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Montezemolo-Malagò-Carraro, elogi alla Appendino sui Giochi...

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Attenzione: non è una dichiarazione di voto. Meglio dirlo subito. Gli elogi di Montezemolo-Malagò-Carraro alla Appendino, candidata 5 Stelle a Torino, riguardano solo le Olimpiadi. Montezemolo, uscendo da un summit al Coni, ha detto: "Se Roma farà le Olimpiadi saranno le più belle del mondo. Anche con la Raggi sindaco? Ho letto ieri una dichiarazione molto bella della candidata 5 Stelle di Torino (Chiara Appendino, ndr), ho visto come sono cambiati Torino e i torinesi grazie ai Giochi, quindi sono molto fiducioso. E anche i romani lo sono molto". Franco Carraro, membro Cio dal 1982, è preoccupato per la candidatura ma anche lui è rimasto favorevolmente impressionato dalle parole (sagge) della Appendino e ricorda che il consiglio comunale a Roma, "un anno fa aveva detto di sì". Mario Pescante, che pure è stato un politico, spera che da lunedì si ragioni solo sullo sport, sui vantaggi dei Giochi. "Basta politichese", tuona. Anche perché si è perso tempo, e immagine. Malagò è forse il più fiducioso di tutti, gli sembrerebbe-ha confidato ad amici-"una follia ritirarsi adesso". Ora che sono stati spesi 10 milioni, e si è fatto un lavoro importante. Sarebbe un smacco gigantesco per lo sport italiano. "Gli impianti a Roma ci sono già, al 70 per cento, poi molti sarebbero amovibili e altri resterebbero in eredità alla città". Nessuno spreco insomma, quello che teme la Raggi. Lunedì prossimo, appena conosciuto il nome del sindaco (Giachetti) o della sindaca (Raggi) di Roma, Malagò chiederà un colloquio. Le incertezze di Roma hanno fatto già il giro del mondo, bisogna recuperare in fretta. A fine luglio il rappresentante della città dovrà essere presente a Rio alla sessione dl Cio, l'ultima prima della decisione del prossimo anno. Ma la Raggi lo farebbe? O prenderebbe tempo? Aspettando il referendum che non si potrebbe fare prima di aprile-maggio del prossimo anno, a pochi mesi dalla decisione dei membri Cio. "Io non ho paura del giudizio dei cittadini ma se si voleva farlo, il referendum, andava fatto prima. Nel 2017 non sarebbe una cosa seria", ha detto Malagò. Sarebbe semmai un handicap enorme per la candidatura, anche se a vincere fossero i sì. Bisogna fare in fretta. La Raggi, se eletta, decida subito da che parte vuole stare. Entro fine luglio questo balletto infinito, pieno di contraddizioni, deve finire. Los Angeles e Parigi di sicuro avranno i loro sindaci a Rio, e rischiano di staccarci.
 
Norma riscritta, Lippi sarà il dt delle Nazionali
Il conflitto di interessi fra Marcello Lippi e il figlio Davide, agente di calciatori, sarà superato, quasi sicuramente, riscrivendo una norma della Figc che più pasticciata non poteva essere. Tavecchio si è rivolto alla corte federale che a sezioni riunite deciderà il 22 giugno. Come? Probabilmente consigliando alla Figc di riscrivere la norma, cosa che verrà fatta entro una decina di giorni. E siccome di fatto Lippi non è stato ancora ingaggiato come dt della Nazionali, essendoci solo un accordo verbale, ecco che il contratto potrà essere fatto dopo che la norma verrà cambiata. Ai primi di luglio. Resta la brutta figura della Figc che si era dimenticata di una norma varata solo lo scorso anno

Braccio di ferro Malagò-Barelli, appuntamento al 5 luglio
 Un braccio di ferro infinito quello fra Giovanni Malagò e Paolo Barelli. Oggi Giunta straordinaria del Coni, ma nessuna decisione: se ne riparlerà il 5 luglio (Giunta e consiglio nazionale Coni) ad un mese esatto dai Giochi di Rio. Oggi riunione-lampo. Nessun commento da parte di Barelli. Il Tar del Lazio, dove si è rivolto il n.1 della Federnuoto, non ha deciso: lo farà forse entro fine mese. Deciso all'unanimità (tranne Barelli, ovviamente) oggi di chiedere "un parere alla sezione consultiva del Collegio di Garanzia sul ricorso al Tar del Lazio avanzato dal presidente della Federnuoto, Paolo Barelli: secondo il Coni tale azione rappresenta una possibile violazione della clausola compromissoria". "La Giunta è durata pochi minuti e credo che abbia dimostrato grande serietà e rispetto per ogni organo del Coni. Non ho altro da aggiungere", si è limitato a dire il presidente Malagò. L'organismo del Coni ha dato mandato al segretario generale, Roberto Fabbricini, per formulare i quesiti sulla base di quanto emerso nel corso delle riunioni precedenti. Da parte del Coni si ritiene che Barelli, se non ritira il ricorso al Tar, debba decadere o sia inaleggibile. Il n.1 del nuoto la pensa diversamente, e ha un parere a suo favore. Investito del caso anche Calabrò, garante del codice di comportamento sportivo. Avanti. Sino a quando?