Raggi nel caos, ma tocca a lei decidere su Roma 2024...
Che succede adesso con la candidatura di Roma visti i problemi, immani, che ha la giunta Raggi? Se lo chiedono anche al Coni: Malagò ha avuto parole diplomatiche, ieri, dopo le dimissioni a raffica al Campidoglio e dintorni, ma aspetta con legittima ansia, e forse anche con disappunto, il colloquio chiarificatore. Meglio sarebbe, forse, che arrivasse un commissario al Comune: così la candidatura olimpica sarebbe salva... Il n.1 del Coni ha sollecitato anche di recente un incontro con la sindaca ma non ha avuto risposte: i 5 Stelle (come si è visto...) vivono nel loro mondo. E sono, diciamolo, anche un pochino arroganti. Pancalli domenica pomeriggio parte per Rio, per i Paralimpici, e torna il 19 settembre: l'incontro al vertice, quindi, si terrà solo verso fine mese quando ci saranno tutti. Tardi? No, se si vuole andare avanti. C'è tempo sino al 3 febbraio del prossimo anno (vedi Spy Calcio del 1 settembre) a modificare il dossier: basta ci s…
Che succede adesso con la candidatura di Roma visti i problemi, immani, che ha la giunta Raggi? Se lo chiedono anche al Coni: Malagò ha avuto parole diplomatiche, ieri, dopo le dimissioni a raffica al Campidoglio e dintorni, ma aspetta con legittima ansia, e forse anche con disappunto, il colloquio chiarificatore. Meglio sarebbe, forse, che arrivasse un commissario al Comune: così la candidatura olimpica sarebbe salva... Il n.1 del Coni ha sollecitato anche di recente un incontro con la sindaca ma non ha avuto risposte: i 5 Stelle (come si è visto...) vivono nel loro mondo. E sono, diciamolo, anche un pochino arroganti. Pancalli domenica pomeriggio parte per Rio, per i Paralimpici, e torna il 19 settembre: l'incontro al vertice, quindi, si terrà solo verso fine mese quando ci saranno tutti. Tardi? No, se si vuole andare avanti. C'è tempo sino al 3 febbraio del prossimo anno (vedi Spy Calcio del 1 settembre) a modificare il dossier: basta ci sia la volontà. Ma c'è? Le parole di Di Maio non sono incoraggianti ("noi siamo stati attaccati perché abbiamo detto di no alle lobby olimpiche"): ma non sciolgono il nodo. Renzi ha detto che se Roma non ce la fa, chissà che in futuro non possa essere candidata un'altra città. Milano svolge cauti sondaggi (anche con Malagò), ma in quanto ad impianti è messa peggio rispetto alla Capitale. Ma se Roma si ritira, oltre alla figuraccia planetaria, si aprono nuovi scenari: se le Olimpiadi 2024 vanno assegnate a Parigi, inutile pensare di candidarsi a quelle successive (2028). Se invece vince Los Angeles, chissà. Il Cio è nei guai seri: nessuno si vuole più candidare ai Giochi. E' una gara a chi si tira indietro. Basti pensare che l'edizione 2022 dei Giochi invernali ha visto solo due rivali, Pechino e Almaty (ex Alma-Ata, capitale del Kazakistan). Ha vinto Pechino, unica città ad aver ospitato un'edizione estiva e una invernale. Per il 2024, come noto, sono in corsa Parigi, Los Angeles, Budapest e, almeno per ora, Roma. Budapest conta poco o niente, con la sua politica nei confronti dei migranti. Molti membri Cio sono riluttanti nel votare Parigi: il motivo è il terrorismo. L.A. è legata alle elezioni Usa: se vince Trump addio candidatura, se vince la Clinton può riprendere forza, anche se rischia di scontare i rapporti poco felici con la Russia di Putin, anche a livello sportivo. Gli Usa infatti sono stati fra i più netti sostenitori della cacciata da Rio degli atleti russi dopo lo scandalo doping: e a Mosca non hanno dimenticato.
