"Tutte le spese per le infrastrutture extra olimpiche sono già pianificate per la città". A sottolinearlo è la coordinatrice generale del Comitato promotore di Roma 2024, Diana Bianchedi, che a margine della presentazione della valutazione economica dei Giochi Olimpici e Paralimpici presentata stamane a Roma, ha spiegato il perché all'interno del dossier non siano ancora previsti i costi da sostenere per la realizzazione delle infrastrutture di collegamento e trasporto urbano per raggiungere le "venues" olimpiche. "Nel dossier - sintetizza Bianchedi - la parte di tutto ciò che è richiesto esplicitamente per i Giochi è vuota, c'è solo la parte di strutture da implementare e strutture già pianificate ma non ancora partite. Noi abbiamo cercato di mettere i Giochi su zone dove si sapeva che ci sarebbe stato l'ampliamento". Per quanto riguarda il prolungamento della metro per raggiungere Tor Vergata "ci sono nel dossier 4 opzioni - ha specificato la Bianchedi - e una di questa ipotesi già previste nel piano della città sarà prevista per raggiungere i Giochi". Dipenderà da come verrà costruito il Villaggio olimpico: "A noi non interessa fare arrivare adesso il ferro dentro al Villaggio - conclude Bianchedi - perché non sarà raggiungibile dal pubblico essendo chiuso. In base a dove saranno realizzate le abitazioni si farà valere un'opzione piuttosto che l'altra". Proprio in merito ai costi, si parla di 1,8 miliardi di dollari elargiti dal Cio per la città ospitante mentre nella sua stima il Comitato promotore prevede al momento solo 1 miliardo di euro: "Questo fa capire - ha concluso la coordinatrice generale- quanto siano state prudenti le stime inserite nella valutazione economica. Poiché è difficile fare una valutazione ex-ante e spesso si viene criticati perché c'è una sovrastima delle entrate e delle uscite, gli studiosi sono stati molto prudenti, anche su un'entrata che sappiamo già essere erogata con un valore più alto". "Non possiamo aspettare il nuovo sindaco, non si è perso tempo e non si perderà: stamattina abbiamo ridefinito i tavoli di lavoro con il Comune e con diversi interlocutori. Ci siamo già incontrati con i tecnici e i dirigenti del Campidoglio dopo la presentazione del dossier il 17 febbraio scorso, e domani abbiamo in programma un incontro con la Regione Lazio". La Bianchedi ha infine sottolineato: "Il tempo è davvero poco da qui a ottobre, scadenza entro cui dal Cio ci vengono chieste molte altre garanzie, e in mezzo ci sono le elezioni e i Giochi olimpici e paralimpici di Rio". E le nostre rivali? Parigi avrà l'appoggio a tempo pieno di Bernard Lapasset che non si ricanderà alla presidenza della Federazione mondiale rugby, mentre a Los Angeles c'è timore per le parole di Donald Trump.
Presentato libro su Bruno Zauli, grande dirigente "dalla schiena dritta"
Un romanzo di sport, il racconto dei quarant'anni che hanno portato l'Italia ad ottenere e celebrare due edizioni dei Giochi Olimpici in un lustro, prima a Cortina d'Ampezzo nel 1956 e poi Roma nel 1960, anche grazie al lavoro di Bruno Zauli. Atleta, medico, giornalista e soprattutto dirigente sportivo prima della Federazione italiana di atletica leggera e poi del Comitato olimpico nazionale, a più di 52 anni dall'improvvisa scomparsa Bruno Zauli torna a vivere nella biografia scritta da Gianfranco Colasante e presentata nel Salone d'Onore del Coni alla presenza, tra gli altri, di Malagò, Fabbricini, Pescante, Miglietta e tanti altri dirigenti dello sport. "Chissà cosa sarebbe stato il Coni - ha osservato Malagò - senza l'opera risanatrice di Onesti che ha fatto diventare il nostro comitato il più prestigioso a livello internazionale. Il prestigio è dato dagli uomini e fra questi accanto a Onesti c'era Zauli, un gigante che ha lasciato una traccia sotto gli occhi di tutti. Di fronte a simili personaggi è gioco forza fare un passo indietro e cercare di copiare le loro idee ancora valide, i loro principi e valori: correttezza, schiena dritta, qualcosa a cui mi ispiro". Pescante ha ricordato il rapporto tra Onesti e Zauli, uniti da tanti aspetti comuni ("insieme hanno fatto grande il Coni, mi piacerebbe mettere l'immagine di Zauli accanto a quella di Onesti nel Salone d'Onore"). Il professor Fabio Pigozzi, rettore dell'università Foro Italico di Roma e membro di Giunta Coni, ha ricordato la figura di Zauli: "Non solo ha scritto la storia delle scienze motorie sportive, battendosi per ridare dignità accademica anche con una laurea, ma, come medico, è stato fra gli antesignani della medicina sportiva in Italia".
