Il fascino di Roma. Se contasse solo questo, avremmo già vinto. L'Olimpiade 2024 sarebbe nostra. Ma il fascino non basta: ci sono tanti fattori che spingono i membri Cio (serviranno 44 voti) a scegliere una città piuttosto di un'altra. A volte non è bastato nemmeno l'appoggio di Obama o avere il dossier migliore. La storia (olimpica) lo insegna. Ci si muove su un terreno pieno di insidie: contano prestigio e credibilità della Nazione, la tradizione sportiva, la forza del comitato olimpico interessato alla candidatura, eccetera. A noi manca, per ora, soprattutto la presenza del Comune di Roma perché c'è da decidere, prima o poi, sulle infrastrutture (metro, viabilità, eccetera) legate ai Giochi e bisognerà aspettare sino a giugno, quando ci sarà una nuova governance.
E' un anno importante, questo, per Giovanni Malagò: per il secondo mandato, d'accordo, non ci sono problemi (probabile sia il candidato unico quando arriverà il momento di votare). Ma ci sono i Giochi di Rio fra sette mesi: nonostante certe proiezioni poco allegre, non siamo messi così male e, fra novità (lotta, boxe femminile) e delusioni (taekwondo, judo, canoa), chissà che non portiamo a casa 28 medaglie, come a Londra 2012. Ma in ballo quest'anno c'è anche la candidatura di Roma 2024: vero che il Cio decide solo fra un anno ma già adesso non si può più sbagliare una mossa perché le tre rivali, Los Angeles, Parigi e Budapest, si stanno già muovendo. Malagò è forte dell'appoggio di Renzi (anche se il premier un po' ci è rimasto male per il no di Giovanni alla candidatura come sindaco) e della storica amicizia con Luca di Montezemolo, prestigioso biglietto da visita di Roma 2024 in tutto il mondo.
Il primo dossier sarà presentato a Losanna il 17 febbraio da Diana Bianchedi, ultimo importante "acquisto" del Comitato promotore, e sarà composto da 80 chiavette Ubs, 80 domande e massimo 200 parole di risposta a domanda. Come ha annunciato Malagò, questo dossier si avvicinerà molto, moltissimo, a quello definitivo. Ci saranno tre grossi Poli olimpici: Tor Vergata, Foro Italico, Fiera di Roma. Il nuoto, come da noi anticipato, resterà dov'è, al Foro Italico. Il tennis si sposterà ma solo per le Olimpiadi perché gli Internazionali non cambieranno sede. Per i Giochi invece verrebbero costruiti una decina di campi in terra battuta a Tor Vergata, con un costo sicuramente minore rispetto a 5-6 piscine nuove (e soprattutto con molte meno polemiche). E poi, come detto, i luoghi di fascino che tutto il mondo ci invidia: tiro con l'arco ai Fori Imperiali, la maratona che attraversa tutta la città (passando davanti a Piazza San Pietro, alla Moschea e alla Sinagoga) e che arriva sotto l'Arco di Costantino come nel 1960, il beach volley al Circo Massimo, l'equitazione a Piazza di Siena. E poi il Colosseo, che ogni sera diventa la medal plaza: il regolamento prevede che le premiazioni vengano effettuate sul posto di gara ma nulla vieta, anzi è qualcosa in più, che la sera si tenga una cerimonia sul luogo dove combattevano i gladiatori. E queste sono cose che fanno il giro del mondo e che sui membri Cio fanno un certo effetto. Anche se, giustamente, i cittadini di Roma non vogliono né possono aspettare il 2024 per vedere funzionare treni, metro, e autobus e migliorare il volto della loro città. Ma questo non dipende da Malagò&Montezemolo. Questo dipende dal prossimo sindaco. Bisognerà aspettare l'estate.
Il 29 e 30 gennaio a Roma congresso di traumatologia dello sport
Il 29 e il 30 gennaio 2016, nella Sala delle Armi all'interno del Parco del Foro Italico, a Roma, si terrà il 3° Congresso Internazionale "Sport Traumatology: the Battle". L'evento si prefigge di sviluppare un confronto, una vera e proprio "Battle", tra esperti nazionali ed internazionali, sia ortopedici che fisioterapisti ed operatori del settore che cercheranno di individuare fattori, orientamenti ed approcci condivisi da usare come linee guida per identificare un corretto percorso diagnostico chirurgico-riabilitativo dalla lesione al ritorno in campo dell'atleta infortunato. Il congresso, organizzato grazie collaborazione del CONI, dell'Università Loyola di Chicago, delle Università Italiane e delle Società scientifiche nazionali ed internazionali patrocinanti, si propone, inoltre, di sviluppare cinque tematiche di rilievo: l'individuazione delle figure destinate all'assistenza medica degli sportivi in campo, la potenziale necessità di una "Clinica Mobile" nei grandi eventi, l'indicazione dei soggetti preposti a garantire la prevenzione in Italia e quella delle strutture chiamate a promuovere l'insegnamento della Traumatologia dello sport nel Paese ed, infine, la possibilità di creare un database destinato a raccogliere gli infortuni degli sportivi con la contestuale necessità di individuare l'eventuale gestore dei dati. Presidente del convegno, Giuseppe Porcellini. Nel comitato d'onore il ministro Lorenzin, il n.1 del Coni Giovanni Malagò, Fabio Pigozzi, rettore università Foro Italico di Roma, Roberto Fabbricini, Maurizio Casasco e A. Evers.
