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Malagò: "Renzi non accetta le parole di Tavecchio"

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"Telefonata di Renzi dopo frasi Tavecchio? Su questo argomento parlo, mi messaggio e mi scrivo con Renzi. Ha risposto come dovrebbe rispondere un primo ministro, anche perché conosce le regole del gioco: il potere politico non può intervenire nei confronti del mondo sportivo anche perché il Cio e le federazioni internazionali hanno delle regole precise. Poi è chiaro che uno può esprimere un'opinione ma non vuol dire dover intervenire, salvo che ci siano questioni di carattere penale, ma lì deve intervenire la giustizia ordinaria". Il presidente del Coni, Giovanni Malagò esprime così il punto di vista del Premier Matteo Renzi, sulla vicenda legata al presidente della Figc, Carlo Tavecchio e le frasi su gay ed ebrei. "Renzi ha risposto dicendo quello che pensa e mi sembra molto condivisibile. Rispetta il mondo dello sport che deve fare le sue valutazioni, ma lui queste parole non le può accettare e non sono assolutamente condivise".

Una stretta di mano dopo le recenti gaffe di Carlo Tavecchio. Malagò ed il numero uno della Figc si sono incontrati stamane presso il Centro Sportivo 'La Borghesiana', entrambi invitati alla presentazione di Reset Academy, la nuova scuola calcio di Davide Lippi di cui il padre Marcello è presidente. Arrivato con largo anticipo, Tavecchio si è prima intrattenuto a parlare con alcuni dirigenti, tra cui il suo predecessore in Federcalcio, Giancarlo Abete, poi si è isolato per alcuni minuti all'esterno della struttura alla periferia di Roma. Arrivato Malagò, i due si sono incrociati in occasione della foto di gruppo: era la prima volta che si vedevano pubblicamente dopo le frasi su omosessuali ed ebrei di Tavecchio. Frasi giudicate da Malagò "inaccettabili e da biasimare". Tavecchio oggi ha detto: "Sono tranquillo, conunque per le qurestioni tecniche parleranno i miei avvocati in maniera chiara". Il n.1 del Coni ha anche chiesto una relazione al n.1 del calcio, così come gli aveva chiesto una nota sulla situazione della Lega Pro. Malagò sinora ha sempre difeso Tavecchio. In occasione dell'altra famosa gaffe, quella su Opti Pobà, il premier Renzi gli chiese: "Giovanni, che posso fare?". E Malagò prontamente rispose: "Nulla, Matteo", spiegandogli che il governo non può intervenire negli affari interni di una Federazione. E il Coni può commissariare solo in alcuni casi particolari: cosa che non era possibile un anno fa, e nemmeno adesso. Le gaffe non sono previste dall'articolo 7, comma f, dello statutro del Coni. Sta a Tavecchio decidere cosa fare, ma lui non molla, anzi ha tutte le intenzioni di ricandidarsi.
"Io con Tavecchio ho parlato in tutti questi giorni come ho fatto prima e come parlo sempre, con grandissima frequenza, con tutti i presidenti federali, che sono i miei riferimenti. Le parole restano, le stracondanniamo, sono da censurare, da biasimare. Ma gli ho chiesto: 'dimmi se c'è qualcosa di più o di diverso rispetto a quello che ho letto perché io non l'ho capito'. Forse ci sono stati dei retroscena, credo 4-5 incontri con questo giornalista con una richiesta di finanziamenti di progetti". Questa la posizione di Malagò. In merito alle possibilità di commissiarare la Federcalcio, Malagò ha ribadito che il Coni ad oggi non potrebbe intervenire "ma non sono una persona a cui manca il coraggio per fare le cose. In questi due anni, anche con grande dolore e grande sofferenza, ho portato avanti i commissariamenti di Federazioni e comitati regionali di persone a cui sono legato, a cui devo essere riconoscente. Ma se ci sono gli estremi vado avanti". E sul report Figc in merito a quanto accaduto, il presidente del Coni conferma: "lo aspetto per oggi". Solo che il fronte intorno alla Figc si amplia sempre più: ci sono voci di arresti imminenti da parte della magistratura (ma non riguardano Tavecchio, forse qualcuno a lui vicino). Ci sono molte Procure che indagano: a Napoli ad esempio si è aperto il filone della Lega Pro, dopo la relazione di Feliziani. Ma per il commissario Tommaso Miele non c'è nessun caos: forse non ha letto la relazione di Feliziani e nemmeno legge i giornali... Il 22 dicembre si dovrebbe votare ma c'è ancora il nodo di un bilancio da sciogliere: in caso di ulteriore rinvio, potrebbero esserci gravi conseguenze. I 54 club dell'ex serie C sono stanchi di aspettare e molti di loro si sono già rivolti al Coni. E il futuro della Figc? "Se chiederò a Tavecchio di non ricandidarsi? Io posso solo fare moral suasion - ha quindi aggiunto Malagò - perché qui c'è una dinamica elettiva e il tema non dipende da Malagò ma da chi vota un soggetto. E' questo il ragionamento per cui si deve creare il presupposto dell'opinione pubblica. Poi perché viene eletta una persona piuttosto che un'altra che nessuno preferirebbe questo andatelo a chiedere a chi va nelle assemblee a farlo".