infelice) presidenza di Felice Belloli e reggente Lnd dallo scorso 22 maggio, rimarrà in carica fino alla scadenza del corrente quadriennio olimpico 2012/2016. Poi si vedrà: Cosentino ha 75 anni, potrebbe ricandidarsi. Oppure i voti potrebbero convergere su Vito Tisci, attuale presidente del settore giovanile e scolastico, ora impegnato nel varo dei centri tecnici territoriali. Si vedrà. Ma lpimportante è che la Lnd trovi un nuovo assetto. Ripristinati anche i poteri del Consiglio Direttivo con Alberto Mambelli che va ad assumere il titolo di vicario in quanto più anziano tra i vice presidenti (ruolo che già ricoprova a tempi di Tavecchio). Presente tutto il gotha del calcio italiano: dal numero 1 della Figc ed ex presidente Lnd, Carlo Tavecchio, ad Andrea Abodi, quindi Franco Carraro (membro Cio), l'ex presidente federale e membro della Giunta Coni Giancarlo Abete, il presidente del settore tecnico Gianni Rivera e la coordinatrice della Commissione Sviluppo per il calcio femminile Rosella Sensi. Presente anche il segretario generale del Coni, Roberto Fabbricini. Cosentino, dopo aver ricoperto praticamente tutti i ruoli apicali nel corso della sua carriera da dirigente sportivo (è stato per lunghi anni leader del Comitato Regionale Calabria), ha compiuto dunque l'ultimo passo giungendo al vertice della Lega Nazionale Dilettanti. "La Federazione sta affrontando con determinazione e grande dignità il momento di crisi generale del Paese - ha dichiarato Tavecchio nel suo intervento -. Il calcio sta vivendo attacchi esagerati, ci sono stati sicuramente comportamenti censurabili, questo è vero, ma è necessario difendere il nostro movimento al quale vanno riconosciuti oneri ma anche onori. Con la scelta di Cosentino il Sud ha vinto. Vi era quasi un obbligo morale nei confronti di questa area geografica, per troppo tempo priva di un suo rappresentante al vertice della Lnd, una Lega che rappresenta il mondo del volontariato e che va sostenuto perché svolge un'attività sportiva e sociale fondamentale". "Un rinnovamento nel segno della continuità, questi saranno i tratti distintivi del mio mandato", ha spiegato Cosentino illustrando all'assemblea i punti cardine del suo futuro operato. Sarà dato nuovo impulso alle misure di sviluppo e promozione del calcio femminile. Il primo passo è stata l'introduzione della gratuità delle spese d'iscrizione per i campionati regionali o provinciali di calcio a 11 e di calcio a 5 femminile. L'obiettivo principale è quello di incrementare il numero delle praticanti".
Fra le Federazioni più importanti, non si prevedono novità in Federtennis (Binaghi), Federpesi (Urso), Federbasket (Petrucci), Federscherma (Scarso), Tiro a segno (Obrist), Canoa (Buonfiglio). Nel nuoto ogni tanto salta fuori un rivale per Barelli ma poi, alla resa dei conti, l'attuale presidente spazza via tutti. Al rugby c'è una fronda contro Gavazzi ma non è stato ancora individuato un rivale. Alla ginnastica di sicuro il presidente Renato Agabio, ex fedelissimo di Petrucci, lascia: in carica dal 2000, dovrebbe essere sostituito dal suo vice, Tecchi, dirigente di Fano. Cambio della guardia anche al baseball: l'attuale n.1, Fraccari, ha deciso di dedicarsi solo alla Federazione mondiale, di cui è presidente. Il suo posto in Italia sarà preso dall'ex capitano della Nazionale Massimo Fochi, di Parma. Fidal: Alfio Giomi, grossetano, punta al suo secondo mandato. Poi, dovrebbe toccare al collonello della Gdf, Vincenzo Parrinello (a meno che punti alla Fisi). Renato Di Rocco, leader del ciclismo, ha avuto un momento di tutibanza: ma ora ha deciso di restare al suo posto. Per la successione ci sarà tempo. Carlo Magri (Volley) è fra i veterani: è in carica addirittura dal 1995. Ma di sicuro non ha intenzione di farsi da parte: avrà un rivale alle prossime elezioni, il milanese Pucci Mossotti, ma Magri ha il pieno appoggio anche del Lazio (presidente Cecchi) e gode quindi di ampi favori del pronostico. Nel motociclismo c'è qualche fibrillazione contro il n.1 Sesti ma senza candidati forti, almeno per ora. Infine, la Federbocce: M. Giunio De Sanctis , attuale segretario generale del Cip, tenterà di scalzare il presidente Romolo Rizzoli (altro veterano, visto che è in carica dal 1993, e altro fedelissimo di Petrucci). Poi, se ci sarà davvero il limite ai mandati molte cose in futuro cambieranno.