Il capo della polizia Pansa inaugura a Roma la "casa" del pugilato
Sarà la "casa" del pugilato, il nuovo Palasport 'Amerigo Vespucci', inaugurato nel quartiere tiburtino, prima periferia di Roma, dal Capo della Polizia Alessandro Pansa e dal presidente del Coni Giovanni Malagò. Vi si alleneranno i campioni delle Fiamme Oro, il gruppo sportivo della polizia, e sarà anche una palestra per le giovani leve del pugilato, del karate e della scherma. "La palestra delle Fiamme Oro ha un grande valore. Siamo riusciti a mettere insieme varie istituzioni, la Polizia, il Coni e il Comune, per realizzare una struttura che dà la possibilità ai ragazzi di appassionarsi alla sport nel segno della legalità", ha detto Pansa alla cerimonia per il taglio del nastro, ricordando come "grazie alla struttura gemella, inaugurata a Marcianise, abbiamo già i primi campioni del mondo juniores". Il palasport è annesso all'istituto alberghiero che porta lo stesso nome e sarà punto di riferimento per la Federazione Pugilistica Italiana, diviso quindi a metà tra gli atleti e gli studenti.
Tavecchio a Infantino: "Pronti a sperimentare la tecnologia"
Il presidente delle Figc, Carlo Tavecchio, ha ribadito con una lettera al presidente della Fifa, Gianni Infantino, la disponibilità della Federcalcio a sperimentare la tecnologia in campo in uno dei suoi campionati professionistici. Facendo seguito alla richiesta avanzata già nell'ottobre del 2014 e nell'imminenza della riunione dell'Ifab, Tavecchio si è rivolto ad Infantino chiedendogli di prendere in considerazione la candidatura italiana per eventuali sperimentazioni. "Con l'occasione - scrive Tavecchio - desidero renderti partecipe del fatto che la Federazione, con il supporto delle sue componenti, segue già da anni, con crescente interesse, gli sviluppi dell'utilizzo dei sistemi tecnologici nel corso delle gare di calcio e a tal fine ha implementato progetti, concretizzatisi con sperimentazioni sul campo". I test si potrebbero fare in serie B (Abodi è d'accordo) o in Coppa Italia.
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Il presidente delle Figc, Carlo Tavecchio, ha ribadito con una lettera al presidente della Fifa, Gianni Infantino, la disponibilità della Federcalcio a sperimentare la tecnologia in campo in uno dei suoi campionati professionistici. Facendo seguito alla richiesta avanzata già nell'ottobre del 2014 e nell'imminenza della riunione dell'Ifab, Tavecchio si è rivolto ad Infantino chiedendogli di prendere in considerazione la candidatura italiana per eventuali sperimentazioni. "Con l'occasione - scrive Tavecchio - desidero renderti partecipe del fatto che la Federazione, con il supporto delle sue componenti, segue già da anni, con crescente interesse, gli sviluppi dell'utilizzo dei sistemi tecnologici nel corso delle gare di calcio e a tal fine ha implementato progetti, concretizzatisi con sperimentazioni sul campo". I test si potrebbero fare in serie B (Abodi è d'accordo) o in Coppa Italia.