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Rio, e se arrivassero davvero 30 medaglie?

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Le notti olimpiche non sono lontane: dal 5 al 21 agosto dovremo mettere la sveglia perché molte gare di Rio, dove saranno di scena gli azzurri, si volgeranno nel cuore della notte. Ma ne varrà la pena. Sì, perché il nostro sport vive un momento di forte risveglio, dopo il pessimismo dello scorso anno: meglio non esultare prima del previsto, d'accordo, ma non ha torto Giovanni Malagò quando spera di portare a casa dal Brasile le stesse medaglie, se non qualcosina in più, di quattro anni fa (28 complessive, di cui 8 d'oro) e restare così nella top ten mondiale (ma bisognerà vedere che faranno le altre Nazioni). E poi, come sostiene il n.1 dello sport italiano, le medaglie si pesano, più che si contano: e se arrivassero dieci medaglie d'oro, con la concorrenza che c'è, sarebbe un risultato straordinario per una Nazione dove solo adesso lo sport, meglio l'educazione motoria, si sta affacciando nelle scuole. Gli azzurri qualificati per Rio sino ad ora sono 145, si arriverà a quota 300 perché mancano ancora le squadre di pallavolo (femminile), pallanuoto (maschile e femminile) e basket (maschile), più alcune discipline. Ma vediamo come sta il nostro sport e dove potrebbero arrivare le medaglie.

La scherma sarà come sempre all'altezza della sua tradizione di sport più vincente ai Giochi: anche se, purtroppo, il turn over stavolta ci penalizza non poco. Ma la crescita dei giovani garantisce un ricambio importante alla Federazione di Gorgio Scarso. La Fin (Federnuoto) di Paolo Barelli ha personaggi di grandissimo spessore, da Paltrinieri alla Pellegrini, passando per la Cagnotto. E non dimentichiamo la pallanuoto, azzurra e rosa: manca ancora la qualificazione ma una volta arrivati a Rio il podio non è certo un miraggio. Il tiro a volo, tiro a segno e tiro con l'arco (con Nespoli) potrebbero portare a casa un discreto numero di medaglie, speriamo di metallo pregiato. L'atletica può uscire da un periodo nero: Alfio Giomi ha ereditato una situazione più che complessa, ma ci sono confortanti segnali di ripresa. E se a Rio arrivassero davvero 2-3 medaglie? In rampa ci sono la Trost, Tamberi, la marcia femminile e poi lui, Alex Schwazer, che, superato lo scoglio-qualificazioni, potrebbe vincere addirittura un oro (sulla 50 km), riscattando così quella squalifica per doping di Londra. Il taekwondo dell'indimenticato presidente-pioniere Park quattro anni fa, a Londra, portò due atleti e vinse due medaglie, un primato. Ora, nessun qualificato (e niente wild card). Antonio Urso, n.1 della pesistica, spera ancora di portare in Brasile un azzurro e un'azzurra. Per dare impulso al movimento (anche se le medaglie sono troppo lontane per l'Italia che ha scelto, giustamente, la via della pulizia...). Tre atleti a Rio per il golf di Franco Chimenti, che resterà al comando della Coni Servizi (con Miglietta ad). La lotta ha trovato l'italo-cubano Chamizo, campione mondiale. Il canottaggio potrebbe tornare ad entusiasmare i tifosi azzurri come in passato e la canoa di Luciano Buonfiglio sta lottando per uscire dalle secche (per ora due qualificati, a Londra erano otto). In crisi, purtroppo, anche il judo. Medaglie importanti potrebbero arrivare dalla ginnastica (ritmica), dal ciclismo (strada e pista) del presidente Di Rocco, dalla vela e dal pugilato (con la novità delle ragazze, assenti a Londra). E qualche altra sorpresa, da qui ad agosto, potrebbe anche saltare fuori. A conti fatti, il traguardo “30 medaglie” non dovrebbe essere impossibile. E un'Italia vincente a Rio potrebbe dare una spinta anche alla candidatura di Roma 2024.
 
