Ottimismo. "A Rio possiamo rivincere le stesse medaglie di Londra e restare nella restare nella top ten mondiale". Giovanni Malagò ci crede, anche se consiglia di "pesare", più che "contare" le medaglie olimpiche di metallo pregiato. Non tutte sono uguali. Nella Sala d'armi, ex aula bunker del Foro Italico, si è tenuta stamani la cerimonia "A sei mesi dall'Olimpiade". Quattro anni fa, a Londra, le medaglie furono 28, di cui 8 d'oro: ora i bookmakers ce ne accreditano 25, anche perché, con l'alternanza, non potremo più vincere nella sciabola maschile, nel fioretto a quadre femminile e perderemo una medaglia anche nell'individuale sempre del fioretto femminile visto che avremo solo due azzurre (ricordate il Dream Team di Londra, Di Francisca-D'Errigo-Vezzali?"). Il responsabile preparazione olimpica del Coni, Carlo Mormati, ha presentato l'evento, fra slide e la convinzione di aver fatto il possibile, impegnando i migliori uomini e le migliori risorse. Gli azzurri a Rio, alla fine, saranno intorno a 300, forse qualcuno in più: molto importante la qualificazione delle squadre (pallanuoto maschile e donne, volley donne, basket uomini) che potrebbero darci prestigio, e chissà, anche qualche medaglia.
"Il virus Zika non ci preoccupa", assicura Malagò. Il ricambio generazionale nemmeno, "anche perché riguarda tutti, non solo noi". Gli azzurri firmeranno un codice di comportamento come prevede il Cio sempre severo ache sui social network, guai se gli azzurri volessero trasformarsi anche in giornalisti come ha spiegato nei dettagli, Danilo Di Tommaso. Diego Nepi ha illustrato invece, anche con splendide immagini, Casa Italia, scelta fra 20 location: sarà al Costa Brava Club, una penisola affacciata sull'Oceano. Luogo splendido: il 3 agosto verrà inagurata da Matteo Renzi, concerto di Gigi D'Alessio, invitati tutti i membri Cio anche perché Rio è una splendida vetrina in vista di Roma 2024. Il costo è inferiore a quello di quattro anni, cosa che non guasta, anche se grazie all'impulso del marketing, voluto da Malagò, ora gli sponsor portano in cassa circa 13 milioni. A Casa Italia di Londra c'era, come chef stellato, Luca Bottura. A Rio ci sarà Davide Oldani. Spazio, quindi, al made in Italy. Il n.1 del Coni non si ancora arreso con la Pennetta: chissà che non la convinca a continuare almeno sino ai Giochi. E le medaglie? Dovrebbero arrivare da nuoto, tuffi, pallanuoto, ciclismo, tiro (a volo, a segno e con l'arco), ginnastica, lotta, vela, pugilato (maschile e femminile), canottaggio, speriamo atletica e volley e magari con qualche altra sorpresa dell'ultima ora. Ci vuole anche un pizzico di fortuna, gli altri corrono. Ma l'importante è che siano medaglie pulite.
Virus Zika? Meglio indumenti con le maniche lunghe"
"Virus Zika? L'Istituto di Medicina per lo Sport ha fatto un buon lavoro, sono in contatto con dei luminari della materia di infettivologia, ci sarà anche un'attività di prevenzione. Al momento la situazione è molto tranquilla, non ci sono elementi di preoccupazione da parte nostra". Il presidente del Coni Giovanni Malagò smorza i toni allarmistici provenienti dal Brasile dopo l'epidemia del virus Zika, della stessa 'famiglià di dengue e febbre gialla, che in una cinquantina di città ha bloccato le celebrazioni del Carnevale e tanta preoccupazione suscita fra le autorità locali anche in vista dei Giochi. Sull'argomento Zika ha parlato anche il dottor Antonio Spataro, direttore dell'Istituto di Medicina dello Sport del Coni. "Giungono notizie allarmistiche - commenta - ma credo non sia il caso di esagerare. Il Cio è in stretto contatto con l'Oms e con le autorità brasiliane, per dettare le linee di comportamento da seguire. Noi lavoriamo a stretto contatto con l'istituto di epidemiologia qui a Roma, allo Spallanzani''. ''So - aggiunge Spataro - anche che a Rio stanno già procedendo con opere di disinfestazione nei siti olimpici (ieri c'è stato un intervento al sambodromo, che ospiterà maratona e tiro con l'arco n. d. r.)". Ma fanno bene i giapponesi, che limiteranno al massimo le uscite extra gare e allenamenti dei loro atleti, e li obbligheranno a indossare indumenti con le maniche lunghe per limitare il rischio di punture? "Sul fatto dell'uscire o meno - risponde il dottor Spataro - ripeto che non bisogna esagerare con gli allarmismi. Sul fatto invece che sia preferibile indossare indumenti con maniche lunghe sono d'accordo. La giusta prevenzione si fa così e con l'uso abbondante di repellenti cutanei, che funzionano sempre. Giova ricordare per il rischio Zika non c'è un vaccino, ma anche che quando a Rio ci saranno i Giochi lì sarà inverno e quindi ci saranno sicuramente meno insetti e zanzare. In ogni caso informeremo a dovere i nostri atleti".
