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Diritti tv, adesso i club puntano a 1200 milioni

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Incredibile ma vero: i presidenti di serie A hanno trovato un accordo, all'unanimità, fatto davvero raro, per spartirsi i soldi dei diritti tv. Rispetto al passato è cambiato poco o nulla: niente modello Premier, fallito il tentativo di togliere soldi alle grandi (ma qualcuno ci ha provato sino all'ultimo). Adesso il secondo passaggio, cruciale: approvate le linee guida per il nuovo bando d'asta dei diritti, dal 2018 al 2021. Dopo il via libera delle autorità garanti, verranno stabiliti i pacchetti: si sa che aumenteranno gli slots (le finestre) con 10 orari stile Liga di Spagna, da “spalmare” su più giorni, dal venerdì al lunedì. Crescerà quindi il calcio-spezzatino, anche perchè dal 2018 ci saranno quattro taliane sicure in Champions, merito anche della politica di Agnelli e Gandini in seno all'Eca. Non ci sarà una partita in diretta e in chiaro: non la vuole nessuno, tantomeno le pay tv. E il test spagnolo è fallito. E' probabile anche che tutte le gare della A restino in diretta sulle pay, come adesso: niente “protezione” stile Premier, con qualche gara in differita, come voleva qualcuno per cercare di riportare i tifosi negli stadi. Insomma, i club puntano a confermare la cifra attuale dei diritti, un miliardo e 200 milioni a stagione. Cosa possibile, anche se gli ascolti ultimamente sono calati. All'inizio della prossima stagione ci sarà anche l'asta per i diritti della nuova Champions: Sky è pronta a tornare in corsa ma l'Uefa si sogna i soldi che ha preso con Mediaset...
 
Gianni Rivera, allenatore ad honorem. Poi le accademie itineranti
 Gianni Rivera, uno dei più grandi calciatori della storia italiana, sta finendo il corso da allenatore, corso che ha preso con grande impegno. Inoltre il presidente dell'Uefa, Ceferin, potrebbe fargli avere presto una tessera ad honorem da tecnico per i suoi meriti calcistici. Rivera, almeno per ora, pare non abbia intenzione di andare in panchina ma di aprire alcune accademie intineranti per insegnare ai giovani calciatori la sua filosofia.
 
 
La strada giusta: la Juve chiede i danni ad un ultrà violento
 Sette anni e mezzo di reclusione e 20.000 euro di ammenda, questa la condanna chiesta dal pm Padalino per il tifoso bianconero Giorgio Evenzio Saurgnani, accusato di aver lanciato una bomba carta in occasione del derby Torino-Juventus del 26 aprile dello scorso anno. Significativo il fatto che il club bianconero si sia costituito parte civile, chiedendo uan provvisionale di 30.000 euro: la Juve infatti ha dovuto pagare un'ammenda e ha avuto danni di immagine. Altri risarcimenti sono stati chiesti da Figc e Torino. Questa è la strada giusta, certi delinquenti vanno toccati (anche) nel portafoglio.
 
Dopo la Federcanoa, ricorso anche alle Federpentathlon?
 Tempo di ricorsi nel mondo dello sport: dopo Antonio Rossi, campione olimpico battuto da Luciano Buonfiglio per la Federcanoa, ecco che anche Valter Magini, ex presidente della Federpentathlon moderno, sta pensando se rivolgersi ai giudici sportivi. Magini è l'ex presidente, sconfitto dallo sfidante Fabrizio Bittner. Intanto il ricorso di Rossi si discuterà il 1 dicembre: l'ex campione, ora assessore allo sport della Regione Lombardia, difeso dall'avvocato Guido Valori, è intenziato ad andare sino in fondo, se necessario anche al Tar del Lazio. Nel frattempo, Buonfiglio è stato confermato tesoriere della Federazione mondiale di canoa (Icf).