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Il piano Rai per gli Europei (più personaggi e più storie)

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Due grandi avvenimenti, Europei di calcio in Francia e Olimpiadi a Rio, dove la Rai questa estate, da giugno a metà agosto, vuole tornare ad essere protagonista. Ai Giochi non ha rivali, anche se dovrà puntare sulla qualità oltre che sulla quantità, mentre per gli Europei c'è Sky che ha tutte le (51) partite e presto presenta il suo programma. Il nuovo direttore Gabriele Romagnoli, in piena sintonia con Carlo Verdelli, dovrà dare un nuovo volto a Rai Sport, reduce da due gestioni non certo felici. Le potenzialità ci sono: 110 giornalisti, sparsi in tutta Italia. Ma in futuro dovrà prevalere la meritocrazia, troppi privilegi in passato, troppa gente impresentabile mandata in giro sui campi di calcio. Romagnoli metterà mano probabilmente anche alle trasmissioni-cult di Rai Sport. Intanto, è stato fissato il piano per Euro 2016 e Rio. Tre telecronisti in Francia: Rimedio (sull'Italia), Bizzotto e Lollobrigida. Sugli azzurri non si sa ancora chi sarà la seconda voce: Romagnoli avrebbe voluto Fabio Capello (ma sarà a Sky) e ora punta su un azzurro campione del mondo 2006 (ma è difficile Fabio Cannavaro). Tre le trasmissioni: un Dribbling formato Europei condotto da Simona Rolandi (andrà in onda dopo il Tg2 delle 13,30); uno spazio pre-partita, intervallo e post-partita su Rai 1 e Rai 2 (conduttore da scegliere) e poi la trasmissione di punta, Notti Europee, in seconda serata su Rai 1. Ci sarà un conduttore scelto da Rai 1 (Insinna? Amadeus? Il sogno è Fiorello...) ma anche Rai Sport avrà il suo spazio, ed è probabile che un gruppo di conduttori di esperienza, capacità e affidabilità possano alternarsi: fra questi Jacopo Volpi (stranamente fatto fuori dalla spedizione olimpica), Paola Ferrari, Marco Mazzocchi ed Enrico Varriale. Nelle Notti Europee dovrebbe trovare spazio anche il mercato con Paolo Paganini, dopo gli ottimi ascolti domenica scorsa con Novantesimo. Una cosa è certa: Romagnoli vuole un taglio diverso dai suoi giornalisti, più storie e più personaggi. Una Rai più protagonista. Ma Sky è pronta allo scontro.
 
I cori antisemiti di Torino di circa 3000 "tifosi"
Questa la decisione del giudice sportivo Gianpaolo Tosel dopo Juventus-Palermo: "... letta la relazione dei collaboratori della Procura federale relativa alla gara in oggetto nella quale, tra l'altro, si attesta che numerosi sostenitori della squadra bianconera (circa 3.000, il 70% degli spettatori presenti nel settore dello stadio denominato "Curva Sud"), tra il 34° e il 36° del primo tempo, intonavano ripetutamente un coro insultante espressivo di discriminazione antisemita ("...Firenze è una patria di infami, la odio da sempre perché i viola non sono italiani, ma una massa di ebrei..."); valutata l'evidente rilevanza disciplinare di tale comportamento ex art. 11, n. 3 CGS per la sua "dimensione" e per la sua "reale percettibilità", come precisato dai collaboratori della Procura federale, opportunamente posizionati in corrispondenza di entrambe le curve dello stadio; rilevato che sussistono le condizioni per la concessione del beneficio di cui all'art. 16, n. 2bis e 3 CGS; delibera di sanzionare la Soc. Juventus con l'obbligo di disputare una gara con il settore denominato "Curva Sud" privo di spettatori, disponendo che l'esecuzione di tale sanzione sia sospesa per un periodo di un anno con l'avvertenza che, se durante tale periodo sarà commessa analoga violazione, la sospensione sarà revocata e la sanzione sarà aggiunta a quella comminata per la nuova violazione". Due considerazioni: Andrea Agnelli si batte da tempo contro ogni forma di discriminazione in uno stadio che è un modello da seguire. Ma, purtroppo, contro i cori c'è poco da fare. Secondo: il giudice parla di "circa 3.000 persone", il 70 per cento della Curva Sud. Vi sembra una minoranza? Speriamo che quei "tifosi" ora non macchino lo scudetto in arrivo. Tra l'altro domenica prossima c'è Fiorentina-Juventus...
 