Studio e sport, un progetto del Ministero dell'Istruzione
"Penso che quella di oggi è una grande cosa. Oggi, secondo me, si apre una nuova era per un bacino potenziale di 340mila ragazzi e ragazze, una stima del comitato olimpico dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni che fanno attività agonistica. Anche se ovviamente non per tutti varranno questo tipo di opportunità". Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, presenta il progetto del Miur a cui ha aderito il mondo sportivo italiano per incentivare lo studio scolastico dei giovani atleti. Il progetto presentato oggi al Miur nasce dalla legge sulla 'Buona scuola', che "pone un'attenzione particolare alla tutela del diritto allo studio degli studenti che praticano attività sportiva agonistica, individuando tra i principali obiettivi formativi il potenziamento delle discipline sportive, dell'educazione fisica e dello sport". Gabriele Toccafondi, sottosegretario all'Istruzione, parla di un "cambio di mentalità" con questo decreto: "Il tempo per le gare non deve essere in conflitto con il tempo per la scuola, da oggi il 25% delle lezioni può essere affrontato in modo diverso da quello tradizionale". Ciò che cambia è anche "il progetto formativo che sarà personalizzato per questi ragazzi". Secondo i dati forniti dal Miur, la sperimentazione ha "una durata triennale, dal 2015 al 2018: in questo anno scolastico riguarderà gli studenti coinvolti nelle attività della Lega Serie A, circa 1340 ragazzi appartenenti alle categorie Allievi e Primavera (di cui 326 con contratto professionistico e 13 già esordienti nel massimo campionato). Dal prossimo anno sarà estesa agli studenti-atleti di tutte le discipline sportive. Tra gli strumenti messi a disposizione degli atleti ci sarà la possibilità di "seguire le lezioni tramite una piattaforma web, senza alcuno sconto sul programma di studio: ad affiancare gli stridenti ci saranno due tutor ciascuno, uno sportivo e uno scolastico". Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, sostiene che "oggi abbiamo capito che è possibile realizzare progetti come questo grazie alla visione che stiamo mettendo nel mondo della scuola anche grazie ai rapporti con alcune componenti come quella dell'attività sportiva e grazie alla determinazione nel trovare strumenti, occasioni e concretezza". Questi, secondo la Giannini, sono "i primi mattoncini per costruire un edificio e che possono far sì che da oggi lo sport agonistico sia parte fondamentale della scuola". Maurizio Beretta, presidente della Lega Serie A, sottolinea come "per una volta non si porta il calcio nelle scuole ma si porta le scuole nel calcio". E annuncia che le risorse verranno prese dalle "multe ai giocatori e alle società".
"Il virus Zika non ci preoccupa", assicura Malagò. Il ricambio generazionale nemmeno, "anche perché riguarda tutti, non solo noi". Gli azzurri firmeranno un codice di comportamento come prevede il Cio sempre severo ache sui social network, guai se gli azzurri volessero trasformarsi anche in giornalisti come ha spiegato nei dettagli, Danilo Di Tommaso. Diego Nepi ha illustrato invece, anche con splendide immagini, Casa Italia, scelta fra 20 location: sarà al Costa Brava Club, una penisola affacciata sull'Oceano. Luogo splendido: il 3 agosto verrà inagurata da Matteo Renzi, concerto di Gigi D'Alessio, invitati tutti i membri Cio anche perché Rio è una splendida vetrina in vista di Roma 2024. Il costo è inferiore a quello di quattro anni, cosa che non guasta, anche se grazie all'impulso del marketing, voluto da Malagò, ora gli sponsor portano in cassa circa 13 milioni. A Casa Italia di Londra c'era, come chef stellato, Luca Bottura. A Rio ci sarà Davide Oldani. Spazio, quindi, al made in Italy. Il n.1 del Coni non si ancora arreso con la Pennetta: chissà che non la convinca a continuare almeno sino ai Giochi. E le medaglie? Dovrebbero arrivare da nuoto, tuffi, pallanuoto, ciclismo, tiro (a volo, a segno e con l'arco), ginnastica, lotta, vela, pugilato (maschile e femminile), canottaggio, speriamo atletica e volley e magari con qualche altra sorpresa dell'ultima ora. Ci vuole anche un pizzico di fortuna, gli altri corrono. Ma l'importante è che siano medaglie pulite.
