Forse è la cosa migliore fatta in questi anni dalla gestione-Tavecchio. Si tratta dei centri federali territoriali. Le Accademie che dovranno fare crescere i ragazzi e le ragazze del futuro (spazio anche agli stranieri, ovviamente), dando, a gioco lungo, respiro anche alle nostre Nazionali. La Figc ha affidato il progetto al settore giovanile e scolastico, che con Vito Tisci, in questi anni, ha messo in cantiere molte iniziative interessanti. "Ci siamo ispirati-ci spiega il dirigente pugliese-alla Germania che è partita nel lontano 2004. Certo, per vedere i risultati anche da noi ci vorranno anni, almeno otto, ma il progetto di sicuro porterà grossi vantaggi a tutto il nostro movimento calcistico". Un esempio: la Germania, grazie anche alle Accademie, ha ottenuto risultati importanti a livello di Nazionali, vinto l'ultimo Mondiale, e la Germania è terza adesso nel ranking Fifa (dove l'Italia è sedicesima). Per questo si deve seminare sui giovani, "tutelando-spiega ancora Uva-il talento proprio nel periodo in cui è maggiore il rischio di dispersione e di abbandono". Per ora i Cft attivi sono dieci: Firenze, Bari (Capurso), Catanzaro, Oristano, Udine (San Giorgio di Nogaro), Como (San Fermo della Battaglia), Matera, Palermo, Perugia (Solomeo di Corciano), Urbino. Entro febbraio 2017 saranno inaugurati, sempre di lunedì, altri 10 Cft che verranno scelti nelle seguenti Province: Bolzano; Trento; Torino; Treviso; Pisa; Roma; Rieti; Monza; Brescia; Savona; Bologna. Il dg Michele Uva ha spiegato: "A regime i Cft saranno 200: un progetto che sarà in grado di coinvolgere 150mila fra ragazzi e ragazze di età compresa tra i 12 e i 14 anni". Avranno di sicuro un impatto sociale forte sul territorio perché coinvogeranno centinaia di migliaia di famiglie, dai genitori ai nonni. A proposito dei genitori. A volte "sono una piaga", come spiega Vito Tisci, con il loro comportamento incivile. E Uva pensa ad una specie di Daspo, per impedire l'ingresso a certi genitori nei centri Figc. Si può, se si vuole. Le accademie giovanili, proprio per il loro impatto sociale, vanno in direzione con gli intenti del governo: non per niente la prima sede è stata inaugurata a Firenze...
Lega Pro: Miele, Feliziani e quel commissariamento al veleno
Non è stata per niente una gestione facile quella del commissario Tommaso Miele anche se ora, comunque, la Lega Pro ha un assetto stabile (Gravina governa senza problemi, forte dei 55 consensi). Il giudice della Corte dei Conti ha tenuto secretata per 11 mesi la sua relazione, che è stata presentata solo adesso, pochi giorni prima delle elezioni di Lega. Sono 53 pagine, dove Miele attacca duramente il subcommissario Dino Feliziani (che ha risposto altrettanto duramente con 13 cartelle). La relazione di Feliziani sui bilanci dell'ex Lega di C durante la gestione di Mario Macalli è piaciuta poco a Miele, d'accordo, ma è stata presa in considerazione dalle Procure della Repubblica di Roma, Firenze e Napoli che hanno aperto delle indagini (presto novità). Inoltre anche Stefano Palazzi, quando è procuratore federale, aveva aperto un fascicolo (di cui non si è saputo più nulla). Ora, come detto, la Lega Pro ha trovato la serenità necessaria per guardare avanti: Gravina è stato rieletto facilmente (il suo rivale, Barilli, non ha fatto certo una bella figura) e in consiglio federale è entrato anche Giancarlo Abete, ex presidente Figc ed ex leader, tanti anni fa, della stessa Lega di C.
Rai Sport, bocciato il direttore Romagnoli. Adesso che farà?
La redazione di Rai Sport ha votato e ha bocciato il piano editoriale del direttore Gabriele Romagnoli, arrivato a Saxa Rubra appena sei mesi fa. Il risultato è stato il seguente: 55 voti a favore, 58 voti contro, 4 schede bianche. Redazione, come capita sovente, spaccatissima: ma un segnale "politico" importante. Ora bisognerà vedere che farà l'Azienda e che deciderà di fare lo stesso Romagnoli. Potrebbe anche lasciare. In questo caso, via libera ad un interno: in pole position, al momento, ci sono Marco Mazzochi e Marco Franzelli. Di sicuro, lo sport in Casa Rai non trova mai pace.
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Non è stata per niente una gestione facile quella del commissario Tommaso Miele anche se ora, comunque, la Lega Pro ha un assetto stabile (Gravina governa senza problemi, forte dei 55 consensi). Il giudice della Corte dei Conti ha tenuto secretata per 11 mesi la sua relazione, che è stata presentata solo adesso, pochi giorni prima delle elezioni di Lega. Sono 53 pagine, dove Miele attacca duramente il subcommissario Dino Feliziani (che ha risposto altrettanto duramente con 13 cartelle). La relazione di Feliziani sui bilanci dell'ex Lega di C durante la gestione di Mario Macalli è piaciuta poco a Miele, d'accordo, ma è stata presa in considerazione dalle Procure della Repubblica di Roma, Firenze e Napoli che hanno aperto delle indagini (presto novità). Inoltre anche Stefano Palazzi, quando è procuratore federale, aveva aperto un fascicolo (di cui non si è saputo più nulla). Ora, come detto, la Lega Pro ha trovato la serenità necessaria per guardare avanti: Gravina è stato rieletto facilmente (il suo rivale, Barilli, non ha fatto certo una bella figura) e in consiglio federale è entrato anche Giancarlo Abete, ex presidente Figc ed ex leader, tanti anni fa, della stessa Lega di C.
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La redazione di Rai Sport ha votato e ha bocciato il piano editoriale del direttore Gabriele Romagnoli, arrivato a Saxa Rubra appena sei mesi fa. Il risultato è stato il seguente: 55 voti a favore, 58 voti contro, 4 schede bianche. Redazione, come capita sovente, spaccatissima: ma un segnale "politico" importante. Ora bisognerà vedere che farà l'Azienda e che deciderà di fare lo stesso Romagnoli. Potrebbe anche lasciare. In questo caso, via libera ad un interno: in pole position, al momento, ci sono Marco Mazzochi e Marco Franzelli. Di sicuro, lo sport in Casa Rai non trova mai pace.