Mentre Thoms Bach, presidente del Cio, riceveva a Losanna la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, e la ricopriva di elogi (ma lo fa con tutti), ecco che a Roma la sindaca Virginia Raggi, appena uscita da un'udienza con Papa Giovanni, usava parole di una tale pesantezza sulla candidatura olimpica da far pensare che i sogni ormai siano ridotti al lumicino. Per carità, a Palazzo H, sede del Coni, e all'ex ala bunker del Foro Italico, dove lavora lo staff del Comitato Promotore, non hanno alcuna intenzione di arrendersi e faranno di tutto per salvare la candidatura. Ma la Raggi non ne vuole sapere: non ascolta nessuno, se non i suoi, e almeno sinora non si è fatta influenzare dalle parole di Mattarella e di Renzi, dell'appoggio del precedente sindaco Marino, e adesso anche degli ambientalisti. Per lei candidarsi adesso, in futuro non si sa, non è " etico" e costringerebbe una Capitale già in ginocchio ad indebitarsi chissà sino a quando (vedi Spy Calcio del 1 luglio). Parole che hanno fatto il giro del mondo: poco importa se in Italia qualcuno, chissà perché..., ha fatto finta di niente, ma i siti "insidethegames.biz" e "sportrsfeatures.com" sono letti dai membri Cio.
Domanda: in agosto (rispettivamente 3 e 5) a Rio c'è l'inaugurazione di Casa Italia, invitati tutti i dirigenti mondiali, e dei Giochi: la Raggi ci sarà? E, soprattutto, come farà a rimangiarsi le parole dette a Radio Vaticano e che sono da tempo ormai un cavallo di battaglia della sua candidatura? Altra domanda: anche se la Raggi cambiasse idea sui Giochi, ipotesi peraltro non molto probabile, potrebbe farlo? Avrebbe l'autonomia necessaria? O verrebbe massacrata dal Direttorio del Movimento 5 Stelle, cui dipende, e dalla Rete? Ipotesi, quest'ultima, assai probabile. E allora? In cosa sperare quindi per salvare la candidatura? Un patto fra Renzi e la sindaca della Capitale: la Raggi potrebbe alzare il prezzo col governo, in cambio di una posizione morbida sulla candidatura, ma il premier può permettersi di aiutare, anche economicamente, i grillini a governare nel modo migliore Roma col rischio di trovarseli presto al governo? Una strada difficile da praticare, anche se in politica è possibile tutto. Tra l'altro anche in ambiente sportivo si fa notare come Renzi sia silenzioso da tempo su Roma 2024. Le ultime parole le aveva dette il 19 apile: "Se nella capitale verrà eletta la candidata del Movimento 5 stelle ci saranno conseguenze per il governo nazionale: non potremo più fare i Giochi".Da allora, solo silenzio. Come mai? D'accordo, che il premier è oberato di problemi (Brexit, la strage di Dacca, il referendum di ottobre, oggi la direzione del Pd...) ma ha stupito anche il fatto che il suo braccio destro, Luca Lotti, non abbia detto una parola su Roma 2024 al Quirinale in occasione della cerimonia dei portabandiera. Il presidente Mattarella ha speso parole significative sul "bid", molto apprezzate dal mondo dello sport, mentre Lotti ha parlato solo di Rio 2016 e dei suoi ricordi di bambino sulla pallanuoto.
Non è stata certa una dimenticanza quella di Lotti, sempre così attento: ma una strategia, forse la volontà di vedere come se la cava la Raggi nei suoi primi passi (traballanti) prima di intervenire. L'appoggio del governo alla candidatura d'altronde non è mai mancato, e di questo Malagò-Montezemolo sono grati a Renzi, ma adesso è arrivato il momento della verità: giovedì la Raggi svela la Giunta, non si può più bluffare. E' la città che si candida, lo ricordiamo: ormai il tempo stringe, di Rio abbiamo detto, poi il Comune deve firmare degli impegni e in ottobre va presentato il secondo dossier al Cio. Il progetto studiato da Malagò-Montezemolo non si può mandare all'aria: il Villaggio Olimpico, previsto a Tor Vergata, non si può spostare a Tor di Quinto, dove voleva Marino, perché gli spazi sono ristretti e perché gli ambientalisti sono (anzi, erano) contrari. E poi, basta parlare di referendum: non è una cosa seria pensare di andare alla urne in aprile-maggio a pochi mesi dalla decisione del Cio (13 settembre). Che figura farebbero Franco Carraro e Mario Pescante? Carraro è membro Cio dal 1982, Pescante rappresenta il Comitato Internazionale Olimpico alle Nazioni Unite: sono persone serie, stimate. Non ci stanno a eventuali farse. Che direbbero ai loro amici del Cio? "Scusate, ma non sappiamo nemmeno se siamo candidati...". Al referendum si poteva pensare prima, magari un anno fa. Ora siamo fuori tempo massimo. E poi chi andrebbe a votare? Ricordiamo che 13 Municipi su 15 a Roma sono a maggioranza grillina e le parole della Raggi hanno indirizzato, forse, il pensiero di molti cittadini.
