Un segnale positivo. Diminuisce la violenza negli stadi e intorno agli stadi. I dati di questa stagione, 2015-16, sono confortanti. E' vero che diminuiscono anche gli spettatori ma da parte di certe questure, in passato "distratte", ora c'è più attenzione. Ci sono molti meno feriti fra i civili, le forze dell'ordine e soprattutto gli stewards (-83%). L'Osservatorio del Viminale, oltre a monitorare a situazione, punta a riportare le famiglie negli stadi: ci credono il presidente Alberto Intini, il vice Armando Forgione (anche a capo dell'ufficio ordine pubblico) e il vice operativo Massimo Passariello. Così come ci credeva Roberto Massucci, ora capo di gabinetto della questura di Roma. In tutti i campionati monitorati da luglio ad oggi (quelli professionisti, comprese le Coppe europee e quelle nazionali, più un campione delle circa 600.000 partite disputate ogni anno nelle categorie giovanili e dilettanti), tutti gli elementi analizzati indicano una netta diminuzione: -22% di incontri con feriti; - 16,2% di feriti tra le forze dell'ordine; -16,2% di feriti tra i civili; -82,3% di feriti tra gli steward. "Leggo con grande soddisfazione - ha dichiarato il presidente della Figc, Carlo Tavecchio - i dati forniti dal Viminale circa la violenza di cui è vittima il mondo del calcio. Grazie al grande lavoro di prevenzione e repressione delle forze dell'ordine, del quale ringrazio il Ministro Alfano, rafforzato dall'impegno della Figc e dei club per la promozione di condotte non violente in particolare dentro gli stadi, tutti i numeri indicano un drastico calo di questi fenomeni deprecabili. Abbiamo responsabilizzato il nostro mondo con interventi normativi specifici in tema di fruibilità degli stadi, adesso puntiamo a migliorare la qualità dei servizi delle partite per consentire ai tifosi di partecipare agli eventi in un clima di festa e di divertimento". "Quest'anno abbiamo lavorato molto sulla violenza negli stadi - ha commentato il ministro Alfano - e oggi possiamo dire che il decreto stadi ha rappresentato un miglioramento generale. Il miglioramento dei dati è senz'altro legato anche all'aumento delle forze dell'ordine presenti durante le partite e ai nostri provvedimenti". Secondo il Viminale, nel calcio italiano si era registrata già nella stagione scorsa una "sensibile inversione di tendenza" negli episodi di violenza nel corso degli incontri di Serie A e in generale "la recrudescenza delle forme di violenza riferita a tutti i campionati appare limitata". Chi ha gridato all'allarme, nei giorni scorsi, non si ricorda evidentemente i tempi prima di Raciti.
Nell'analisi dell'Osservatorio, è confermato inoltre come lo stadio sia sempre più un luogo sicuro: "Relativamente agli scontri, lo stadio, grazie alle misure organizzative introdotte, presenta il livello minimo di criticita?. Infatti sono solo il 12% gli episodi che si registrano all'interno degli impianti mentre le adiacenze degli stessi rimangono il punto piu? delicato per la gestione dei servizi di Ordine Pubblico con il 68% degli episodi". Meno incidenti e violenze anche durante le trasferte: una volta treni e autogrill erano devastati quasi tutti i week-end. Ora, fortunatamente, non succede più: ma anche perché i tifosi che seguono la loro squadra fuori casa sono ormai pochissimi. Inoltre, soprattutto dopo l'allarme terrorismo, sono pochissimi anche gli idioti che si presentano in uno stadio con i petardi o le bombe carta, rischiando così arresto e Daspo. Diminuiti anche cori razzisti e territoriali contro Napoli: merito anche della Figc, che seguendo il consiglio del giudice sportivo ed ex magistrato Giampaolo Tosel, ha in pratica depenalizzato i cori contro i napoletani. Prima c'era la chiusura immediata della curva, ora la multa e solo in caso di recidiva (mai successo in questo campionato) la chiusura di un settore o, nei casi estremi, di tutto lo stadio. Chi insultava i napoletani non è più protagonista come in passato, non può più ricattare le società. E così questi cori odiosi sono ormai (quasi) scomparsi, tranne in qualche caso, l'ultimo a Bergamo domenica. Resta, purtroppo, un altro prolema, non facile da debellare: le aggressioni agli arbitri nei campionati minori, anche giovanili. Lo scorso anno erano state addirittura 600 (record in Sicilia, 128 casi) e oltre il 30 per cento degli arbitri hanno fatto ricorso alle cure mediche. Sessanta atti di violenza sono stati consumati ai danni di arbitri-ragazzini, di 16-17 anni. Una vergogna. La maggior parte delle aggressioni sono a causa dei tesserati: 69% calciatori, 24% dirigenti, i "terzi" (spettatori o padri dei calciatori) rappresentano il 13% sugli epidosi violenti. Ma quest'anno le cose non vanno meglio: ad oggi le aggressioni sono già state 200. Una nuova norma, la 104, è stata voluta dal presidente Tavecchio, che bene conosce il problema essedo stato leader dei dilettanti per molti anni, e da Marcello Nicchi, n.1 dell'Aia. La norma, approvata dal consiglio federale, preve sanzioni pesanti anche nei confronti dei club coinvolti con i loro tesserati.