E' un anno importante, questo, per Giovanni Malagò: per il secondo mandato, d'accordo, non ci sono problemi (probabile sia il candidato unico quando arriverà il momento di votare). Ma ci sono i Giochi di Rio fra sette mesi: nonostante certe proiezioni poco allegre, non siamo messi così male e, fra novità (lotta, boxe femminile) e delusioni (taekwondo, judo, canoa), chissà che non portiamo a casa 28 medaglie, come a Londra 2012. Ma in ballo quest'anno c'è anche la candidatura di Roma 2024: vero che il Cio decide solo fra un anno ma già adesso non si può più sbagliare una mossa perché le tre rivali, Los Angeles, Parigi e Budapest, si stanno già muovendo. Malagò è forte dell'appoggio di Renzi (anche se il premier un po' ci è rimasto male per il no di Giovanni alla candidatura come sindaco) e della storica amicizia con Luca di Montezemolo, prestigioso biglietto da visita di Roma 2024 in tutto il mondo.
Il primo dossier sarà presentato a Losanna il 17 febbraio da Diana Bianchedi, ultimo importante "acquisto" del Comitato promotore, e sarà composto da 80 chiavette Ubs, 80 domande e massimo 200 parole di risposta a domanda. Come ha annunciato Malagò, questo dossier si avvicinerà molto, moltissimo, a quello definitivo. Ci saranno tre grossi Poli olimpici: Tor Vergata, Foro Italico, Fiera di Roma. Il nuoto, come da noi anticipato, resterà dov'è, al Foro Italico. Il tennis si sposterà ma solo per le Olimpiadi perché gli Internazionali non cambieranno sede. Per i Giochi invece verrebbero costruiti una decina di campi in terra battuta a Tor Vergata, con un costo sicuramente minore rispetto a 5-6 piscine nuove (e soprattutto con molte meno polemiche). E poi, come detto, i luoghi di fascino che tutto il mondo ci invidia: tiro con l'arco ai Fori Imperiali, la maratona che attraversa tutta la città (passando davanti a Piazza San Pietro, alla Moschea e alla Sinagoga) e che arriva sotto l'Arco di Costantino come nel 1960, il beach volley al Circo Massimo, l'equitazione a Piazza di Siena. E poi il Colosseo, che ogni sera diventa la medal plaza: il regolamento prevede che le premiazioni vengano effettuate sul posto di gara ma nulla vieta, anzi è qualcosa in più, che la sera si tenga una cerimonia sul luogo dove combattevano i gladiatori. E queste sono cose che fanno il giro del mondo e che sui membri Cio fanno un certo effetto. Anche se, giustamente, i cittadini di Roma non vogliono né possono aspettare il 2024 per vedere funzionare treni, metro, e autobus e migliorare il volto della loro città. Ma questo non dipende da Malagò&Montezemolo. Questo dipende dal prossimo sindaco. Bisognerà aspettare l'estate.
Il 29 e 30 gennaio a Roma congresso di traumatologia dello sport
Il 29 e il 30 gennaio 2016, nella Sala delle Armi all'interno del Parco del Foro Italico, a Roma, si terrà il 3° Congresso Internazionale "Sport Traumatology: the Battle". L'evento si prefigge di sviluppare un confronto, una vera e proprio "Battle", tra esperti nazionali ed internazionali, sia ortopedici che fisioterapisti ed operatori del settore che cercheranno di individuare fattori, orientamenti ed approcci condivisi da usare come linee guida per identificare un corretto percorso diagnostico chirurgico-riabilitativo dalla lesione al ritorno in campo dell'atleta infortunato. Il congresso, organizzato grazie collaborazione del CONI, dell'Università Loyola di Chicago, delle Università Italiane e delle Società scientifiche nazionali ed internazionali patrocinanti, si propone, inoltre, di sviluppare cinque tematiche di rilievo: l'individuazione delle figure destinate all'assistenza medica degli sportivi in campo, la potenziale necessità di una "Clinica Mobile" nei grandi eventi, l'indicazione dei soggetti preposti a garantire la prevenzione in Italia e quella delle strutture chiamate a promuovere l'insegnamento della Traumatologia dello sport nel Paese ed, infine, la possibilità di creare un database destinato a raccogliere gli infortuni degli sportivi con la contestuale necessità di individuare l'eventuale gestore dei dati. Presidente del convegno, Giuseppe Porcellini. Nel comitato d'onore il ministro Lorenzin, il n.1 del Coni Giovanni Malagò, Fabio Pigozzi, rettore università Foro Italico di Roma, Roberto Fabbricini, Maurizio Casasco e A. Evers.