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Club europei contro Infantino: "Mondiale a 48? Assurdo"

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La potentissima Eca (European Club Association) si scaglia con decisione contro Gianni Infantino, l'italo-svizzero presidente della Fifa. Infantino ha proposto un Mondiale a 48 squadre (l'Europa avrebbe 16 posti, tre in più degli attuali). Ottanta partite (ora sono 64), 32 giorni di gara. Un mostro che piace di sicuro alle tv ma non piace per niente, come detto, ai club europei che contano, eccome, nel panorama mondiale. Il presidente Eca, Kalle Rummenigge, ex grande campione (anche dell'Inter), ha infatti detto: "Pensiamo allo sport: politica e commercio non devono essere le esclusive priorità del football. Raccomandiamo alla Fifa di non aumentare il numero dei partecipanti alla World Cup". L'Eca ha spiegato, nella sua nota, che ci sono già troppe partite, soprattutto per le squadre nazionali: per questo, oggi, ha mandato la sua lettera ad Infantino. Per Infantino, invece, il Mondiale a 48 è "un evento sociale che cambia le Nazioni e dà il sorriso ai popoli". Soprattutto dà il sorriso a tv e sponsor...

La Fifa discuterà sulla proposta del neopresidente nel prossimo consiglio, previsto per il 9 e 10 gennaio ma è possibile, a questo punto, che la decisione slitti più avanti. Tra l'altro nei progetti di Infantino c'è anche un maxi torneo mondiale per club nel mese di giugno: siamo al gigantismo insomma. Al calcio tutto l'anno. In questo, almeno per ora, Infantino è sulla linea-Blatter. Blatter che voleva le porte più larghe (essende cresciuta l'età media), che voleva abolire il pareggio (e magari Infantino ci ripensa), che ha stravolto il fuorigioco, eccetera eccetera. Ora, per fortuna, Blatter non c'è più ma Infantino è partito col piede sbagliato, chieda consiglio ai grandi ex calciatori di cui vuole circondarsi. E poi, la guerra con i club europei gli conviene davvero? Sono loro che danno la stragrande maggioranza dei calciatori alle Nazionali. E' stata l'Eca, ad esempio, che ha portato alla nuova Champions Leage che dal 2018 darà molto più soldi di adesso e soprattutto garantirà quattro club sicuri per l'Italia, senza più incubo playoff. Molto si sono battuti Andrea Agnelli e Umberto Gandini, rispettivamente presidente Juve e ad Roma. Un grande vantaggio per calcio italiano: l'esecutivo Uefa ha deciso in agosto e il nuovo presidente Ceferin, eletto in settembre, non ha potuto fare nulla. Anche se avesse voluto. Le Leghe europee (tranne quella di serie A) si sono opposte alla nuova formula. Ma non contano nulla. Contano Real, Bayern, Juve, Psg, eccetera.

Rugby: aggredisce arbitro donna, squalificato per tre anni 
Altro che terzo tempo, altro che fair play: un rugbista aggredisce un arbitro donna e viene squalificato per tre anni. Il tesserato della Società Rangers Rugby Vicenza Bruno Andres Doglioli è stato interdetto per tre anni da ogni forma di attività federale dal Giudice Sportivo della Federazione Italiana Rugby, Marco Cordelli, a seguito dell'incidente di gioco che in occasione del match di Serie A tra Valsugana Padova e Rangers Rugby Vicenza disputato domenica scorsa lo ha visto protagonista di un deliberato atto di violenza nei confronti del direttore di gara, Maria Beatrice Benvenuti. "La Federazione Italiana Rugby desidera ribadire come, nel comminare la pena - la più alta inflitta nell'ultimo ventennio - sia stato applicato un principio di tolleranza zero nei confronti di un tesserato venuto meno non solo al regolamento di gioco ma, soprattutto, ai valori fondanti del nostro sport" si legge in una nota. "Il gesto del tesserato dei Rangers Rugby Vicenza è inaccettabile nei confronti del direttore di gara e della persona e la sanzione adottata ribadisce la ferma posizione di FIR nei confronti di chi abusa, verbalmente o fisicamente, degli ufficiali di gara". Nel provvedimento del giudice si parla anche di futili motivi.

