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Figc, Malagò e Palazzo Chigi stanno con Tavecchio

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Gabriele Gravina è stato riconfermato presidente della Lega Pro, che (giustamente) tornerà a chiamarsi serie C: il suo rivale, Barilli, ex presidente della Reggiana, pur sponsorizzato dalla vecchia guardia "macalliana" (Lotito in testa), non ha fatto certo una bella figura. Ha preso infatti tre voti, contro i 55 di Gravina. In Lega Pro, si sa, c'è sempre il rischio di scottarsi: ne sa qualcosa Lello Pagnozzi, pure lui sponsorizzato da Lotito. Il consenso a Gravina- dopo il disastroso commissariamento di Miele (che ora è tornato nell'ombra con 150.000 euro di compenso)- è significativo: segno che l'imprenditore abruzzese, con Grimaldi e Ghirelli, sta lavorando bene. La Lega Pro conta per il 17% nell'elezione del presidente federale. Con Macalli era tutta schierata per Tavecchio. Non si sa ancora se Gravina vorrà davvero sfidare l'attuale n.1 di via Allegri. Di sicuro, stavolta l'ex serie C vorrà dire la sua. Si sa invece che da tempo Carlo Tavecchio sta lavorando per il suo secondo mandato e sta raccogliendo... voti. Il sindacato calciatori è silenzioso: Tommasi aspetta perché non vuole bruciare nessuno (è successo con Albertini due anni fa). Si era fatto il nome di Vialli: ma per ora l'Aic non esce allo scoperto. Forse per un ex calciatore ai vertici è un po' prematuro. Ulivieri, leader dell'assocalciatori, sta anche lui alla finestra: "Io prima voglio vedere i programmi", il suo slogan. La Serie A invece aspetta Galliani (ma Abodi no si arrende): sta soprattutto a lui decidere. Ha spiegato ieri di essere stato contattato anche da altri club, mi ha nel cuore il Milan, difficile lo tradisca. Potrebbe fare una società di servizi all'estero, che si occuperebbe anche di diritti tv di cui è un esperto, con un ex dirigente (ed ex rivale anni fa). In Lega Galliani è già stato, conosce come pochi il mondo del calcio e i suoi presidenti: ma prima bisogna cambiare la governance. Adesso il n.1 della Lega maggiore conta poco o nulla. Non sarà facile, comunque, mettere d'accordo i venti padri-padroni: prima dovranno litigare per spartirsi i soldi dei diritti tv. Ultimamente Tavecchio ha avuto il "gradimento" anche di Andrea Agnelli, un via libera significativo. E questo lo fa sentire ancora più forte. Inoltre Tavecchio potrà contare sull'appoggio pieno del senatore Cosimo Sibilia (Forza Italia) che a gennaio, forse il 10, diventerà il nuovo presidente della Lega Nazionale Dilettanti. Sibilia, dopo il consenso unanime del direttivo di Lega, ha ricevuto anche il via libera dall'Area Nord. Ora tocca ai comitati regionali, ma Sibilia non avrà problemi, e sarà il candidato unico della Lega più importante, che pesa per il 34% per l'elezione del presidente federale e che sovente è decisiva. Attenzione ad un particolare non irrilevante: la decisione di portare avanti Sibilia, che è anche il presidente (uscente) del Coni Campania, è gradita a Malagò, e questo significa che il Coni non ha alcuna preclusione nella riconferma di Tavecchio. Secondo indizio: Michele Uva, dg di via Allegri, ha lavorato a fondo con Palazzo Chigi e i suoi contatti con il sottosegretario Luca Lotti, braccio destro di Renzi, sono costanti. La Figc sta aprendo i centri federali territoriali, un'iniziativa che coinvolge tutta l'Italia e che a regime prevederà 200 accademie giovanili, con 150.000 ragazzi e ragazze coinvolti. Questa è un'iniziativa sociale che piace a Palazzo Chigi (e al Pd), e anche a Ulivieri perché dà lavoro agli allenatori. Inoltre, guarda caso: il governo non ha detto una parola sulla sponsporizzazione della Figc con la Intralot. Anche perché l'erario dalle scommesse porta a casa tanti soldini. Insomma, per la Figc si voterà a febbraio ma tutte le strade portano a... Tavecchio.
 
Rai Sport: se Romagnoli lascia, direttore Mazzocchi o Franzelli
 Ci siamo: la redazione di Rai Sport, 120 giornalisti in tutta Italia, è chiamata a votare la fiducia al piano editoriale del nuovo direttore Gabriele Romagnoli. Non è stato facile il suo primo periodo a Saxa Rubra, ma la redazione sportiva della Rai è da tempo, da anni ormai, in fibrillazione. Adesso una parte di redattori, che fanno capo a Enrico Varriale, messo ai margini dal nuovo direttore, vorrebbe sfiduciare Romagnoli. In pochi mesi il giornalista-scrittore ha cercato di dare un nuovo indirizzo allo sport targato Rai, ma non sempre ci è riuscito. Se venisse sfiduciato, potrebbe anche lasciare, visto che il suo sponsor principale, Verdelli, vive anche lui momento non facili. Al posto di Romagnoli potrebbe essere scelto, stavolta, un interno, anche per placare le contestazioni dell'Usigrai: potrebbe toccare quindi ad uno dei vicedirettori, Marco Mazzocchi o Marco Franzelli.