Renzi: "Se vince la Raggi, addio a Roma 2024..."
 "Se a Roma vince il candidato contro le Olimpiadi ci sono conseguenze per il governo nazionale, nel senso che non possiamo più fare le Olimpiadi". E le Olimpiadi il governo "le vuole fare". Lo ha affermato ieri sera al Tg1 il premier Matteo Renzi rispondendo ad una domanda sulle amministrative di giugno. Come noto, Virginia Raggi, candidata "5 Stelle" e al momento favorita dai sondaggi, è nettamente contro i Giochi, e lo ha ribadito pure ieri. Al Coni sembrano ottimisti nonostante tutto, convinti che anche con un successo alle amministrative di giugno della Raggi nulla cambierebbe per la candidatura di Roma 2024. Ma le parole di Renzi sono chiare, e temo abbia ragione. Contro la Raggi è intervenuta anche Daniela Sbrollini, onorevole Pd e responsabile sport e welfare del partito di Renzi: "Mettere in contrapposizione la riparazione delle buche stradali all'organizzazione di una sfida così importante come le Olimpiadi non è solo demagogico, ma anche miope per il futuro stesso della Capitale. La candidata Raggi dovrebbe riflettere sul fatto che la maggior parte delle opere previste per Roma 2024 rimarranno a disposizione dei cittadini. Che è previsto un regolamento molto stringente di controllo sugli appalti, con un forte ruolo in questo senso per l'Autorità anticorruzione. Senza considerare il grande impatto in termini di ricadute occupazionali e di prestigio internazionale per la città. Se il M5S non si sente all'altezza di cogliere queste opportunità per il bene di Roma, getti la spugna subito e non faccia perdere ai romani e all'intero Paese questa grande occasione". La Raggi ha risposto alle considerazioni di Renzi e Sbrollini: "Molte città del mondo, Cracovia, Davos, Boston e Stoccolma ci stanno pensando di rinunciare alla candidatura perché i soldi del Cio non bastano per coprire tutte le opere e quindi servono altri soldi che ipotecano il futuro dei cittadini. Ora Roma è una città completamente in ginocchio, dove le buche diventano programma di governo, quindi dobbiamo ripartire dalle basi. Ridare un trasporto pubblico, abbiamo un debito di 13 miliardi e noi pensiamo di fare le Olimpiadi? Forse ora è meglio pensare all'ordinario e poi, quando la città sarà pronta, al via le Olimpiadi. Oggi direi che siamo lontani da quel momento". Si scaldano gli animi in vista di giugno: dovesse vincere Giacetti, esponente Pd, non ci sarebbero problemi per i Giochi. Ma...

Ricci Bitti confermato n.1 federazioni olimpiche estive
L'italiano Francesco Ricci Bitti è stato confermato oggi pomeriggio a Losanna presidente dell'Asoif, l'associazione che riunisce le Federazioni Internazionali Olimpiche Estive. Il 74enne dirigente bolognese, già membro del Cio dal 2006 al 2012, è stato votato all'unanimità dai presidenti mondiali. Per Ricci Bitti si tratta del suo secondo mandato alla guida dell'Asoif essendo stato eletto per la prima volta nel 2012. Il suo incarico scadrà nel 2020. Tra i primi a complimentarsi con Ricci Bitti il presidente del Coni, Giovanni Malagò, e il presidente del Comitato Promotore di Roma 2024, Luca Cordero di Montezemolo che hanno seguito i lavori assembleari. "La rielezione di Ricci Bitti è un'importante conferma del prestigio che riscuotono i dirigenti italiani a livello internazionale e sicuramente è di buon auspicio per la candidatura di Roma", le parole di Malagò.