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Roma 2024, attenzione al fuoco amico...

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C'è già chi esagera e picchia duro. "Roma può essere la prossima candidatura olimpica fatta deragliare dalla pubblica opposizione", è scritto sul sito "The42. Ie". Anche Le Parisien si chiede se "Roma dovrà passare attraverso un referendum". Lo scontro per la candidatura alle Olimpiadi del 2024 entra nel vivo: in corsa, come noto, ci sono anche Los Angeles, Parigi e Budapest. Amburgo e Boston si sono perse per strada. I Radicali adesso sono usciti allo scoperto e chiedono un referendum. Si rifanno anche a dati vecchi, secondo cui i Giochi olimpici sono un pessimo affare per chi li organizza. E lascino solo debiti e tasse. Anche la Lega Nord e la Sinistra Italiana di Stefano Fassina sono sulla stessa posizione dei Radicali: del problema è stato investito il Parlamento. Ma il fronte del sì è ancora forte, e largamente maggioritario. Ultimamente c'è stata anche una timida apertura del Movimento 5 Stelle romano (ma chissà che ne pensano Grillo e Casaleggio), accolta con sodddisfazione dalla premiata ditta Malagò&Montezemolo. Sinora i vertici di Coni e Comitato Promotore hanno lavorato bene, un monitoraggio sui membri Cio che fra un anno e mezzo dovranno votare a Lima: ma non basta mettere le loro fotografie e il loro curriculum a Palazzo H e nell'ex Aula Bunker del Foro Italico per garantirsi il successo, bisogna anche prepararsi ad un'eventuale opposizione. Il famoso fuoco amico. Malagò se lo aspettava, d'altronde: questi sono i primi fuochi, ma bisogna spegnerli in fretta. I Radicali non vanno sottovalutati, potrebbero trovare terreno fertile in uno strato della popolazione romana, fiaccata da promesse mai mantenute e da una situazione di degrado ormai nota in tutto il mondo. I comitati di quartiere che gravitano intorno a Tor Vergata ad esempio sono contrari (per motivi non ben chiari e forse anche pretestuosi) al prolungamento della metro da Anagnina. Costo due miliardi di euro (rientrano nei 10 del budget totale?). Inoltre come verrebbe presa l'ipotesi di costruire altre 4-5 piscine, visto che il ricordo dei Mondiali di nuoto del 2009 è ancora vivo?

Malagò&Montezemolo sono contrari a qualsiasi ipotesi di referendum: non lo ritengono obbligatorio (come ad esempio è stato per Amburgo), ma lo temono, come lo teme Parigi. Hanno promesso di fare "qualcosa" (un sondaggio?). Di sentire i romani. Di convincerli che i Giochi possono essere un vantaggio anche per chi abita a Tor Bella Monaca, e soprattutto non lasciano tasse da pagare ai cittadini. Questo lavoro sul territorio è stato iniziato da Luca Pancalli, vicepresidente del Comitato promotore: ma adesso va incrementato, proprio per impedire che si alimenti (pericolosamente) il fuoco amico. Il 21 gennaio Matteo Renzi sarà con una folta delegazione italiana a Losanna, da Bach: giusto, doveroso (ci sono già stati Hollande e Orban). Ma è arrivato il momento di dare una svolta alla candidatura: a febbraio va presentata una prima parte del dossier. Con serietà e massima trasparenza (non per niente è stato "convocato" anche Cantone) si può coltivare il sogno. Facendo tesoro degli errori e delle spese folli di altre Nazioni, dalla Grecia alla Russia.

Spettatori in aumento: ma a Roma è fuga dall'Olimpico
Aumentano, seppur di poco, gli spettatori in serie A: +0,9% ( media 22.264 spettatori a gara) nella prima fase della stagione. E' la prima inversione di tendenza dell'ultimo quinquiennio e va vista, quindi, con (moderata) soddisfazione anche se il gap con i Paesi che contano, Inghilterra e Germania, resta sempre ampio. In questo quadro si inserisce la situazione dell'Olimpico di Roma, un crollo di spettatori preoccupante per Roma e Lazio. "I dati degli incontri casalinghi delle due squadre non sono comparabili con quelli dell'anno precedente essendo stati azzerati tutti gli indicatori delle violenze: abbiamo avuto zero incidenti e zero feriti", questo il pensiero del questore di Roma, Nicolò D'Angelo.
"Nessuno vuole impedire il tifo negli stadi ma vogliamo solo che ciò avvenga nel rispetto delle regole", ha spiegato il questore commentando il calo delle presenze allo stadio Olimpico da quando sono entrate in vigore i nuovi regolamenti. In particolare dall'inizio della stagione di calcio 2015-2016 la presenza di tifosi della Lazio all'Olimpico è calata del 13% e la presenza di tifosi romanisti è diminuita del 39%.

I Daspo sono cresciuti del 275%. Fra gli ultrà di Roma e Lazio e i vertici di Prefettura (Franco Gabrielli) e questura (D'Angelo e il capo di gabinetto Roberto Massucci) c'è un braccio di ferro dopo la decisione di dividere le due curve, per controllare meglio le tifoserie. E' intervenuto anche Pallotta: forse, ha fatto finta di intervenire... Non è cambiato nulla, ovviamente: Prefettura e questura non hanno intenzione di tornare sui loro passi. "Lo stadio è dei cittadini romani", ha ricordato il questore. Ma è un problema che le due società dovranno risolvere, altrimenti il prossimo anno ci potrebbe essere un crollo di abbonamenti.