La settimana buona potrebbe essere già la prossima dopo la finale di Coppa Italia: il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, sta decidendo chi ci sarà sulla panchina azzurra, dal 2016 al 2018, al posto di Antonio Conte. Una cosa ormai è certa: il direttore tecnico sarà Marcello Lippi. Torna in Nazionale per la terza volta (la prima un trionfo, il Mondiale 2006, la seconda un flop in Sudafrica sei anni fa) ma con un ruolo nuovo, importante per fare crescere il nostro calcio. Sarà, come detto, il direttore tecnico e seguirà, dalla base di Coverciano, tutte le nostre Nazionali giovanili. Il ct invece non sarà scelto dalla "cantera", dal vivaio azzurro: Di Biagio quindi resta alla Under 21 e Marco Tardelli non è stato preso in considerazione (eppure come vice del Trap l'esperienza internazionale certo non gli manca). Si preferisce puntare su un'altra soluzione, un allenatore collaudato, che sappia lavorare coi giovani e abbia un curriculum collaudato alle spalle. Vincenzo Montella non è (più) la prima scelta: alla Samp ha fatto un disastro e non è in buoni rapporti con alcune società. Le perplessità non sono poche, quindi: certo "Viperetta" Ferrero vorrebbe volentieri liberarsi di lui ma può sempre cercare una transazione per evitare di pagargli l'intero contratto (620.000 euro netti) della prossima stagione. Tavecchio sta valutando altri nomi: da De Biasi che ha fatto bene come ct della Albania portandola agli Europei i Francia, a Ventura, a Gasperini, a Mazzarri (che peraltro non ha una grande carriera alle spalle). E Donadoni? Piaceva molto in Figc: anche lui sarebbe un ritorno ma ha fatto bene ultimamente a Parma e Bologna, ha buona esperienza internazionale e non teme lo stress. L'identikit giusto: ma il suo patron, l'italio-canadese Saputo, è stato a Roma e ha incontrato Tavecchio in Figc. Saputo ha detto chiaramente che Donadoni resterà a Bologna: Tavecchio non vuole né può forzare la mano, non è un presidente di club ma il n.1 di tutto il calcio italiano. Deve tenere conto di certe logihe. Certo, se si riaprisse uno spiraglio, allora sarebbe ben contento di prendere Donadoni. Toccherebbe al tecnico, semmai, cercare di sbrogliare la matassa. Una cosa è certa: il nuovo staff azzurro costerà la metà di quello di Conte (e questa decisione è stata molto apprezzata dalle Leghe) e il nome si saprà prima della partenza della spedizione per la Francia. Decide, come detto, Tavecchio e il prossimo consiglio federale, convocato per il 7 giugno, sarà solo chiamato a ratificare la scelta. Scelta, come si è visto, non facile. "L'annuncio del prossimo ct? E' inutile fissare delle date, sicuramente a breve ma in questo momento non abbiamo dato nessun incarico e non c'è stato nessun incontro personale. De Biasi, Ventura o Montella? Non posso dire chi, sono tutti nomi spendibili ma ce ne sono anche altri". Lo ha detto Carlo Tavecchio, in merito alla scelta sul successore di Antonio Conte sulla panchina azzurra dopo gli Europei. "Non ci sono rose ristrette o allargate, faremo un'area tecnica e metteremo in condizione una persona di occuparsi sia delle nazionali minori che di quella maggiore. Sarà un allenatore della Nazionale con responsabilità autonome", ha aggiunto Tavecchio a margine di un convegno organizzato all'Università Luiss di Roma. E la Figc avrà un ruolo importante, non più marginale come con Conte che, secondo alcuni consiglieri federali anche importanti, ha pensato solo a se stesso.
