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Roma 2024, la Raggi ha la forza di dire no a Grillo?

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E' la settimana decisiva per il futuro di Roma 2024: la sindaca Virginia Raggi dovrà decidere che fare. Ha davanti due strade: a) dire sì alla candidatura e aprire un dialogo con Malagò per cercare di modificare il dossier (c'è tempo sino al 3 febbraio). In questo caso, andrebbe in rotta di collisione con Grillo, che ha già annunciato il no, perderebbe il simbolo del Movimento 5 Stelle e la fiducia di un buon numero di consiglieri comunali (pare 12). Rischierebbe il commissarimento. B) Dire no alla candidatura, "ci spiace ma non ci sono le condizioni, almeno per adesso". Dovrebbe motivare la sua scelta, convocare il consiglio comunale per annullare con una delibera quella della gestione Marino. Ma andrebbe incontro a feroci critiche politiche e contenziosi legali con il Coni, forse davanti al Tar o alla Corte dei Conti (vedi Spy Calcio del 13 settembre ). Alla sindaca, Malagò chiederebbe 20 milioni di danni per "mancata …
E' la settimana decisiva per il futuro di Roma 2024: la sindaca Virginia Raggi dovrà decidere che fare. Ha davanti due strade: a) dire sì alla candidatura e aprire un dialogo con Malagò per cercare di modificare il dossier (c'è tempo sino al 3 febbraio). In questo caso, andrebbe in rotta di collisione con Grillo, che ha già annunciato il no, perderebbe il simbolo del Movimento 5 Stelle e la fiducia di un buon numero di consiglieri comunali (pare 12). Rischierebbe il commissarimento. B) Dire no alla candidatura, "ci spiace ma non ci sono le condizioni, almeno per adesso". Dovrebbe motivare la sua scelta, convocare il consiglio comunale per annullare con una delibera quella della gestione Marino. Ma andrebbe incontro a feroci critiche politiche e contenziosi legali con il Coni, forse davanti al Tar o alla Corte dei Conti (vedi Spy Calcio del 13 settembre ). Alla sindaca, Malagò chiederebbe 20 milioni di danni per "mancata continuità amministrativa", e conseguente danno erariale. Ieri la Raggi è stata sibillina: "La decisione sulle Olimpiadi non dipende dalle indicazioni di Beppe Grillo ma da quello che riusciamo a proporre. In settimana dirò cosa abbiamo deciso". Ha deciso lei? O le hanno fatto decidere? La Raggi è sempre stata per il no, ha rispettato la tregua paralimpica ma ora Pancalli sta tornando da Rio, e domani pomeriggio, o mercoledì, ci potrebbe essere quell'incontro promesso. Non credo proprio basti una telefonata della Raggi. L'estate d'altronde sta finendo. La Raggi è disposta a prendere tempo e contattare anche quegli 11 sindaci delle città interessate ai Giochi? In questo caso firmerebbe la lettera d'impegno che va presentata al Cio il 7 ottobre? Intendiamoci bene: anche se Malagò pubblicamente sostiene che con il no del Campidoglio, la candidatura è morta, le cose non stanno così: il Coni potrebbe andare avanti da solo (almeno sino a febbraio) ma lo scontro con Grillo sarebbe fortissimo, a Renzi conviene? Ci sono strategie politiche dietro questa candidatura, ed è un peccato. La Raggi potrebbe comunicare il suo no mercoledì o giovedì: non credo sia in grado, in questo momento, di opporsi a Grillo. Giovedì pomeriggio è stata invitata dalla Figc al Foro Italico dove verrà presentato il logo di Roma 2020 (la tappa degli Europei di calcio), ma ci andrà? Venerdì partirà per la festa dei 5 Stelle. Malagò e Montezemolo le hanno tentate tutte, più di così onestamente non potevano fare: la loro disponibilità a rivedere il dossier è stata totale, anche troppo. Malagò alla Ds, ieri sera, ha parlato con calore per 3 minuti: "Rinunciare a Roma 2024 sarebbe una sconfitta per lo sport. E una figuraccia mostruosa per la credibilità dell'Italia. Chiediamo rispetto per un percorso partito tre anni fa... Io sono ottimista di natura".
 
Il Tar dà ragione a Barelli: adesso cosa farà il Coni?

In relazione al ricorso che pendeva al Tar del Lazio - relativo alla impugnazione della delibera di Giunta Coni n. 278 del 5/7/2016 che stabiliva la decadenza di Paolo Barelli dalla carica di presidente federale - il Tar, con sentenza definitiva n. 9828/2016, "dà atto della rinuncia al ricorso" e "dichiarando inammissibile ed infondata l'opposizione del Coni", "dichiara estinto il giudizio". Che succederà adesso? Che farà il Coni in questa guerra infinita? Ricordiamo che Barelli aveva vinto nettamente le elezioni, ed è al suo quinto mandato in Fin. Lo sconfitto, Valentini, farà ricorso? In questo caso si finirebbe inevitabilmente di nuovo davanti al Tar...