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Abete, Rivera o Ghirelli chi si candida contro Tavecchio?

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Matteo Renzi ha fatto sapere che le parole di Carlo Tavecchio non gli sono piaciute per niente e che a Palazzo Chigi preferirebbero che l'attuale inquilino di via Allegri non si ricandidasse per il suo secondo mandato. Giovanni Malagò ha spiegato che lui non può commissariare nessuno, anche se lo volesse (vedi Spy Calcio del 1 novembre). Alle elezioni della Figc manca ancora un sacco di tempo, oltre un anno, e Tavecchio, ancora prima dell'ultima gaffe aveva già annunciato la sua volontà a ripresentarsi. Non risulta che abbia cambiato idea: i suoi Grandi Elettori sono stati silenziosi in questa occasione, così come i politici che contano (Renzi a parte). L'altra volta Tavecchio, nonostante la gaffe sul "mangia banane", riuscì a sbaragliare il suo avversario, Demetrio Albertini, grazie all'appoggio di una parte della serie A, della sua Lega Dilettanti, della Lega Pro di Macalli e della Lega B di Abodi. Ora lo scenario potrebbe cambiare, almeno in parte. Se il 22 dicembre Gabriele Gravina diventa presidente della Lega Pro, ecco che quel 17% potrebbe passare all'opposizione, con il sindacato calciatori (20%) e l'assoallenatori (10%). Basterebbe qualche presidente di A, e gli assetti cambierebbero radicalmente. Per questo in Figc, non sono pochi che temono Gravina...

Ma chi potrebbe candidarsi contro Tavecchio? Non è affatto escluso che Giancarlo Abete possa ripresentarsi: dopo il flop dei Mondiali brasiliani, si è dimesso e questo gesto (così raro in Italia) è stato apprezzato. Ora Abete, che è anche vicepresidente Uefa (sino al prossimo anno), è sempre molto attento alle cose del calcio, e assai battagliero in consiglio federale, pur senza diritto di voto. Così come è preciso, pignolo e pungente anche in Giunta Coni. Abete non si è espresso su una possibile ricandidatura: sta alla finestra, guarda e interviene con decisione e cognizione di causa. Di recente, fra lui e Tavecchio ci sono stati non pochi contrasti. Il sindacato calciatori (Aic) potrebbe presentare il suo presidente, Damiano Tommasi: ma le Leghe di A e Dilettanti potrebbero fare nuovamente blocco contro, così come fecero con Albertini. E la Lega B? Attenzione, il suo attuale presidente, Andrea Abodi, ha già detto che se i club lo vogliono lui è pronto a fare il n.1 della Lega di A (al posto di Maurizio Beretta). Ma i venti-padroni del pallone sono imprevedibili: a loro interessano soprattutto i soldi, e da metà novembre saranno impegnati in una durissima trattativa (l'altra volta volarono gli schiaffi...) per la divisione dei soldi dei diritti tv. Della riforma dei campionati pare siano poco interessati (domani, venerdì, dovrebbe riunirsi per la prima volta la famosa commissione), così come è ancora lontano dal loro pensiero l'assetto della Lega (oltre ad Abodi potrebe candidarsi anche Marco Fassone), non parliamo poi della Figc. Come noto, a Milano Tavecchio aveva (ha) un fiero oppositore in Andrea Agnelli ma anche altrettanti forti alleati in Galliani e Lotito. Fra un anno, chissà.

Tornando alle elezioni della Figc, oltre ad Abete potrebbero farci un pensiero anche Gianni Rivera (che anni fa fu stoppato dal suo Milan...) e Francesco Ghirelli, manager di grande esperienza, essendo passato da tutte le Leghe professionistiche, oltre che dalla Figc. Tavecchio sinora ha avuto anche come alleati Franco Carraro e Antonio Matarrese. Un anno è lungo da passare, e di sicuro l'ex sindaco di Ponte Lambro non ha intenzione di fare un passo indietro. Tutto dipenderà da chi l'11 agosto dello scorso anno lo ha appoggiato: qualcuno nel frattempo ha cambiato idea?


Il derby di Roma e quell'infinito braccio di ferro...
Poca gente ieri all'Olimpico, per la Champions della Roma, e poca gente (soprattutto laziali) prevista domenica per il derby: a Milano c'erano stati 80.000 spettatori, senza problemi o tensioni. Qui una parte di ultrà delle Curve Nord e Sud contestano le decisioni del prefetto Gabrielli e disertano da tempo gli spalti. Uno sciopero del tifo che sembra non finire, nonostante gli appelli. Il prefetto ha fatto capire che i provvedimenti che riguardano le barriere nelle due curve potrebbero essere ridiscussi dalla prossima stagione. Ora no. Dipende tutto dal comportamento dei tifosi. Anche le questura di Roma non fa passi indietro o concessioni. Lo dimostra il comunicato diramato oggi, dopo la gara della Roma in Champions. "E' stato tempestivo e risolutivo l'intervento del personale sanitario all'interno dello Stadio Olimpico che ieri ha potuto prestare immediati soccorsi ad un tifoso romanista colto da una grave crisi cardiaca. L'immediatezza dell'intervento è stata possibile grazie alle misure di sicurezza previste nel modello organizzativo varato dal questore D'Angelo che prevede, tra l'altro, vie di fuga e scale libere ed accessibili ai soccorritori. La ritrovata vivibilità dei settori, ha peraltro consentito al Coni di proseguire nella manutenzione e pulizia dei bagni all'intervallo per garantire una dignitosa fruibilità anche a donne e a bambini. Già identificati, dal sistema di video sorveglianza, 2 tifosi autori dell'accensione di 2 fumoni all'interno della curva nord. Per i due denuncia e Daspo".

Lo sport come traino nei processi di integrazione: meeting con Poletti e Malagò
Lo sport come traino nei processi di integrazione e di inclusione sociale. Se n'è parlato, al Foro Italico, nel meeting conclusivo di 'Sport e integrazione: la vittoria più bella', il percorso d'integrazione della popolazione straniera attraverso lo sport che costituisce l'accordo di programma tra il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e il Coni, sottoscritto nel 2014 e rinnovato quest'anno. Nel meeting, alla presenza del ministro Poletti, sono stati presentati i risultati raggiunti nei tre principali ambiti di intervento: le 'Buone pratiche', un percorso mirato a raccogliere, valorizzare e diffondere le esperienze positive in materia di sport e integrazione realizzate su tutto il territorio nazionale; la promozione delle pari opportunità di accesso alla pratica sportiva; il percorso educativo a scuola che con 'Sport di classe' ha prodotto 55 mila disegni e testi sullo sport e l'integrazione, con 104 premiati, e organizzato 10 'Incontri con il campione', con protagonisti gli atleti italiani di seconda generazione appartenenti a Fiamme Gialle, Aeronautica ed Esercito. "Io sono figlio dell'integrazione - ricorda il presidente del Coni, Giovanni Malagò -. Mio padre è italiano, mia madre è cubana. Il passaporto cubano non me l'hanno dato, perché la famiglia di mia madre è andata via alla chetichella quando è arrivato Castro". Poi, si rivolge a Frank Chamizo, campione mondiale in carica di lotta libera: "Io sono diventato presidente del Coni e lui veste la maglia azzurra ed è diventato campione del mondo".