Per questo sarebbe davvero una follia rinunciare adesso: Roma ha buone possibilità di farcela, di giocarsela sino in fondo alla pari. Questo fa rabbia a Malagò. Manca poco più di un anno alla decisione del Cio (13 settembre 2017, a Lima) ma si deve uscire dalle secche, perché presto lo scontro fra candidate si farà serrato, e aspro. Dal Campidoglio fanno sapere che il dossier che è stato loro presentato a metà luglio non va bene, è stato bocciato in blocco, e aspettano che dal Coni ne facciano avere uno nuovo. Ma è solo un pretesto, per prendere tempo (e poi magari dire no). Al Coni sorridono, pur con amarezza: " Ci dicano cosa non va secondo loro, e siamo pronti a discutere, a trattare". Prendiamo il Villaggio Olimpico: pare che alla Raggi e ai suoi non vada bene la scelta di Tor Vergata ma non hanno mai detto dove vorrebbero farlo. Diana Bianchedi, coordinatrice del Comitato promotore, aveva sfidato la Raggi: "Se trovano un'altra area di proprietà pubblica, senza vincoli ambientali, con un Ente come l'Università che si fa carico della legay, facciano pure...". Tor di Quinto era stato proposto dall'ex sindaco Marino lo scorso anno (mentre Malagò-Montzemolo avevano scelto Tor Vergata): non va bene, non c'è lo spazio sufficiente e poi c'è il no degli ambientalisti. Ma se si cambiasse idea sulla sede del Villaggio, che succederebbe a Tor Vergata? Niente riqualificazione della zona, niente prolungamento metro da Anagnina, niente velodromo e niente completamento delle famose Vele di Calatrava (quello sì un moumento allo spreco...). Altri dubbi di fonte grillana: il bacino acquatico dalle parti della Fiera di Roma-Magliana. Non va bene? L'idea di Malagò era quella di costruire una specie di Idroscalo, riservato alle famiglie per fare sport. Forse anche lui, vista la destinazione, coltiva qualche perplessità: e allora torna in ballo Castelgandolfo, già sede delle gare di canottaggio durante i Giochi di Roma 1960. E poi la mountin bike a Villa Ada. Al Campidoglio non va bene? Si fa notare da fronte Coni che le tribune sarebbero provvisorie. E se ci sono altri aspetti da discutere, da parte di Coni e Comitato Promotore c'è la massina disponibilità. Ma niente ricatti, niente stravolgimenti. C'è tempo per salvare la candidatura, ma il destino di Roma 2024 è nelle mani solo della Raggi, nessuna forzatura da parte di Renzi (ha altri problemi).
E nel calcio arrivano le donne 007...
Largo alle donne: non trovano ancora spazio nei ruoli apicali ma intanto si affacciano più numerose nel mondo del calcio, e in ruolo delicati. Dopo la rivoluzione della giustizia sportiva, voluta da Tavecchio e Uva, ecco quindi 9 fra i collaboratori (collaboratrici) della procura federale, 3 sostituti procuratori, un procuratore (procuratrice?) aggiunto. Saranno nella squadra del nuovo capo della procura federale, Pecoraro, e del nuovissimo capo della nuova procura interregionale, Balata. Benvenute quindi alle donne 007. Il lavoro non mancherà.
Per questo sarebbe davvero una follia rinunciare adesso: Roma ha buone possibilità di farcela, di giocarsela sino in fondo alla pari. Questo fa rabbia a Malagò. Manca poco più di un anno alla decisione del Cio (13 settembre 2017, a Lima) ma si deve uscire dalle secche, perché presto lo scontro fra candidate si farà serrato, e aspro. Dal Campidoglio fanno sapere che il dossier che è stato loro presentato a metà luglio non va bene, è stato bocciato in blocco, e aspettano che dal Coni ne facciano avere uno nuovo. Ma è solo un pretesto, per prendere tempo (e poi magari dire no). Al Coni sorridono, pur con amarezza: " Ci dicano cosa non va secondo loro, e siamo pronti a discutere, a trattare". Prendiamo il Villaggio Olimpico: pare che alla Raggi e ai suoi non vada bene la scelta di Tor Vergata ma non hanno mai detto dove vorrebbero farlo. Diana Bianchedi, coordinatrice del Comitato promotore, aveva sfidato la Raggi: "Se trovano un'altra area di proprietà pubblica, senza vincoli ambientali, con un Ente come l'Università che si fa carico della legay, facciano pure...". Tor di Quinto era stato proposto dall'ex sindaco Marino lo scorso anno (mentre Malagò-Montzemolo avevano scelto Tor Vergata): non va bene, non c'è lo spazio sufficiente e poi c'è il no degli ambientalisti. Ma se si cambiasse idea sulla sede del Villaggio, che succederebbe a Tor Vergata? Niente riqualificazione della zona, niente prolungamento metro da Anagnina, niente velodromo e niente completamento delle famose Vele di Calatrava (quello sì un moumento allo spreco...). Altri dubbi di fonte grillana: il bacino acquatico dalle parti della Fiera di Roma-Magliana. Non va bene? L'idea di Malagò era quella di costruire una specie di Idroscalo, riservato alle famiglie per fare sport. Forse anche lui, vista la destinazione, coltiva qualche perplessità: e allora torna in ballo Castelgandolfo, già sede delle gare di canottaggio durante i Giochi di Roma 1960. E poi la mountin bike a Villa Ada. Al Campidoglio non va bene? Si fa notare da fronte Coni che le tribune sarebbero provvisorie. E se ci sono altri aspetti da discutere, da parte di Coni e Comitato Promotore c'è la massina disponibilità. Ma niente ricatti, niente stravolgimenti. C'è tempo per salvare la candidatura, ma il destino di Roma 2024 è nelle mani solo della Raggi, nessuna forzatura da parte di Renzi (ha altri problemi).
E nel calcio arrivano le donne 007...
Largo alle donne: non trovano ancora spazio nei ruoli apicali ma intanto si affacciano più numerose nel mondo del calcio, e in ruolo delicati. Dopo la rivoluzione della giustizia sportiva, voluta da Tavecchio e Uva, ecco quindi 9 fra i collaboratori (collaboratrici) della procura federale, 3 sostituti procuratori, un procuratore (procuratrice?) aggiunto. Saranno nella squadra del nuovo capo della procura federale, Pecoraro, e del nuovissimo capo della nuova procura interregionale, Balata. Benvenute quindi alle donne 007. Il lavoro non mancherà.