I qualificati
Gli azzurri certi della partecipazione a Rio 2016 sono 145 (84 uomini, 61 donne) in 19 discipline differenti, con 53 pass individuali. Ecco il dettaglio:
Nuoto (2 pass individuali: Gregorio Paltrinieri 1500 sl; Federica Pellegrini 200 sl - 20 carte olimpiche - 4x100 sl m e f - 4x100 mista m e f - 4x200 sl f);
Canottaggio (14 carte olimpiche - due senza, due di coppia PL, quattro senza, quattro senza PL, doppio);
Pallavolo (carta olimpica per la squadra maschile, 12 unità);
Vela (11 carte olimpiche di cui 6 già attribuite a titolo individuale: nel 49er FX; nel RS: X femminile; nel Nacra 17 misto) in 8 classi: Laser Radial d, Laser Standard m
Francesco Marrai, RS: X 1 m / RS: X d Flavia Tartaglini, 49er FX Giulia Conti e Francesca Clapcich, Nacra 17 Vittorio Bissaro e Silvia Sicouri, 49er 2 u, Finn 1 u;
Tiro a Volo (9 carte olimpiche già attribuite a titolo individuale: Trap 3 (2 uomini e una donna, Massimo Fabbrizi, Giovanni Pellielo, Jessica Rossi), Double Trap (2 uomini, Antoninò Barilla e Marco Innocenti), Skeet 4 (2 uomini e 2 donne, Valerio Luchini e Gabriele Rossetti, Diana Bacosi e Chiara Cainero);
Tiro a Segno (5 carte olimpiche - Carabina 10 metri d, Carabina 3 p. m, 2 Pistola libera m, Carabina 50 metri m);
Ginnastica artistica (5 carte olimpiche d);
Ginnastica ritmica (5 carte olimpiche d);
Tiro con l'Arco (4 carte olimpiche - 3 m e 1 d);
Nuoto di Fondo (3 pass individuali: Simone Ruffini, Federico Vanelli, Rachele Bruni nella 10 km);
Pugilato (2 pass individuali: Valentino Manfredonia 81 kg e Clemente Russo 91kg);
Scherma (2 pass individuali nel fioretto femminile: Elisa Di Francisca e Arianna Errigo; 1 pass individuale nella sciabola maschile: Aldo Montano; 1 pass individuale nella spada femminile - nome da definire - 9 carte olimpiche -squadre di fioretto e di spada maschile, squadra di sciabola femminile);
Tuffi (7 pass individuali - Trampolino 3 metri d - Tania Cagnotto e Maria Marconi - e Trampolino 3 m u - Andrea Chiarabini e Michele Benedetti - e piattaforma d - Noemi Batki, Trampolino 3 metri sincro u - Giovanni Tocci - e d - Francesca Dallapè);
Pentathlon Moderno (2 pass individuali: Riccardo De Luca, Alice Sotero);
Lotta (una carta olimpica, stile libero categoria 65 kg);
Canoa (due carte olimpiche, K1 slalom maschile e femminile);
Ciclismo (10 carte olimpiche - 5 prova su strada m di cui 2 valide anche per la crono m, 4 inseguimento a squadre f, 1 omnium m );
Atletica (16 pass individuali: Eleonora Giorgi, Libania Grenot, Gloria Hooper, Anna Incerti, Antonella Palmisano, Yadisleidy Pedroso, Elisa Rigaudo, Valeria Straneo, Alessia Trost, Marco De Luca, Fabrizio Donato, Marco Fassinotti, Daniele Meucci, Ruggero Pertile, Gianmarco Tamberi, Silvano Chesani);
Nuoto sincronizzato (2 pass individuali nel duo femminile: Linda Cerruti e Costanza Ferro).
 
La Roma vola, l'Olimpico resta (mezzo) vuoto: che farà Pallotta?
James Pallotta, nel suo blitz romano, ha colto importanti e positivi segnali: il terzo posto in classifica per una società che aspetta la qualificazione-Champions per mettere mano ad un bilancio poco allegro. E poi, la questione-stadio: la partita non è persa, anche se la candidata sindaco Raggi teme speculazioni in zona Tor di Quinto. Si sa però che il premier Matteo Renzi è sensibile agli investimenti che arrivano dall'estero, anche nel calcio, e Pallotta ha incontrato il suo braccio destro, Luca Lotti. Ma il patron della Roma non deve sottovalutare affatto la situazione stadio: anche ieri, nella decisiva gara con la Fiorentina, c'erano pochissimi spettatori e la curva Sud desolatamente (mezza vuota). Molti ultrà seguono la squadra solo in trasferta. Una volta la tifoseria della Roma era fra le prime in Italia, per calore, colore, partecipazione, folclore. Molte cose sono cambiate, d'accordo, ma Pallotta deve pensare che questa disaffezione è un pericolo anche per il futuro (molti tifosi potrebbero non abbonarsi più): meglio che l'italo-statunitense ci metta mano. E si faccia consigliare da chi conosce Roma meglio di lui.

I pescatori sportivi in mare contro la licenza
Sono sicuramente più di un milione ma contano poco o nulla: sono i pescatori sportivi in mare. Vincono medaglie, ma presto dovranno pagare anche una licenza, come per le acque dolci. Il presidente della Fipsas, Ugo Matteoli, dà battaglia: è contrario ad un prelievo, anche perché i soldi non andranno per la vigilanza, il ripolamento, il fermo-pesca, eccetera. Niente di tutto questo. Per questo il n.1 della Fipsas attacca i politici: ma in questa battaglia è solo. Dove sono le altre associazioni come l'Arci Pesca? In discussione anche gli attrezzi di pesca: giusto, ma tanto poi non controlla nessuno