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La guerra dei diritti tv (ma la Juve non ci sta...)

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Venerdì 25 novembre saranno scintille nell'assemblea della Lega di serie A. Nell'ordine del giorno, infatti, c'è scritto: "Linee guida per la vendita centralizzata dei diritti audiovisivi della LNPA per il periodo 2018-2021; ripartizione risorse economiche e mutualità (compreso il c.d. "paracadute retrocesse")...". Sono gli argomenti che stanno più a cuore ai venti padri-padroni della serie A. I diritti tv valgono 1 miliardo e 200 milioni all'anno: la speranza (fondata) è di poter confermare la stessa cifra per i prossimi anni. Di sicuro aumenteranno gli slots (o finestre) arrivando sino a 10, come nella Liga di Spagna: anhe perché bisogna guardare sempre più verso l'Asia, da dove arrivano i nuovi padroni (Inter) o presunti tali (Milan). Di sicuro aumenteranno gli standard produttivi, in modo da avere immagini sempre migliori. Niente partite in diretta in chiaro, come vorrebbe una nuova proposta di legge per modificare il decreto Melandri (proposta depositata dalle deputate Pd, Bonaccorsi e Sbrollini, ma ferma alla Camera). Probabile che, come adesso, tutte le gare saranno ancora trasmesse in diretta sulle pay tv. Ci sarà inoltre da spartirsi i soldi dei diritti tv per questa stagione e per la prossima: si sta cercando di mettere d'accordo tutti. Sono girate, ultimamente, tante ipotesi: in una, addirittura, la Juventus avrebbe preso 45 milioni in meno. E le medio-piccole (molti) soldi in più. C'è chi si ispira al modello Premier. Chi sostiene che sia giusto andare avanti così. Chi invece ritiene che in base alla meritocrazia, club come la Juve dovrebbero prendere di più. Le grandi comunque non hanno alcuna intenzione di essere penalizzate (e guardano sempre più verso l'Europa). Si troverà un accordo. In extremis. Ma si troverà. Ci sarà anche da discutere, prima o poi, se cambiare il sistema di governance o lasciare tutto come adesso. Com'è adesso? Il presidente di Lega conta poco o nulla (Lotito aveva usato altre parole...) perché si decide tutto in una rissosissima assemblea. La Juventus, con Andrea Agnelli e Beppe Marotta, da tempo è in prima fila in questa battaglia, come in quella per le seconde squadre: non sarà facile spuntarla perché ci sono molti presidenti protagonisti. Guai a togliere loro visibilità. Nell'ultimo consiglio, ad esempio, Aurelio De Laurentiis ha strapazzato in maniera davvero eccessiva il presidente Maurizio Beretta che è un gentiluomo. Adriano Galliani aspetta per vedere se vale la pena davvero candidarsi alla Lega. Dovesse farlo, comunque, poi ci vorrebbero 15 voti (su venti). Cairo, Della Valle e un gruppo di club guidati da Fenucci, ad del Bologna, potrebbero non votarlo. Si vedrà. Abodi, comunque, è a disposizione (volendo). E poi, c'è sempre Beretta, no? La Lega di A cercherà di trovare un accordo sul presidente, e sulla governance, entro febbraio. Per finire: il ct Ventura ha chiesto di poter iniziare il prossimo campionato il 13 agosto. Provocazione? Forse. Il problema, e qualcuno lo scorda, è che il calendario è intasatissimo, ci sono anche le Coppe europee (in agosto) e con 20 squadre il dg Marco Brunelli fa giochi d'equilibrio per trovare le date giuste per tutti in questo maxi-spezzatino (voluto dai presidenti, merita ricordarlo). E per fortuna che negli ultimi anni non ha mai nevicato...

Dopo gli incidenti di Bergamo uno stop a molte trasferte?
Dopo gli incidenti di Bergamo, saranno bloccate le prossime trasferte dei tifosi della Roma? Possibile che possano essere ridotte a poche occasioni durante la stagione, evitando così stadi poco "amici". L'Osservatorio del Viminale, si riunirà, come di consueto, mercoledì e deciderà: si aspetta, fra oggi e domani, il rapporto della questura di Bergamo, per capire anche quanti tifosi giallorossi sono stati coinvolti (probabile ci siano dei Daspo) negli incidenti. La dottoressa Daniela Stradiotto sostiene da tempo, sin da quando si è insediata, il dialogo con le tifoserie. Anche con gli ultrà. Sostiene che non sia giusto vietare le trasferte, se non in casi eccezionali. Condivide in pieno la linea della questura di Roma che, insieme con le due società, ha iniziato un percorso (non facile). Bergamo, si sapeva, era una trasferta a rischio: troppi i precedenti fra i tifosi dell'Atalanta e quelli della Roma. Ma si è voluto ugualmente lasciar partire i giallorossi. Nessun pentimento su questa linea. Non si possono chiudere tutte le trasferte, sostengono dal Viminale. "Ma quello che è capitato di sicuro non dimostra che ci sia stata una crescita da parte della tifoseria. Anzi, è follia allo stato puro", sostiene adesso la dottoressa Stradiotto. "Non è giusto che la colpa di pochi ricada su tutta una tifoseria: ma a Bergamo in quanti hanno creato problemi? Pochi? Tanti? Aspettiamo risposte da parte della questura lombarda, che ha identificato molti tifosi, prima di dare giudizi. Poi, mercoledì, in occasione della consueta riunione dell'Osservatorio, si vedrà se è il caso di prendere provvedimenti". Ormai in trasferta non ci va quasi più nessuno. Troppo complicato, troppo costoso e in qualche caso anche troppo rischioso. Molte trasferte sono già off limits, altre potrebbero aggiungersi dopo questi incidenti che sono stati i più gravi di una stagione sinora positiva. Ma lo stop alle trasferte sta bene a molti club: meno tifosi fuori casa meno grane. Ed è un peccato. Il calcio sta perdendo per strada i suoi valori. Non ci stupiamo poi se molti preferiscono la tv (dove, peraltro, gli ascolti sono in calo). Intanto, è certo ormai che il derby di Roma del 4 dicembre si giocherà alle 15. Non alle 12,30 come voleva la questura di Roma per problemi organizzativi, visto che quella domenica si vota per il referendum. Ed è certo che, almeno per ora, le barriere allo stadio olimpico resteranno. Manca quella "crescita" da parte dei tifosi auspicata sia dall'Osservatorio che dal questore di Roma, D'Angelo. Ma la stragrande maggioranza dei tifosi sono penalizzati da pochi violenti che si fatica ad emarginare.
 
Federscherma: quarto mandato per Scarso. Entra in consiglio Valentina Vezzali
All'Assemblea elettiva della Federscherma, riunita al Salone d'Onore del Coni, Giorgio Scarso, in carica dal 2005, ha ottenuto 295 voti, pari all'85,7% dei voti espressi mentre lo sfidante Maurizio Gioacchino Seminara si è fermato a 39 preferenze, l'11,3%. Quattro schede nulle e sei bianche su 344 voti. Per Scarso si tratta del quarto mandato consecutivo alla guida della Federscherma. Prima delle elezioni c'è stata qualche frizione con Seminara. Entra in consiglio federale anche la campionessa Valentina Vezzali.
 
Federpesi: riconfermato alla presidenza Antonio Urso. Continua la lotta al doping
La IX Assemblea Nazionale FIPE ha confermato Antonio Urso alla presidenza della Federazione Italiana Pesistica con il 60,33% dei voti; Urso ha avuto la meglio sul suo avversario, Alceste Maurizio Lo Buono, che si è fermato al 39,67