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Roma 2024, il mondo dello sport si mobilita contro la Raggi

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Martedì 6 settembre, a Palazzo H si riunisce tutto il mondo dello sport. In mattinata Giunta Coni n.1051, nel primo pomeriggio Consiglio nazionale n. 247. Ci saranni tutti o quasi (tranne Pancalli e qualche presidente di Federazione, a Rio per le Paalimpiadi). All'ordine del giorno c'è l'immancabile caso Barelli (al suo posto entra in Giunta, Renato Di Rocco) e di sicuro Giovanni Malagò terrà una relazione sui Giochi di Rio (risultato straordinario ma qualche sport-atletica, tennis, vela, boxe-ne è uscito con le ossa rotte) e sull'andamento della candidatra di Roma 2024. Da parte Coni, nessun problema: grande lavoro di lobby a Rio, grande stima da parte Cio (e ora in Brasile ci sono tecnici del Comitato promotore). Il nodo, si sa, è la Raggi. Tocca a lei decidere. "Diremo qualcosa a brevissimo", ha spiegato ieri. Non si aspetta allora il 20 settembre, il ritorno di Luca Pancalli dai Paralimpici? Non ci sarà l'incontro con Malagò, incontro che il n.1 del Coni ha sollecitato più volte al Campidoglio? Mistero. I 5 Stelle sono alle prese con guai interni (e forse non finisce qui); anche per questo prendono tempo. Raffaele De Dominicis, nuovo assessore al Bilancio, va controccorrente: "Se me lo chiederanno, dirò che i Giochi si debbono fare. Sono un'opportunità per la città e un evento di interesse nazionale". Non glielo chiederanno. Di Maio, che è fra i leader del Movimento, insiste: "Lo abbiamo promesso ai cittadini, diremo di no alle Olimpiadi. E lo decideremo noi quando dirlo...". C'è ache un pizzico di arroganza e mancanza di rispetto per chi oggi lavora, e ha lavorato: sono stati spesi, pare, circa 10 milioni di soldi dello Stato per la candidatura. Soldi buttati via? Renzi non forzerà la mano alla Raggi, niente piano B. Malagò potrebbe invece decidere di andare avanti lo stesso, anche senza l'appoggio del Comune (certo con la Raggi e la sua Giunta sarebbe la guerra...). E il Cio cosa direbbe? Niente, Thomas Bach è disperato (anche se non lo ammette) perché ai Giochi non si candida più nessuno: per l'edizione invernale del 2022 erano rimaste in corsa, dopo ritiri a raffica, solo Almaty e Pechino (successo della Capitale cinese anche grazie ai voti italiani). Il Cio non vuole che Roma si ritiri. Domani anche di questo si parlerà: Malagò chiederà l'appoggio di tutto il mondo dello sport. Perché molti presidenti sinora si sono defilati (altri hanno proposto Firenze, mossa avventata). E' stato chiesto anche agli azzurri di Rio di firmare una petizione a favore di Roma 2024: andava fatto prima, forse qualcuno non firmerà (niente di male se c'è qualche azzurro grillino). Ma è arrivato ils momento decisivo: se la Raggi dirà di no, come ormai pare (quasi) certo, allora si arriverà ad uno scontro durisimo. Con Renzi e con il mondo dello sport.
 
La rabbia di Lippi, la scelta di Rivera e la campagna elettorale...
Ci è rimasto malissimo l'ex ct mondiale, Marcello Lippi. E lo ha detto: "In Figc hanno creato un articolo ad hoc per impedire ad un procuratore di esercitare se c'è un parente in Federazione. Roba da fuori di testa", ha detto ieri sera alla Domenica Sportiva. Era tutto fatto, ormai: Lippi aveva scelto Ventura come ct e lui avrebbe fatto il direttore tecnico delle Nazionali. Poi, l'operazione è saltata. In Figc (incredibile) si erano dimenticati di una norma che loro stessi avevano votato un anno fa. Strano, con tutti gli esperti che circondano Tavecchio. Lippi ci è rimasto male e ha sbattuto la porta (forse torna in Cina). Tavecchio ha detto che faranno a meno del dt: forse non era così indispensabile? La scelta logica sarebbe stata quella di Gianni Rivera, che è presidente del settore tecnico ed è di casa a Coverciano. Non sarebbe costato nulla, fra l'altro. Ma c'è un problema, anzi due: Rivera non ha il patentino da allenatore (dovrebbe fare il corso di Coverciano) e quindi non può fare il direttore tecnico, inoltre, come si sa, è un personaggio scomodo. Divide. Sempre successo, sin da quando giocava. E poi scegliendo lui, Berlusconi e Galliani magari avrebbero storto il naso. E Galliani forse tornerà a fare il presidente della Lega di serie A e Tavecchio è in campagna elettorale... Meglio lasciar perdere, no?