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Roma 2024, vela a Bari o Cagliari. E il nuoto resta al Foro Italico

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"Stiamo facendo squadra", Giovanni Malagò è soddisfatto: la candidatura di Roma 2024 sta decollando. Ieri incontro con gli italiani presidenti di Federazioni internazionali: da Fraccari, a Grandi e Aracu (assente solo Fabio Pigozzi impegnato nel cda dell'Università del Foro Italico). Un lavoro di lobby importante, mentre Luca Pancalli e Riccardo Viola si stanno impegnando in un lavoro capillare con le periferie, alla ricerca non solo di consensi ma anche di impianti utili per gli allenamenti. Il dossier ormai prende corpo e sarà pronto per febbraio. Prima, il 21 gennaio, una foltissima delegazione sarà a Losanna, dal presidente del Cio, Thomas Bach. Ci sarà il presidente Matteo Renzi, che ha impegnato il governo nella candidatura, poi la coppia collaudata Malagò-Montezemolo, Fabbricini, Mornati, la Bianchedi, Fiona May, i membri Cio italiani (Carraro, Pescante, Cinquanta), Di Tommaso e Guadagnini, capi della comunicazione …
"Stiamo facendo squadra", Giovanni Malagò è soddisfatto: la candidatura di Roma 2024 sta decollando. Ieri incontro con gli italiani presidenti di Federazioni internazionali: da Fraccari, a Grandi e Aracu (assente solo Fabio Pigozzi impegnato nel cda dell'Università del Foro Italico). Un lavoro di lobby importante, mentre Luca Pancalli e Riccardo Viola si stanno impegnando in un lavoro capillare con le periferie, alla ricerca non solo di consensi ma anche di impianti utili per gli allenamenti. Il dossier ormai prende corpo e sarà pronto per febbraio. Prima, il 21 gennaio, una foltissima delegazione sarà a Losanna, dal presidente del Cio, Thomas Bach. Ci sarà il presidente Matteo Renzi, che ha impegnato il governo nella candidatura, poi la coppia collaudata Malagò-Montezemolo, Fabbricini, Mornati, la Bianchedi, Fiona May, i membri Cio italiani (Carraro, Pescante, Cinquanta), Di Tommaso e Guadagnini, capi della comunicazione di Coni e Comitato promotore. Il dossier, dicevamo. E 'in via di completamento: le gare di vela si svolgeranno a Bari o Cagliari. Così ha deciso la Federazione internazionale dopo un lungo studio: bocciata la Costa Smeralda per questioni meteo. Deciso che al Foro Italico resterà il nuoto (con piscine che avranno coperture amovibili, sino ad un massimo di 15.000 posti) mentre saranno costruiti circa 12 campi di tennis in terra rossa a Tor Vergata, anche se in primo tempo si era parlato anche di Fiumicino. D'altronde, costa meno fare i campi da tennis che 4-5 nuove piscine. Dubbi sulla stadio della Roma a Tor di Valle: si farà mai? Difficile, molto difficile. Il Coni sta lavorando per la copertura del centrale del Tennis al Foto Italico che potrebbe tornare utile per altri sport. In Giunta Coni, cui è seguito nel pomeriggio il Consiglio Nazionale, è stato invitato il presidente della Federciclo, Renato Di Rocco: la sua Federazione ha un debito strutturale di circa 1,9 che sarà "spalmato" nei prossimi anni. Ora verranno chiamato altri 4-5 presidenti di Federazioni: in passato erano state commissariata Sport equestri (situazione disastrosa e scandalosa) hockey prato e pentathlon moderno. Malagò, giustamente, vuol rompere col passato: in futuro meno spese per l'organizzazione e più per la l'attività sportiva. C'erano (o ci sono ancora?) Federazioni che spendevano il 20 per cento del budget nelle spese di rappresentanza (hotel di lusso, pranzi, auto blu, eccetera). E questo Malagò non lo accetta più. In Consiglio, il n.1 del Coni ha richiamato i presidenti una maggiore attenzione al problema dell'indice Istat, visto che lo sport, in alcuni ambienti, viene considerato privilegiato. Umiltà e buon senso. Poi lo staff del Coni lavorerà per risolvere il problema. Intanto il governo Renzi ha stanziato 100 milioni per lo sport nelle periferie, si comincia da Scampia, la pista che fu di Mennea, il quartiere Zen a Palermo, eccetera. Arrivate al Coni 453 domande, molte irricevibili. Resta lo scoglio autorizzazioni, che vanno snellite (lo ha detto pire Rtenzi l'altro giorno). Infine, i qualificati di Rio: se ce la faranno anche pallanuoto (maschi e femminile) oltre a volley femminile maschile maschile e basket maschile si dovrebbe superare quota 300. Come a Londra, sperando nelle stesse medaglie (28, di cui 8 d'oro). O, magari, chissà qualcuna in più, di metallo pregiato-