"Il nuovo ct? Con Tavecchio abbiamo pensato di non muovere le acque prima della finale di Coppa Italia, ma l'interesse di molti allenatori ad essere ct italiano ci fa molto piacere. Sicuramente prima degli Europei ci sarà il nuovo ct della nazionale". Lo ha dichiarato il dg della Figc, Michele Uva a 'La Politica nel Pallone - su Gr Parlamento', la trasmissione di Emilio Mancuso. "Stiamo studiando un progetto importante, una ristrutturazione del club Italia con una serie di dati ed esperienze da mettere dentro, dove l'allenatore sarà parte importante. La Federazione in passato ha avuto una figura come Sacchi, di supervisore di tutte le nazionali, che ha fatto lavoro straordinario, è un patrimonio che non vogliamo perdere. La figura del coordinatore è presente nel nostro progetto. Se sarà Lippi o meno non si sa ancora, non ci siamo mossi per non attivare nessun tipo di turbativa. Le idee le abbiamo, siamo partiti dalla valorizzazione degli asset tecnici e sportivi. Ci sono persone che devono riempire le caselle e devono essere compatibili tra di loro. Avranno un filo conduttore che è l'amore per la federazione e la nazionale italiana". Tra i nomi che sono circolati per il dopo Conte ci sono quelli di Montella, Ventura, De Biasi? " Sono tantissimi gli allenatori che ci hanno fatto arrivare messaggi di interesse per la nazionale. La rosa è più ampia di tre e tutto deve essere tracciato secondo il parere e l'idea di un direttore tecnico", ha aggiunto Uva.
Le barriere dell'Olimpico e la "solitudine" del prefetto Gabrielli
"All'Olimpico abbiamo fatto una cosa semplice: abbiamo applicato le regole che già esistono, forse in modo rigido. E non è affatto un risultato acquisito ma un percorso che dovrà continuare con la collaborazione di tutti". Lo ha detto il questore di Roma, Nicolò D'Angelo, nel suo intervento all'incontro 'La legalità rompe le barriere. Lo stadio Olimpico tra presente e futuro', nell'Aula magna del Rettorato dell'università La Sapienza di Roma. "Credo e sono convinto che il nostro compito è aiutare la crescita sportiva, il nostro dovere è riportare le famiglie e i bambini allo stadio, dove possano crescere con i valori dello sport. Conosco solo un modo per vincere sfida sicurezza: il gioco di squadra sotto la stendardo della legalità'". Per il questore "le vere barriere sono la prepotenza dell'appropriamento del territorio, l'odio per tutto ciò che è diverso, il disprezzo per l'avversario, il rifiuto di ogni regola fino al disconoscimento di tutte le istituzioni". Infine D'Angelo ha ricordato che se "abbiamo iniziato questo discorso con lo stadio Olimpico, forse in modo anche un po' traumatico e dopo una tolleranza arrivata al livello di guardia, dobbiamo ringraziare il Coni e le due società, Roma e Lazio, oltre al presidente della Figc e della Lega Calcio". "Abbiamo solo applicato le regole. Molto spesso il mio cognome è stato associato a quello di Raciti e Falcone ma solo con l'intenzione di identificare anche per me una fine tragica. In tutti questi mesi non ho mai percepito un segno di vicinanza e di attenzione". Lo ha detto il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, nominato da poco nuovo Capo della polizia, in merito alle barriere dell'Olimpico (che 8 tifosi su 10 non vorrebbero più). Gabrielli ha poi aggiunto di aver rifiutato la scorta "perché - ha detto - non mi spavento per questo, faccio il poliziotto da trent'anni. Però che nessuno ha mai speso una parola di solidarietà lo trovo un deficit culturale di questo Paese. Chi è chiamato ad applicare la legge non deve essere oggetto di distinguo, ma di considerazione". Quando durante il suo intervento si è sollevato qualche buuu mescolato agli applausi, Gabrielli ha risposto: "I buuu sono atti di debolezza. Se qualcuno vuole dire qualcosa deve farlo a viso aperto, assumendosi la responsabilità". Molto probabilmente, anzi quasi sicuramente, le barriere resteranno anche la prossima stagione: alcuni tifosi della Roma non potrebbero più abbonarsi e decidere di volta in volta se acquistare il biglietto per la curva Sud.