Luca Pancalli, vicepresidente del Comitato Promotore, e Riccardo Viola, presidente del Coni Lazio, avevano iniziato un serie di incontri nei quartieri di Roma (poi sospesi in occasioned ella campagna elettorale). "E molta gente-ricorda Pancalli-si era convinta dell'importanza della candidatura. Alla Raggi dico solo: non perdiamo questa occasione. Lavoriamo insieme". Domani, martedì, ad un mese esatto dai Giochi di Rio, si riunisce prima la Giunta poi il Consiglio Nazionale del Coni: tutto il mondo dello sport sarà a Roma, l'occasione per fare sentire la propria voce forte e chiara. Per stanare la Raggi. Questa incertezza, questo balletto stucchevole, sta affondando sempre più la candidatura. E non è serio, cara sindaca, dopo un anno e mezzo di lavoro e dopo aver speso oltre 10 milioni. Giovedì prossimo è il giorno: la Raggi non potrà più bluffare.
Rai e Olimpiadi, tre canali e tutto in diretta. E una maxitrasmissione...
Dagli Europei di calcio alle Olimpiadi: domani, martedì 5 luglio, la Rai presenta al salone d'onore del Coni il suo programma di Rio. Ci saranno il direttore generale Campo Dall'Orto e il nuovo direttore di Rai Sport, Gabriele Romagnoli. In Francia è andata bene: buoni gli ascolti delle partite azzurre (anche se inferiori al passato, ora che l'offerta è frammentata: c'è anche Sky che ha fatto i suoi record). Bene le trasmissioni, anche se forse si poteva dare più spazio al mercato, che interessa molti tifosi, e si poteva evitare la rubrichetta surreale di Gianni Cerqueti. A Rio, Romagnoli continuerà nel suo tentativo, non facile, di dedicare momenti importanti alle storia, ai personaggi, meno alla chiacchiere. Ai Giochi manca un mese (5-21 agosto), la Rai ha l'esclusiva ed è pronta: il programma è stato messo a punto da Fioravanti, insieme ovviamente al direttore e ai suoi vice. Saranno tre i canali impegnati, Rai 2, Rai Sport 1 e Rai Sport 2. Tutte le gare in diretta, di giorno e di notte (vista la differenza di fuso). Centinaia di ore. Prevista anche una maxitrasmissione, affidata ad un conduttore di lungo corso e di scuola Rai, che avrà inizio al mattino, all'ora di colazione, e durerà sino al pomeriggio italiano, la sera di Rio. Un grande sforzo di Rai Sport, la voglia di tornare sempre più ad essere servizio pubblico.
Messina, terza stagione come designatore della serie A
Domenico Messina è stato confermato designatore della serie A per il terzo anno consecutivo: lo ha deciso il presidente Aia, Marcello Nicchi. Ottima scelta, Messina ha lavorato bene, una stagione-l'ultima-senza polemiche e con pochi errori. Ora il designatore dovrà allenare gli arbitri all'uso del Var (video assistence referees). Confermato anche Stefano Farina alla Can B: anche lui ha fatto un lavoro importante.
Domanda: in agosto (rispettivamente 3 e 5) a Rio c'è l'inaugurazione di Casa Italia, invitati tutti i dirigenti mondiali, e dei Giochi: la Raggi ci sarà? E, soprattutto, come farà a rimangiarsi le parole dette a Radio Vaticano e che sono da tempo ormai un cavallo di battaglia della sua candidatura? Altra domanda: anche se la Raggi cambiasse idea sui Giochi, ipotesi peraltro non molto probabile, potrebbe farlo? Avrebbe l'autonomia necessaria? O verrebbe massacrata dal Direttorio del Movimento 5 Stelle, cui dipende, e dalla Rete? Ipotesi, quest'ultima, assai probabile. E allora? In cosa sperare quindi per salvare la candidatura? Un patto fra Renzi e la sindaca della Capitale: la Raggi potrebbe alzare il prezzo col governo, in cambio di una posizione morbida sulla candidatura, ma il premier può permettersi di aiutare, anche economicamente, i grillini a governare nel modo migliore Roma col rischio di trovarseli presto al governo? Una strada difficile da praticare, anche se in politica è possibile tutto. Tra l'altro anche in ambiente sportivo si fa notare come Renzi sia silenzioso da tempo su Roma 2024. Le ultime parole le aveva dette il 19 apile: "Se nella capitale verrà eletta la candidata del Movimento 5 stelle ci saranno conseguenze per il governo nazionale: non potremo più fare i Giochi".Da allora, solo silenzio. Come mai? D'accordo, che il premier è oberato di problemi (Brexit, la strage di Dacca, il referendum di ottobre, oggi la direzione del Pd...) ma ha stupito anche il fatto che il suo braccio destro, Luca Lotti, non abbia detto una parola su Roma 2024 al Quirinale in occasione della cerimonia dei portabandiera. Il presidente Mattarella ha speso parole significative sul "bid", molto apprezzate dal mondo dello sport, mentre Lotti ha parlato solo di Rio 2016 e dei suoi ricordi di bambino sulla pallanuoto.