L'Atalanta ora rischia di pagare di nuovo per colpa di Doni
 L'Atalanta, protagonista di un grande campionato e lanciata verso posto in Europa League, adesso torna a processo: si terrà infatti domani (giovedì 16 dicembre) alle ore 14 a Roma l'udienza del Tribunale Federale Nazionale relativa al deferimento della Procura Federale a seguito degli esiti finali delle indagini espletate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cremona. La Procura Figc aveva deferito al Tfn Cristiano Doni (all'epoca dei fatti calciatore dell'Atalanta), Nicola Santoni e Gianfranco Parlato (all'epoca dei fatti tecnici del Ravenna) e l'Atalanta a titolo di responsabilità oggettiva. La Procura federale dovrebbe chiedere uno o due punti di penalizzazione per il club di Percassi, che nel processo penale si è costituito parte civile contro il suo ex leader Cristiano Doni. L'Atalanta ha già pagato caro sul fronte sportivo: 8 punti in totale di penalizzazione, sei la prima volta e due due anni dopo. Adesso, a distanza di cinque anni, sarebbe saltata fuori un'altra partita truccata. Uno stillicidio che mette in difficoltà il club bergamasco.
 
Urso: "Il doping sta distruggendo la Pesistica"
 "Il rapporto McLaren umilia la Pesistica". A pochi giorni dalle rivelazioni choc della seconda parte del rapporto sul doping di Stato, che vede coinvolti più di 30 sport e oltre 1000 atleti russi di specialità olimpiche estive, invernali e paralimpiche, il presidente della Fipe e della Federazione Pesistica Europea, Antonio Urso, si esprime con parole dure. "Purtroppo il 2016 è stato l'anno peggiore per il nostro sport. Il Report uscito in questi giorni non dice purtroppo nulla di nuovo perché già tempo fa scrivevo di risultati non umani e tanto meno chiari: nel 2008, nel 2009 e nel 2010, in tre editoriali per il magazine della Federazione Europea, sottolineavo infatti come il doping fosse fuori controllo. Purtroppo in quell'occasione alcune persone mi attaccarono, dicendo che ero io a rovinare il sollevamento pesi: oggi però quelle stesse persone possono constatare quello che è sotto gli occhi di tutti e cioè che il doping ci sta realmente distruggendo". Moltissimi i medagliati del sollevamento pesi ad essere colti in fallo nei retest, il che potrebbe portare addirittura all'esclusione di questo sport dai Giochi: "Non possiamo perdere il nostro posto alle Olimpiadi, la Pesistica non sarebbe più nulla" avverte Urso, che nel suo percorso di presidente dell'EWF ha fatto scelte importanti, decidendo di includere la Russia all'interno del direttivo della Federazione Europea, per cominciare un cammino nuovo, che la facesse uscire fuori dal suo ombroso passato: "La storia ci insegna che quando c'è esclusione non c'è soluzione, quindi io sono contrario all'allontanamento di questa Nazione dalle Olimpiadi. Così come sono contrario all'esclusione della Pesistica, perché le Nazioni pulite prenderebbero doppia sanzione: gli verrebbero precluse le medaglie e si vedrebbero esclusi dalla più importante competizione internazionale. A questo punto - aggiunge Urso - una presa di posizione del Cio credo sia determinante, insieme con l'attuazione di un progetto di integrazione e condivisione da sviluppare nelle Nazioni che hanno avuto problemi di doping. Quel che è certo è che il problema doping non si può risolvere immediatamente, ci vogliono tempo e pazienza, ma anche un progetto attuabile".