Canoa: Stefanie Horn qualificata per Rio
Stefanie Horn sarà l'azzurra chiamata a rappresentare il K1 femminile a Rio. La Horn (origini tedesche come Josefa Idem) ha chiuso all'ottavo posto gli Europei di canoa slalom a a Liptovsky Mikulas, in Slovacchia, guadagnando la certezza del pass nella specialità. Una soddisfazione per il presidente Luciano Buonfiglio dopo che Molmenti, campione olimpico a Londra, non era riuscito a qualificarsi. Gli azzurri certi della partecipazione a Rio 2016 sono quindi 206 (115 uomini, 91 donne) in 24 discipline differenti, con 77 pass individuali. Presto si dovrebbe arrivare intorno a quota 250. Le ragazze del volley, ad esempio, sono bene avviate verso la qualificazione.
Malagò: "Meno male c'è il Coni e non un ministero dello sport"
"Vista la positività e i risultati dal dopoguerra a oggi nello sport e nella scuola, meno male che esiste il Comitato olimpico nazionale e non un ministero dello Sport". Così il presidente del Coni Giovanni Malagò intervenendo a Locri ad un incontro su sport e legalità. "In Calabria - ha aggiunto - lo sport è una delle poche soluzioni positive che esistono". "Sulla vicenda dello Sporting Locri - ha detto ancora Malagò facendo riferimento alla squadra di calcio a 5 femminile la cui dirigenza abbandonò dopo avere ricevuto minacce e la successiva decisione della Procura di chiedere l'archiviazione dell'inchiesta - ho preferito tacere e non partecipare a Locri e altrove a incontri o altro perché sin dall'inizio della stessa vicenda ho capito che attorno al fatto ruotava più di qualcosa di poco chiaro. Ribadisco che oggi il mondo dello sport ha la capacità di offrire opportunità di lavoro. Senza contare che chi fa sport allunga la propria vita e potrà vivere meglio la terza età, costando di meno allo Stato".
"Il nuovo ct? Con Tavecchio abbiamo pensato di non muovere le acque prima della finale di Coppa Italia, ma l'interesse di molti allenatori ad essere ct italiano ci fa molto piacere. Sicuramente prima degli Europei ci sarà il nuovo ct della nazionale". Lo ha dichiarato il dg della Figc, Michele Uva a 'La Politica nel Pallone - su Gr Parlamento', la trasmissione di Emilio Mancuso. "Stiamo studiando un progetto importante, una ristrutturazione del club Italia con una serie di dati ed esperienze da mettere dentro, dove l'allenatore sarà parte importante. La Federazione in passato ha avuto una figura come Sacchi, di supervisore di tutte le nazionali, che ha fatto lavoro straordinario, è un patrimonio che non vogliamo perdere. La figura del coordinatore è presente nel nostro progetto. Se sarà Lippi o meno non si sa ancora, non ci siamo mossi per non attivare nessun tipo di turbativa. Le idee le abbiamo, siamo partiti dalla valorizzazione degli asset tecnici e sportivi. Ci sono persone che devono riempire le caselle e devono essere compatibili tra di loro. Avranno un filo conduttore che è l'amore per la federazione e la nazionale italiana". Tra i nomi che sono circolati per il dopo Conte ci sono quelli di Montella, Ventura, De Biasi? " Sono tantissimi gli allenatori che ci hanno fatto arrivare messaggi di interesse per la nazionale. La rosa è più ampia di tre e tutto deve essere tracciato secondo il parere e l'idea di un direttore tecnico", ha aggiunto Uva.