Non è stata certa una dimenticanza quella di Lotti, sempre così attento: ma una strategia, forse la volontà di vedere come se la cava la Raggi nei suoi primi passi (traballanti) prima di intervenire. L'appoggio del governo alla candidatura d'altronde non è mai mancato, e di questo Malagò-Montezemolo sono grati a Renzi, ma adesso è arrivato il momento della verità: giovedì la Raggi svela la Giunta, non si può più bluffare. E' la città che si candida, lo ricordiamo: ormai il tempo stringe, di Rio abbiamo detto, poi il Comune deve firmare degli impegni e in ottobre va presentato il secondo dossier al Cio. Il progetto studiato da Malagò-Montezemolo non si può mandare all'aria: il Villaggio Olimpico, previsto a Tor Vergata, non si può spostare a Tor di Quinto, dove voleva Marino, perché gli spazi sono ristretti e perché gli ambientalisti sono (anzi, erano) contrari. E poi, basta parlare di referendum: non è una cosa seria pensare di andare alla urne in aprile-maggio a pochi mesi dalla decisione del Cio (13 settembre). Che figura farebbero Franco Carraro e Mario Pescante? Carraro è membro Cio dal 1982, Pescante rappresenta il Comitato Internazionale Olimpico alle Nazioni Unite: sono persone serie, stimate. Non ci stanno a eventuali farse. Che direbbero ai loro amici del Cio? "Scusate, ma non sappiamo nemmeno se siamo candidati...". Al referendum si poteva pensare prima, magari un anno fa. Ora siamo fuori tempo massimo. E poi chi andrebbe a votare? Ricordiamo che 13 Municipi su 15 a Roma sono a maggioranza grillina e le parole della Raggi hanno indirizzato, forse, il pensiero di molti cittadini.
Luca Pancalli, vicepresidente del Comitato Promotore, e Riccardo Viola, presidente del Coni Lazio, avevano iniziato un serie di incontri nei quartieri di Roma (poi sospesi in occasioned ella campagna elettorale). "E molta gente-ricorda Pancalli-si era convinta dell'importanza della candidatura. Alla Raggi dico solo: non perdiamo questa occasione. Lavoriamo insieme". Domani, martedì, ad un mese esatto dai Giochi di Rio, si riunisce prima la Giunta poi il Consiglio Nazionale del Coni: tutto il mondo dello sport sarà a Roma, l'occasione per fare sentire la propria voce forte e chiara. Per stanare la Raggi. Questa incertezza, questo balletto stucchevole, sta affondando sempre più la candidatura. E non è serio, cara sindaca, dopo un anno e mezzo di lavoro e dopo aver speso oltre 10 milioni. Giovedì prossimo è il giorno: la Raggi non potrà più bluffare.
Rai e Olimpiadi, tre canali e tutto in diretta. E una maxitrasmissione...
Dagli Europei di calcio alle Olimpiadi: domani, martedì 5 luglio, la Rai presenta al salone d'onore del Coni il suo programma di Rio. Ci saranno il direttore generale Campo Dall'Orto e il nuovo direttore di Rai Sport, Gabriele Romagnoli. In Francia è andata bene: buoni gli ascolti delle partite azzurre (anche se inferiori al passato, ora che l'offerta è frammentata: c'è anche Sky che ha fatto i suoi record). Bene le trasmissioni, anche se forse si poteva dare più spazio al mercato, che interessa molti tifosi, e si poteva evitare la rubrichetta surreale di Gianni Cerqueti. A Rio, Romagnoli continuerà nel suo tentativo, non facile, di dedicare momenti importanti alle storia, ai personaggi, meno alla chiacchiere. Ai Giochi manca un mese (5-21 agosto), la Rai ha l'esclusiva ed è pronta: il programma è stato messo a punto da Fioravanti, insieme ovviamente al direttore e ai suoi vice. Saranno tre i canali impegnati, Rai 2, Rai Sport 1 e Rai Sport 2. Tutte le gare in diretta, di giorno e di notte (vista la differenza di fuso). Centinaia di ore. Prevista anche una maxitrasmissione, affidata ad un conduttore di lungo corso e di scuola Rai, che avrà inizio al mattino, all'ora di colazione, e durerà sino al pomeriggio italiano, la sera di Rio. Un grande sforzo di Rai Sport, la voglia di tornare sempre più ad essere servizio pubblico.
Messina, terza stagione come designatore della serie A
Domenico Messina è stato confermato designatore della serie A per il terzo anno consecutivo: lo ha deciso il presidente Aia, Marcello Nicchi. Ottima scelta, Messina ha lavorato bene, una stagione-l'ultima-senza polemiche e con pochi errori. Ora il designatore dovrà allenare gli arbitri all'uso del Var (video assistence referees). Confermato anche Stefano Farina alla Can B: anche lui ha fatto un lavoro importante.