Lunedì 9 maggio potrebbe essere un giorno decisivo per Roma 2024: Giovanni Malagò incontrerà Virginia Raggi, la candidata dei 5 Stelle a sindaco di Roma. La Raggi ha manifestato più volte, anche con durezza, la sua contrarietà ai Giochi olimpici. E' passata dal sostenere che sono una "mangiatoia" e con una battuta di cattivo spirito ha anche detto che nel "2024 i romani saranno tutti morti di traffico". Speriamo che se dovesse essere eletta sindaco, nel ballottaggio del 19 giugno, possa risolvere i problemi della viabilità, e tanti altri, prima delle Olimpiadi. Il problema per Roma 2024 è che la Raggi, almeno in molti sondaggi, viene data per favorita. Riuscirà Malagò a convincerla che le Olimpiadi non sono una "mangiatoia" ma "un'opportunità per la città". Il governo infatti darebbe i fondi per alcune opere, non solo sportive, che resterebbero ai cittadini. Senza Olimpiadi, molte cose non si potranno fare: questo è un aspetto importante. La Raggi risponde al direttorio 5 Stelle: è disponibile a cambiare idea e atteggiamento nei confronti dei Giochi? Non credo ci siano tante speranze, anche se l'avvocato romano sicuramente conosce poco la materia olimpica. E Malagò è pronto, a lei come a tutti, a garantire la massima trasparenza su ogni atto "olimpici" . Una chiara rottura con un passato poco felice (e se "mangiatoie" ci sono state, ai Mondiali di calcio del 1990, non è stata colpa del mondo dello sport e nemmeno di Montezemolo: merita ricordarlo). L'appoggio del sindaco è importante se non decisivo per la candidatura: la Raggi, una volta eletta, sarebbe pronta a mettersi contro il governo Renzi? Il premier si è speso molto per il "bid", pur avendo adesso non pochi problemi. Dal premier dipendono i fondi, non solo quelli olimpici, per Roma Capitale. Il mondo dello sport lunedì tifa per Malagò: sinora, in totale sinergia con Luca di Montezemolo, ha lavorato benissimo. Con tenacia. Garbo. I rapporti col Cio sono ottimi: Roma non parte certo battuta con Los Angeles, che credo sia la favorita, e con Parigi. Ma la Raggi e le sue idee, non c'è dubbio, sono un ostacolo che (speriamo di no) potrebbe diventare insormontabile. Nel pomeriggio di lunedì Malagò vedrà anche Marchini, più avanti la Meloni: entrambi sono a favore di Roma 2024. "Ho incontrato il presidente del Coni Malagò insieme ad Alessia Filippi, sportiva di livello mondiale e capolista della mia lista civica. Abbiamo parlato di Olimpiadi, che io voglio fortemente. Ma le voglio tenendo ferme determinate condizioni". Lo scrive Roberto Giachetti, candidato del Pd a sindaco di Roma, postando la foto dell'incontro di ieri con il presidente del Coni Malagò insieme ad Alessia Filippi. "Per questo - spiega Giachetti - ho chiesto e ottenuto dal presidente Malagò: la massima trasparenza e quindi tutte le spese on line, la realizzazione di opere che saranno realizzate a prescindere dall'esito della candidatura, a partire da 15 playground nei parchi di Roma, uno per ogni Municipio, la realizzazione di 100 interventi che resteranno per sempre patrimonio di Roma (campi sportivi, ristrutturazione di palestre scolastiche, campi da calcio in periferia), l'individuazione di un rappresentante del Comune di Roma nel Comitato promotore delle Olimpiadi per la presenza del Campidoglio e il controllo sulle scelte. #RomaTornaRoma". C'è solo un piccolo problema: secondo i sondaggi, Giachetti ha scarse possibilità di diventare sindaco di Roma.
Rio, già 202 qualificati: c'è anche il badminton
Sono già 202 i qualificati per Rio: 111 uomini, 91 donne. A maggio dovrebbe toccare alla Nazionale di volley femminile, molto giovane, promettente soprattutto in vista di Tokyo 2002. Gli ultimi azzurri che ce l'hanno fatta sono Odette Giuffrida (judo), Daigoro Timoncini (lotta greco-romana) e Jeanine Cicognani (badminton). Grande la soddisfazione di Alberto Miglietta, presidente della Federazione italiana badminton e a.d. di Coni Servizi: "E' innegabile che volevamo essere nuovamente alle Olimpiadi, respirare quell'aria speciale che solo i Giochi possono offrirti". Inoltre ha ringraziato il Coni e le Fiamme Oro.