Virus Zika? Meglio indumenti con le maniche lunghe"
"Virus Zika? L'Istituto di Medicina per lo Sport ha fatto un buon lavoro, sono in contatto con dei luminari della materia di infettivologia, ci sarà anche un'attività di prevenzione. Al momento la situazione è molto tranquilla, non ci sono elementi di preoccupazione da parte nostra". Il presidente del Coni Giovanni Malagò smorza i toni allarmistici provenienti dal Brasile dopo l'epidemia del virus Zika, della stessa 'famiglià di dengue e febbre gialla, che in una cinquantina di città ha bloccato le celebrazioni del Carnevale e tanta preoccupazione suscita fra le autorità locali anche in vista dei Giochi. Sull'argomento Zika ha parlato anche il dottor Antonio Spataro, direttore dell'Istituto di Medicina dello Sport del Coni. "Giungono notizie allarmistiche - commenta - ma credo non sia il caso di esagerare. Il Cio è in stretto contatto con l'Oms e con le autorità brasiliane, per dettare le linee di comportamento da seguire. Noi lavoriamo a stretto contatto con l'istituto di epidemiologia qui a Roma, allo Spallanzani''. ''So - aggiunge Spataro - anche che a Rio stanno già procedendo con opere di disinfestazione nei siti olimpici (ieri c'è stato un intervento al sambodromo, che ospiterà maratona e tiro con l'arco n. d. r.)". Ma fanno bene i giapponesi, che limiteranno al massimo le uscite extra gare e allenamenti dei loro atleti, e li obbligheranno a indossare indumenti con le maniche lunghe per limitare il rischio di punture? "Sul fatto dell'uscire o meno - risponde il dottor Spataro - ripeto che non bisogna esagerare con gli allarmismi. Sul fatto invece che sia preferibile indossare indumenti con maniche lunghe sono d'accordo. La giusta prevenzione si fa così e con l'uso abbondante di repellenti cutanei, che funzionano sempre. Giova ricordare per il rischio Zika non c'è un vaccino, ma anche che quando a Rio ci saranno i Giochi lì sarà inverno e quindi ci saranno sicuramente meno insetti e zanzare. In ogni caso informeremo a dovere i nostri atleti".
Studio e sport, un progetto del Ministero dell'Istruzione
"Penso che quella di oggi è una grande cosa. Oggi, secondo me, si apre una nuova era per un bacino potenziale di 340mila ragazzi e ragazze, una stima del comitato olimpico dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni che fanno attività agonistica. Anche se ovviamente non per tutti varranno questo tipo di opportunità". Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, presenta il progetto del Miur a cui ha aderito il mondo sportivo italiano per incentivare lo studio scolastico dei giovani atleti. Il progetto presentato oggi al Miur nasce dalla legge sulla 'Buona scuola', che "pone un'attenzione particolare alla tutela del diritto allo studio degli studenti che praticano attività sportiva agonistica, individuando tra i principali obiettivi formativi il potenziamento delle discipline sportive, dell'educazione fisica e dello sport". Gabriele Toccafondi, sottosegretario all'Istruzione, parla di un "cambio di mentalità" con questo decreto: "Il tempo per le gare non deve essere in conflitto con il tempo per la scuola, da oggi il 25% delle lezioni può essere affrontato in modo diverso da quello tradizionale". Ciò che cambia è anche "il progetto formativo che sarà personalizzato per questi ragazzi". Secondo i dati forniti dal Miur, la sperimentazione ha "una durata triennale, dal 2015 al 2018: in questo anno scolastico riguarderà gli studenti coinvolti nelle attività della Lega Serie A, circa 1340 ragazzi appartenenti alle categorie Allievi e Primavera (di cui 326 con contratto professionistico e 13 già esordienti nel massimo campionato). Dal prossimo anno sarà estesa agli studenti-atleti di tutte le discipline sportive. Tra gli strumenti messi a disposizione degli atleti ci sarà la possibilità di "seguire le lezioni tramite una piattaforma web, senza alcuno sconto sul programma di studio: ad affiancare gli stridenti ci saranno due tutor ciascuno, uno sportivo e uno scolastico". Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, sostiene che "oggi abbiamo capito che è possibile realizzare progetti come questo grazie alla visione che stiamo mettendo nel mondo della scuola anche grazie ai rapporti con alcune componenti come quella dell'attività sportiva e grazie alla determinazione nel trovare strumenti, occasioni e concretezza". Questi, secondo la Giannini, sono "i primi mattoncini per costruire un edificio e che possono far sì che da oggi lo sport agonistico sia parte fondamentale della scuola". Maurizio Beretta, presidente della Lega Serie A, sottolinea come "per una volta non si porta il calcio nelle scuole ma si porta le scuole nel calcio". E annuncia che le risorse verranno prese dalle "multe ai giocatori e alle società".