Fiamme Gialle: premi alla carriera ad Antonietta Di Martino e Denise Karbon
Venerdì 18 dicembre a Roma, nella splendida cornice del Tempio di Adriano della Camera di Commercio, in Piazza di Pietra, alla presenza del presidente del Coni Giovanni Malagò, le Fiamme Gialle daranno vita al tradizionale incontro di fine anno con la stampa. Verrà presentata la prossima stagione agonistica che vedrà coinvolte tutte le compagini gialloverdi, particolarmente densa di appuntamenti nazionali ed internazionali e dove naturalmente risaltano i XXXI Giochi Olimpici e XV Giochi Paralimpici a Rio. Nell'occasione sarà inoltre presentata l'edizione 2016 del calendario da tavolo Fiamme Gialle, assegnato il premio "Atleta dell'anno Fiamme Gialle 2015" e consegnati i "premi alla carriera" ad Antonietta Di Martino e Denise Karbon, due straordinarie atlete che hanno portato i colori gialloverdi ai vertici internazionali dell'atletica e dello sci alpino.

Lega Pro, adesso il favorito è Lello Pagnozzi?
La volata finale, martedì 22 dicembre a Firenze si vota per la presidenza della Lega Pro: chi prenderà il posto di Mario Macalli, incontrastato leader dell'ex serie (ora disastrata) per 18 anni? Addirittura ci sono tre candidati, la dimostrazione di quanti "pesi" l'ex serie C: secondo gli ultimi sondaggi il (leggero) favorito sarebbe Lello Pagnozzi su Paolo Marcheschi, più staccato sembrerebbe Gabriele Gravina. Pagnozzi, ex segretario generale del Coni, battuto (di poco) da Malagò nella corsa alla presidenza, è gradito da Tavecchio (oltre che da Macalli e Lotito). Gravina sconterebbe invece il fatto che Toccafondi, n.1 del Prato, e Francesco Ghirelli, dg della stessa Lega Pro, sono passati con Marcheschi, manager e allenatore fiorentino, il vero nome nuovo, conosciuto e stimato (sportivamente) anche da Matteo Renzi e dal sottosegretario Luca Lotti.

La Fipsas contro la licenza di pesca in mare
La Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva) è contro la licenza di pesca anche nelle acque marine e si è rivolta ai politici per modificarla. Perché, sostiene il presidente Ugo Claudio Matteoli, "da gennaio è a rischio il normale avvio delle attività della pesca sportiva e ricreativa in cui è proposta l'introduzione di una tassa, onerosa, per la pesca sportiva e ricreativa. I proventi andrebbero quasi a totale beneficio della pesca professionale e delle autorità proposte ai controlli". Nessun vantaggio in pratica per i pescatori sportivi che, soprattutto nel periodo estivo, sono milioni. Prima c'è stato un referendum, inutile. Ora lo spettro di questa tassa. La Fipsas si è battuta, e si sta battendo: con Matteoli altre associazioni (minori o quasi sconosciute) ma non l'Arci Pesca. Il mondo dei pescatori non è (mai stato) unito. Giusto regolamentare anche la pesca in mare, così come nelle acque dolci: sinora i controlli, anche delle Capitanerie, sono stati quasi inesistenti. Una giungla. Ma certo partire subito con una tassa (onerosa) è sbagliato, soprattutto se ai pescatori sportivi non porta alcun vantaggio.

Parigi 2024, fallito l'appello ai cittadini
L'idea era buona e coraggiosa: chiedere un contributo ai cittadini di Parigi per il "sogno olimpico" del 2024. Ma è stato un fallimento: incassati sinora solo 628.356 euro, quando la candidatura costa circa 60 milioni. "Non abbiamo mai pensato che il crowdfunding potesse finanziare il nostro progetto", dicono ora i dirigenti francesi. Inoltre, così come a Roma, non è previsto un referendum pubblico, almeno per ora: è abbastanza comprensibile, a Parigi, visto quello che è successo il 13 novembre.