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Malagò: "Roma 2024? Macché malaffare, venite a vedere"

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E' una risposta ai Radicali, all'avvocato Raggi e a Fassina, candidati questi ultimi due a sindaco di Roma, quella che ha dato oggi Giovnni Malagò: "A chi è critico e preoccupato sulla candidatura di Roma 2024, dico che ormai con l'Autorità nazionale anticorruzione di Cantone ancora prima di cominciare ogni parola viene vivisezionata. Se c'è qualcuno scettico di destra, sinistra o 5 stelle io non ho problemi: vengano pure a controllare o fare i capi dell'organizzazione. L'importante è che prendiamo i Giochi, poi ci poniamo il problema di chi li deve organizzare". E, ospite della Luiss col Ministro Lorenzin, ha aggiunto: "Tifate perché se riusciamo a fare questo miracolo della candidatura, cambierà tutto. Rispettiamo moltissimo chi è contrario, ma una cosa non si può accettare: che se si dovesse vincere ci saranno per forza malaffare e corruzione". La Raggi aveva parlato di possibile "mangiatoia olimpica", Radicali e Sinistra Italiana vogliono un referendum coi cittadini: il vero problema sarebbe se a giugno vincessero davvero i Cinque Stelle. Che succederebbe alla candidatura? Il sindaco deve avere un ruolo importante, e c'è da sciogliere ancora il nodo infrastrutture: fare comparazioni, oggi, fra i quattro dossier (Roma appunto, poi Los Angeles, Parigi e Budapest) non ha senso, non sempre d'altronde avere il dossier migliore ti aiuta a vincere. Rio aveva il peggiore eppure era riuscita ad avere i Giochi 2016 battendo anche Chicago, "sponsorizzata" da Obama: un grosso merito lo aveva avuto l'ex presidente brasiliano Lula (proprio lui...) con un lavoro di lobying capillare, viaggiando in tutto il mondo. Malagò tiene i rapporti con Renzi (che sostiene il bid ma ha altre priorità in questo momento), Montezemolo sta cercando un forte network di aziende, Diana Bianchedi e Fiona May stanno allestendo una squadra di (ex) campioni da portare a Rio e poi in tutte le tappe (consentite) della candidatura. Un lavoro di gruppo: si vince facendo lobby, presentando un dossier possibilmente credibile, ma si è vinto in passato anche grazie a grossi sponsor (vedi Atlanta che soffiò i Giochi ad Atene nel 1996 poi “ricompensata” con l'edizione 2004 a danno anche di Roma...). Malagò e il suo staff queste cose le conoscono bene: dopo i Giochi di Rio, quando si conoscerà il quadro definitivo (salvo eventi naturali) dei membri, Cio inizierà il lavoro più importante e delicato. E garantire la massima trasparenza, questa sì, potrebbe essere una delle carte vincenti.

Coni Servizi, traguardo 15 milioni dagli sponsor per il 2016
"Stamattina ho incontrato il ministro Pier Carlo Padoan: ho fatto un'ottima relazione del lavoro e dell'andamento di Coni e Coni Servizi, i numeri sono molto positivi". Lo ha rivelato Giovanni Malagò a margine dell'incontro "Salute e Sport: un binomio essenziale per il sistema-Paese. Le sfide del prossimo futuro" organizzato all'Università Luiss di Roma. "Era giusto informare il ministro Padoan - ha aggiunto Malagò in prossimità del rinnovo del mandato triennale di Coni Servizi - perché tra i nostri interlocutori istituzionali, oltre al governo, a Matteo Renzi, a Luca Lotti, ai ministeri della Salute e dell'Istruzione, dell'Ambiente del Lavoro, c'è il Mef che è il nostro maggior azionista. Ed è giusto raccontare tre anni molto positivi sotto il profilo dell'organizzazione, delle economie di scala, dei risparmi effettuati, del desiderio riuscito di mettere a disposizione del sistema sportivo la maggior quantità di fondi possibile, e infine dei ricavi esterni generati. Credo che i numeri siano molto chiari, sotto ogni punto di vista. C'è stato un grandissimo incremento del marketing, in tre anni gli sponsor sono cresciuti da 3 a 12 milioni (il traguardo er il 2016 è arrivare a 15 milioni, ndr). Non lo posso dire io, non è corretto, ma penso ci sia una soddisfazione da parte dei nostri azionisti". Franco Chimenti sarà confermato presidente della Coni Servizi e Alberto Miglietta amministratore delegato.