Caso chiuso: Fabbricini non ha calunniato Barelli
Il gip del tribunale di Roma, Cinzia Parasporo, ha archiviato la denuncia per calunnia presentata da Paolo Barelli - personalmente e nella qualità di presidente della Federnuoto - contro il segretario generale del Coni, Roberto Fabbricini. Il giudice nell'ordinanza osserva che "i contenuti essenziali della denuncia di Fabbricini non sono rimasti smentiti". Il segretario generale del Coni aveva presentato un esposto alla Procura della Repubblica nel quale "segnalava che - recita l'ordinanza del gip Parasporo - nel corso di attività di controllo sulla Federnuoto era emerso che alcuni costi erano stati sostenuti dalla Fin attraverso i contributi statali percepiti tra il 2005 e il 2008, ma erano stati imputati dalla Fin a Coni Servizi nella transazione". Nell'archiviare la denuncia di Barelli, il gip ricorda anche "le ampie argomentazioni della Cassazione" a sostegno dell'iscrizione nel registro degli indagati del presidente della Fin per i reati di falso ideologico e malversazione "perché afferenti essenzialmente alla corretta gestione/rendicontazione del contributo in ottica, per così dire, pubblicistica". In merito a queste due ipotesi di reato, caduta quella per truffa, si sta occupando il pm Felici: Barelli, ovviamente, si augura un'altra archiviazione. La Federnuoto, in merito alla vicenda Barelli-Fabbricini, fa sapere inoltre che "l'ordinanza del gip archivia la denuncia perché non ritiene dimostrato il dolo e l'intento calunnioso del segretario Fabbricini nel momento in cui si è rivolto all'autorità giudiziaria". "Nel contempo - spiega Giuseppe Bellomo, legale della Fin - conferma un'ulteriore volta come Coni abbia presentato una denuncia in assenza di alcun danno patrimoniale per Coni Servizi e senza attendere l'esito dell'attività ispettiva che avrebbe chiarito come nessuna condotta penalmente illecita fosse stata posta in essere in danno di quest'ultima, come poi accertato dal Gip Sturzo; ribadisce la sentenza con cui la Suprema Corte di Cassazione ha definitivamente chiuso il procedimento a carico del presidente Barelli, nella sua funzione di rappresentante legale della Federazione Italiana Nuoto, denunciato per truffa". "Pertanto, in considerazione di quanto accertato, la Federnuoto sta valutando la possibilità di dare mandato ai propri legali per verificare l'impugnazione dell'ordinanza del gip, pronunciata all'esito dell'indagine a carico del segretario Fabbricini, non ritenendola condivisibile né in fatto né in diritto". La vicenda continua...
Rio, già 202 qualificati: c'è anche il badminton
Sono già 202 i qualificati per Rio: 111 uomini, 91 donne. A maggio dovrebbe toccare alla Nazionale di volley femminile, molto giovane, promettente soprattutto in vista di Tokyo 2002. Gli ultimi azzurri che ce l'hanno fatta sono Odette Giuffrida (judo), Daigoro Timoncini (lotta greco-romana) e Jeanine Cicognani (badminton). Grande la soddisfazione di Alberto Miglietta, presidente della Federazione italiana badminton e a.d. di Coni Servizi: "E' innegabile che volevamo essere nuovamente alle Olimpiadi, respirare quell'aria speciale che solo i Giochi possono offrirti". Inoltre ha ringraziato il Coni e le Fiamme Oro.
Caso chiuso: Fabbricini non ha calunniato Barelli
Il gip del tribunale di Roma, Cinzia Parasporo, ha archiviato la denuncia per calunnia presentata da Paolo Barelli - personalmente e nella qualità di presidente della Federnuoto - contro il segretario generale del Coni, Roberto Fabbricini. Il giudice nell'ordinanza osserva che "i contenuti essenziali della denuncia di Fabbricini non sono rimasti smentiti". Il segretario generale del Coni aveva presentato un esposto alla Procura della Repubblica nel quale "segnalava che - recita l'ordinanza del gip Parasporo - nel corso di attività di controllo sulla Federnuoto era emerso che alcuni costi erano stati sostenuti dalla Fin attraverso i contributi statali percepiti tra il 2005 e il 2008, ma erano stati imputati dalla Fin a Coni Servizi nella transazione". Nell'archiviare la denuncia di Barelli, il gip ricorda anche "le ampie argomentazioni della Cassazione" a sostegno dell'iscrizione nel registro degli indagati del presidente della Fin per i reati di falso ideologico e malversazione "perché afferenti essenzialmente alla corretta gestione/rendicontazione del contributo in ottica, per così dire, pubblicistica". In merito a queste due ipotesi di reato, caduta quella per truffa, si sta occupando il pm Felici: Barelli, ovviamente, si augura un'altra archiviazione. La Federnuoto, in merito alla vicenda Barelli-Fabbricini, fa sapere inoltre che "l'ordinanza del gip archivia la denuncia perché non ritiene dimostrato il dolo e l'intento calunnioso del segretario Fabbricini nel momento in cui si è rivolto all'autorità giudiziaria". "Nel contempo - spiega Giuseppe Bellomo, legale della Fin - conferma un'ulteriore volta come Coni abbia presentato una denuncia in assenza di alcun danno patrimoniale per Coni Servizi e senza attendere l'esito dell'attività ispettiva che avrebbe chiarito come nessuna condotta penalmente illecita fosse stata posta in essere in danno di quest'ultima, come poi accertato dal Gip Sturzo; ribadisce la sentenza con cui la Suprema Corte di Cassazione ha definitivamente chiuso il procedimento a carico del presidente Barelli, nella sua funzione di rappresentante legale della Federazione Italiana Nuoto, denunciato per truffa". "Pertanto, in considerazione di quanto accertato, la Federnuoto sta valutando la possibilità di dare mandato ai propri legali per verificare l'impugnazione dell'ordinanza del gip, pronunciata all'esito dell'indagine a carico del segretario Fabbricini, non ritenendola condivisibile né in fatto né in diritto". La vicenda continua...