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Montezemolo: "Roma coi Giochi si sbloccherà"

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"Sento critiche sulla candidatura di Roma. Ma io credo che nel 2016 la città abbia uno straordinario bisogno di guardare avanti e di non crogiolarsi sul passato. Roma è una città bloccata che non investe, non guarda avanti nè fa paragoni con le altre città del mondo. Oggi c'è un grande gap che però con le Olimpiadi sarà colmato. La competizione la possiamo vincere". Così Luca di Montezemolo, presidente Comitato Roma 2024, in occasione dell'evento "La città nel 2024 - Engagement Meeting. Talenti creativi a confronto per nuove sfide imprenditoriali" organizzato dal Comitato promotore Roma 2024. "Se non vincessimo questa competizione, tutto quello che stiamo facendo deve essere anche più importante per il futuro della città. Le Olimpiadi devono essere un motivo di spinta. Ci sono cose, come i collegamenti con l'aeroporto di Fiumicino, che grazie alle Olimpiadi faresti ma se non ci fosse un motivo non le faremmo, perché non le abbiamo fatte fino ad ora". Secondo Montezemolo ci sono delle "opere indispensabili". "I collegamenti, gli impianti sportivi e la logistica, che sono gli elementi contenuti nel dossier che presenteremo il 17 febbraio". Montezemolo conclude: "Roma ce la deve fare, con grande spirito, non facciamoci del male da soli. L'Expo e Torino sono stati grandi esempi". E ha aggiunto "C'è totale identità di vedute con Malagò: le cose che faremo ancora più utili dopo i Giochi. Negli ultimi venti anni, chi ha ospitato le Olimpiadi ha avuto il boom del turismo l'anno dopo: Barcellona, Londra, Sydney; solo di Pechino non abbiamo dati". Montezemolo inoltre ha spiegato: "Non sostenere la candidatura vuol dire arrendersi e continuare a non dare la possibilità alla Capitale di migliorare e di crescere. Questa è un'occasione non solo per ristrutturare o costruire nuovi impianti sportivi, ma anche per investire sulle idee. Abbiamo bisogno di giovani che mettano in piedi iniziative importanti. Dobbiamo sostenerli e indirizzare le loro iniziative in quello che è fondamentale per vincere questa grande sfida".

Studenti e atleti? Ora si può: via ad un progetto sperimentale
Studiare e portare avanti una carriera da atleti professionisti? Ora si può. Grazie alla legge "Buona Scuola", infatti, sarà data una risposta alle esigenze di quei ragazzi che frequentano le scuole secondarie di secondo grado e al contempo praticano un'attività sportiva a livello agonistico. A Roma, lunedì 1 febbraio, alle ore 15, ne parleranno al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca il ministro Stefania Giannini, il sottosegretario Gabriele Toccafondi, il presidente del Coni Giovanni Malagò e il presidente della Lega Serie A Maurizio Beretta. Il Miur, in collaborazione con Coni, Cip (Comitato italiano paralimpico) e Lega Serie A, intende infatti definire in tempi rapidi un percorso sperimentale per la formazione personalizzata degli studenti-atleti di alto livello iscritti negli istituti secondari di secondo grado, statali e paritari. L'obiettivo è quello di contenere la dispersione scolastica degli alunni che praticano attività sportiva agonistica ad alto livello, consentendo loro di inseguire il proprio sogno senza rinunciare allo studio. Questo attraverso una didattica 'mistà fra lezioni on line e frontali. Malagò è soddisfatto del nuovo rapporto con il Miur: in passato, tutti i presidenti del Coni, anche se ci avevano provato (vedi Petrucci) i erano scontrati con forti resistenze da parte del Ministero dell'Istruzione.
 
 
Collaborazione Coni-De Agostini per la scuola secondaria
Ancora scuola e sport: martedì 2 febbraio al Salone d'Onore del CONI, il presidente Giovanni Malagò e il presidente di De Agostini Scuola, Gianluca Pulvirenti, presenteranno una nuova collaborazione tra Coni e De Agostini che riguarderà nuovi testi a marchio congiunto per la Scuola Secondaria di primo e secondo grado nonché seminari di formazione e aggiornamento per i docenti. L'incontro, il cui inizio è fissato per le ore 12, sarà anche l'occasione per presentare il piano formativo 2016 della Scuola dello Sport del Coni.
 
Lega Serie A e Uisp, progetto per diffondere la cultura dell'integrazione
Si è concluso a Milano, il viaggio attraverso l'Italia de "Il CalciaStorie", progetto nazionale lanciato da Lega Serie A e Uisp per diffondere tra i giovani la cultura dell'integrazione e della tolleranza attraverso il calcio. Alla conferenza stampa di chiusura dell'iniziativa sono intervenuti Marco Brunelli, direttore generale Lega Serie A, Vincenzo Manco, presidente Nazionale Uisp, Adam Masina, difensore del Bologna e dell'Under 21 azzurra, Cristiano Giaretta, direttore Sportivo dell'Udinese, Milo Hasbani, presidente della Comunità Ebraica di Milano, e Matteo Marani, giornalista sportivo e autore del libro ''Dallo Scudetto ad Auschwitz''. Brunelli ha spiegato:"Il calcio ha grande capacità, anche nel racconto di storie di integrazione. È il fenomeno che in Italia ha più trasversalità nella società e l'integrazione non dovrebbe essere un problema".