Rai Sport: per la direzione in corsa Orfeo, Volpi, Franzelli e Maffei
La rivoluzione prevista alla Rai, da parte del nuovo direttore generale Campo Dall'Orto, dovrebbe riguardare anche Rai Sport: l'attuale direttore, Carlo Paris, fu voluto, poco più di un anno fa, dallì'ex direttore Gubitosi. Mauro Mazza fu cacciato via (è ancora in causa con la Rai) e, prima di scegliere Paris, anche col gradimento dell'Usigrai, furono contattati anche i direttore di Tg1, Mario Orfeo, e Tg2, Marcello Masi. Ma entrambi preferirono restare dov'erano. Ora le cose sono cambiate: tutti i direttori rischiano di essere avvicendati all'inizio dell'anno. Per questo si ritorna a parlare di Mario Orfeo a Rai Sport: Orfeo di sport non è solo appassionato (tifoso del Milan) ma ache competente. In corsa però non c'è solo lui: a Saxa Rubra si fanno anche i nomi di Jacopo Volpi (uomo Rai che conosce la redazione meglio di tutti), Marco Franzelli e Fabrizio Maffei (giornalista di razza, già due volte direttore di Rai Sport). A incidere il destino di Paris anche i rapporti, pessimi, con la redazione che gli ha negato due volte la fiducia: il cdr gli ha chiesto un incontro, il direttore ha rifiutato, in gennaio ci sarà un'altra assemblea, probabilmente calda. I giornalisti sono sul piede di guerra per le trasmissioni, per il fatto che la Rai non ha ancora acquisito i diritti degli Europei di Francia, per il flop di Rai Sport 1 (una media dello 0,18%, come Gazzetta Tv) che non ha più contenuti ma solo repliche.
Nell'analisi dell'Osservatorio, è confermato inoltre come lo stadio sia sempre più un luogo sicuro: "Relativamente agli scontri, lo stadio, grazie alle misure organizzative introdotte, presenta il livello minimo di criticita?. Infatti sono solo il 12% gli episodi che si registrano all'interno degli impianti mentre le adiacenze degli stessi rimangono il punto piu? delicato per la gestione dei servizi di Ordine Pubblico con il 68% degli episodi". Meno incidenti e violenze anche durante le trasferte: una volta treni e autogrill erano devastati quasi tutti i week-end. Ora, fortunatamente, non succede più: ma anche perché i tifosi che seguono la loro squadra fuori casa sono ormai pochissimi. Inoltre, soprattutto dopo l'allarme terrorismo, sono pochissimi anche gli idioti che si presentano in uno stadio con i petardi o le bombe carta, rischiando così arresto e Daspo. Diminuiti anche cori razzisti e territoriali contro Napoli: merito anche della Figc, che seguendo il consiglio del giudice sportivo ed ex magistrato Giampaolo Tosel, ha in pratica depenalizzato i cori contro i napoletani. Prima c'era la chiusura immediata della curva, ora la multa e solo in caso di recidiva (mai successo in questo campionato) la chiusura di un settore o, nei casi estremi, di tutto lo stadio. Chi insultava i napoletani non è più protagonista come in passato, non può più ricattare le società. E così questi cori odiosi sono ormai (quasi) scomparsi, tranne in qualche caso, l'ultimo a Bergamo domenica. Resta, purtroppo, un altro prolema, non facile da debellare: le aggressioni agli arbitri nei campionati minori, anche giovanili. Lo scorso anno erano state addirittura 600 (record in Sicilia, 128 casi) e oltre il 30 per cento degli arbitri hanno fatto ricorso alle cure mediche. Sessanta atti di violenza sono stati consumati ai danni di arbitri-ragazzini, di 16-17 anni. Una vergogna. La maggior parte delle aggressioni sono a causa dei tesserati: 69% calciatori, 24% dirigenti, i "terzi" (spettatori o padri dei calciatori) rappresentano il 13% sugli epidosi violenti. Ma quest'anno le cose non vanno meglio: ad oggi le aggressioni sono già state 200. Una nuova norma, la 104, è stata voluta dal presidente Tavecchio, che bene conosce il problema essedo stato leader dei dilettanti per molti anni, e da Marcello Nicchi, n.1 dell'Aia. La norma, approvata dal consiglio federale, preve sanzioni pesanti anche nei confronti dei club coinvolti con i loro tesserati.
Rai Sport: per la direzione in corsa Orfeo, Volpi, Franzelli e Maffei
La rivoluzione prevista alla Rai, da parte del nuovo direttore generale Campo Dall'Orto, dovrebbe riguardare anche Rai Sport: l'attuale direttore, Carlo Paris, fu voluto, poco più di un anno fa, dallì'ex direttore Gubitosi. Mauro Mazza fu cacciato via (è ancora in causa con la Rai) e, prima di scegliere Paris, anche col gradimento dell'Usigrai, furono contattati anche i direttore di Tg1, Mario Orfeo, e Tg2, Marcello Masi. Ma entrambi preferirono restare dov'erano. Ora le cose sono cambiate: tutti i direttori rischiano di essere avvicendati all'inizio dell'anno. Per questo si ritorna a parlare di Mario Orfeo a Rai Sport: Orfeo di sport non è solo appassionato (tifoso del Milan) ma ache competente. In corsa però non c'è solo lui: a Saxa Rubra si fanno anche i nomi di Jacopo Volpi (uomo Rai che conosce la redazione meglio di tutti), Marco Franzelli e Fabrizio Maffei (giornalista di razza, già due volte direttore di Rai Sport). A incidere il destino di Paris anche i rapporti, pessimi, con la redazione che gli ha negato due volte la fiducia: il cdr gli ha chiesto un incontro, il direttore ha rifiutato, in gennaio ci sarà un'altra assemblea, probabilmente calda. I giornalisti sono sul piede di guerra per le trasmissioni, per il fatto che la Rai non ha ancora acquisito i diritti degli Europei di Francia, per il flop di Rai Sport 1 (una media dello 0,18%, come Gazzetta Tv) che non ha più contenuti ma solo repliche.