Le barriere dell'Olimpico e la "solitudine" del prefetto Gabrielli
"All'Olimpico abbiamo fatto una cosa semplice: abbiamo applicato le regole che già esistono, forse in modo rigido. E non è affatto un risultato acquisito ma un percorso che dovrà continuare con la collaborazione di tutti". Lo ha detto il questore di Roma, Nicolò D'Angelo, nel suo intervento all'incontro 'La legalità rompe le barriere. Lo stadio Olimpico tra presente e futuro', nell'Aula magna del Rettorato dell'università La Sapienza di Roma. "Credo e sono convinto che il nostro compito è aiutare la crescita sportiva, il nostro dovere è riportare le famiglie e i bambini allo stadio, dove possano crescere con i valori dello sport. Conosco solo un modo per vincere sfida sicurezza: il gioco di squadra sotto la stendardo della legalità'". Per il questore "le vere barriere sono la prepotenza dell'appropriamento del territorio, l'odio per tutto ciò che è diverso, il disprezzo per l'avversario, il rifiuto di ogni regola fino al disconoscimento di tutte le istituzioni". Infine D'Angelo ha ricordato che se "abbiamo iniziato questo discorso con lo stadio Olimpico, forse in modo anche un po' traumatico e dopo una tolleranza arrivata al livello di guardia, dobbiamo ringraziare il Coni e le due società, Roma e Lazio, oltre al presidente della Figc e della Lega Calcio". "Abbiamo solo applicato le regole. Molto spesso il mio cognome è stato associato a quello di Raciti e Falcone ma solo con l'intenzione di identificare anche per me una fine tragica. In tutti questi mesi non ho mai percepito un segno di vicinanza e di attenzione". Lo ha detto il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, nominato da poco nuovo Capo della polizia, in merito alle barriere dell'Olimpico (che 8 tifosi su 10 non vorrebbero più). Gabrielli ha poi aggiunto di aver rifiutato la scorta "perché - ha detto - non mi spavento per questo, faccio il poliziotto da trent'anni. Però che nessuno ha mai speso una parola di solidarietà lo trovo un deficit culturale di questo Paese. Chi è chiamato ad applicare la legge non deve essere oggetto di distinguo, ma di considerazione". Quando durante il suo intervento si è sollevato qualche buuu mescolato agli applausi, Gabrielli ha risposto: "I buuu sono atti di debolezza. Se qualcuno vuole dire qualcosa deve farlo a viso aperto, assumendosi la responsabilità". Molto probabilmente, anzi quasi sicuramente, le barriere resteranno anche la prossima stagione: alcuni tifosi della Roma non potrebbero più abbonarsi e decidere di volta in volta se acquistare il biglietto per la curva Sud.
Canoa: Stefanie Horn qualificata per Rio
Stefanie Horn sarà l'azzurra chiamata a rappresentare il K1 femminile a Rio. La Horn (origini tedesche come Josefa Idem) ha chiuso all'ottavo posto gli Europei di canoa slalom a a Liptovsky Mikulas, in Slovacchia, guadagnando la certezza del pass nella specialità. Una soddisfazione per il presidente Luciano Buonfiglio dopo che Molmenti, campione olimpico a Londra, non era riuscito a qualificarsi. Gli azzurri certi della partecipazione a Rio 2016 sono quindi 206 (115 uomini, 91 donne) in 24 discipline differenti, con 77 pass individuali. Presto si dovrebbe arrivare intorno a quota 250. Le ragazze del volley, ad esempio, sono bene avviate verso la qualificazione.
Malagò: "Meno male c'è il Coni e non un ministero dello sport"
"Vista la positività e i risultati dal dopoguerra a oggi nello sport e nella scuola, meno male che esiste il Comitato olimpico nazionale e non un ministero dello Sport". Così il presidente del Coni Giovanni Malagò intervenendo a Locri ad un incontro su sport e legalità. "In Calabria - ha aggiunto - lo sport è una delle poche soluzioni positive che esistono". "Sulla vicenda dello Sporting Locri - ha detto ancora Malagò facendo riferimento alla squadra di calcio a 5 femminile la cui dirigenza abbandonò dopo avere ricevuto minacce e la successiva decisione della Procura di chiedere l'archiviazione dell'inchiesta - ho preferito tacere e non partecipare a Locri e altrove a incontri o altro perché sin dall'inizio della stessa vicenda ho capito che attorno al fatto ruotava più di qualcosa di poco chiaro. Ribadisco che oggi il mondo dello sport ha la capacità di offrire opportunità di lavoro. Senza contare che chi fa sport allunga la propria vita e potrà vivere meglio la terza età, costando di meno allo Stato".