Cosentino da reggente a presidente della Lega Dilettanti. Per un anno
Da reggente a presidente: Antonio Cosentino è stato eletto nuovo numero 1 della Lega Nazionale Dilettanti nell'assemblea celebrata oggi a Fiumicino. Era il candidato unico dopo un accordo fra i Comitati Regionali. Continuerà lui, dunque, a guidare un movimento che coinvolge 13.000 società, che permette che si giochino 700.000 partite l'anno e che impegna 1 milione e 200 mila tesserati. Cosentino, già vicario sotto la (infelice) presidenza di Felice Belloli e reggente Lnd dallo scorso 22 maggio, rimarrà in carica fino alla scadenza del corrente quadriennio olimpico 2012/2016. Poi si vedrà: Cosentino ha 75 anni, potrebbe ricandidarsi. Oppure i voti potrebbero convergere su Vito Tisci, attuale presidente del settore giovanile e scolastico, ora impegnato nel varo dei centri tecnici territoriali. Si vedrà. Ma lpimportante è che la Lnd trovi un nuovo assetto. Ripristinati anche i poteri del Consiglio Direttivo con Alberto Mambelli che va ad assumere il titolo di vicario in quanto più anziano tra i vice presidenti (ruolo che già ricoprova a tempi di Tavecchio). Presente tutto il gotha del calcio italiano: dal numero 1 della Figc ed ex presidente Lnd, Carlo Tavecchio, ad Andrea Abodi, quindi Franco Carraro (membro Cio), l'ex presidente federale e membro della Giunta Coni Giancarlo Abete, il presidente del settore tecnico Gianni Rivera e la coordinatrice della Commissione Sviluppo per il calcio femminile Rosella Sensi. Presente anche il segretario generale del Coni, Roberto Fabbricini. Cosentino, dopo aver ricoperto praticamente tutti i ruoli apicali nel corso della sua carriera da dirigente sportivo (è stato per lunghi anni leader del Comitato Regionale Calabria), ha compiuto dunque l'ultimo passo giungendo al vertice della Lega Nazionale Dilettanti. "La Federazione sta affrontando con determinazione e grande dignità il momento di crisi generale del Paese - ha dichiarato Tavecchio nel suo intervento -. Il calcio sta vivendo attacchi esagerati, ci sono stati sicuramente comportamenti censurabili, questo è vero, ma è necessario difendere il nostro movimento al quale vanno riconosciuti oneri ma anche onori. Con la scelta di Cosentino il Sud ha vinto. Vi era quasi un obbligo morale nei confronti di questa area geografica, per troppo tempo priva di un suo rappresentante al vertice della Lnd, una Lega che rappresenta il mondo del volontariato e che va sostenuto perché svolge un'attività sportiva e sociale fondamentale". "Un rinnovamento nel segno della continuità, questi saranno i tratti distintivi del mio mandato", ha spiegato Cosentino illustrando all'assemblea i punti cardine del suo futuro operato. Sarà dato nuovo impulso alle misure di sviluppo e promozione del calcio femminile. Il primo passo è stata l'introduzione della gratuità delle spese d'iscrizione per i campionati regionali o provinciali di calcio a 11 e di calcio a 5 femminile. L'obiettivo principale è quello di incrementare il numero delle praticanti".