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Diritti tv, tutte le gare in diretta. E Lotti studia un decreto...

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L'Autorità per le telecomunicazioni ha già risposto alle linee guida e la Lega di serie A ha mandato subito le sue considerazioni: ora si aspetta solo l'Antitrust, entro fine mese, poi la Lega più importante, e più ricca, potrà preparare il nuovo bando d'asta dei diritti tv (in vigore dal 2018). Obiettivo, confermare la cifra attuale: 1.200 milioni all'anno, cifra più che consistente (solo la Premier inglese ci stacca, ma quello è un altro mondo, non solo calcistico). La Lega, una volta risolte le linee guida, che non differiscono molto da quelle del passato, passerà alla compilazione dei pacchetti: aumenterà l'offerta, gli slots (o finestre), e si avrà sempre più un calcio-spezzatino, dal venerdì al lunedì quando necessario (per impegni di Champions) e in diversi orari. Si vuole tenere presente, giustamente, anche il ricco mercato televisivo dell'Estremo Oriente. Ma è molto probabile, se non certo, che non verrà copiato il modello inglese: la Lega, con l'advisor Infront, dovrebbe confermare il fatto che tutte le partite saranno trasmesse in diretta (in pay tv). In Inghilterra alcune gare vengono trasmesse in differita, c'è un sistema di "protezione" e gli stadi sono sempre pieni. Fenucci, ad del Bologna, e altri dirigenti premevano per fare la stessa cosa in Italia, con alcune gare, magari della domenica pomeriggio, solo in differita tv. Ma questo progetto è difficile che passi, in Lega sostengono che "indietro non si torna" e poi c'è il rischio, non garantendo tutte le gare in diretta, che le pay tv paghino di meno. E i presidenti ai soldi ci tengono, ai soldi delle tv anche perché sanno che dal botteghino ricaveranno sempre ben poco (a meno di casi particolari). A proposito di pay: chiaro che Sky farà la sua offerta, si aspetta per capire il destino e l'assetto di Mediaset Premium mentre non si sa, al momento, se ci saranno altri "competitors". Nessuna possibilità inoltre che qualche gara vada anche in chiaro, e in diretta: i club (e le pay) non ne vogliono sapere. Il test d'altronde è fallito in Spagna. Si sa inoltre che a livello politico qualcosa si sta muovendo: le deputate Pd, Lorenza Bonaccorsi e Daniela Sbrollini, hanno presentato una proposta per modificare radicalmente la legge Melandri-Gentiloni. Proposta che giace da mesi in qualche cassetto della Camera e che forse soltanto verso fine mese verrà calendarizzata. L'iter, comunque, sarebbe lungo in commissione, e già si sa che ci sono voci contrarie. Nel frattempo, il ministro Luca Lotti sta lavorando ad un disegno di legge che sarebbe sicuremente più rapido e che potrebbe andare ad incidere su ripartizioni e commercializzazione dei diritti. Non tutti sono favorevoli ma Lotti, già quando era sottosegretario, si è confrontato con molti esponenti del mondo del calcio, che però ci tiene a deliberare in autonomia su una questione così delicata (e vitale).

Abodi, la legge Melandri e il passo decisivo...
Il blitz della Figc a Palazzo Chigi, con l'emendamento alla legge Melandri, ha cambiato gli assetti: ora la Lega di B e la Lega Pro, vale a dire Abodi e Gravina, sono alleati. E questo cambia anche la prospettiva in chiave elezione federale: Tavecchio potrebbe perdere consensi. Il 1 febbraio si vota per la Lega di   [B:]   Abodi si ricandida ma intanto (vedi Spy Calcio del 18 gennaio) tiene aperta anche la porta ad una candidatura alla Figc. Il suo obiettivo, dichiarato, è sempre quello di dare "un contributo alla Lega di A", dove venne sconfitto, di misura, da Beretta. Ma se dovessero chiederglielo Leghe e componenti, fra cui il sindacato calciatori, allora potrebbe candidarsi contro Tavecchio. I numeri potrebbe averli, e l'alleanza con Gravina potrebbe cambiare le carte in tavola. Presto si saprà. Il nome di Abodi, come candidato alla Figc, circolava con decisione a Firenze, in occasione della Hall of fame, e anche ieri in Senato. "La mia Lega-dice Abodi-è la più attiva, la più propositiva ma è anche la più penalizzata". Il blitz-Melandri gli toglie, per ora, circa 10 milioni e il dirigente di lungo corso questo non lo accetta. In passato Abodi si era schierato con Tavecchio, cosa che gli aveva alienato non poche simpatie: ora sta alla finestra, pronto a fare quel passo decisivo che molti gli consigliano di fare.

Sicurezza negli stadi e il ruolo dell'ex prefetto Tagliente
Si sono svolti a Firenze, nella sede della Lega Pro, i lavori del XVII Congresso dell'Associazione nazionale dei delegati della sicurezza (Andes). I lavori hanno preso il via, alla presenza di circa 130 delegati che coprono le esigenze di oltre l'80 per cento dei club che militano nelle diverse Leghe professionistiche, con un indirizzo di saluto del questore di Firenze, Alberto Intini. Per approfondire i meccanismi e le strategie necessarie per promuovere la sicurezza negli impianti sportivi e in particolare per capire come i delegati alla sicurezza possono contribuire e ridurre il divario che sussiste tra la percezione e la realtà, il Presidente Andes, Ferruccio Taroni, ha organizzato una tavola rotonda su "Sicurezza percepita e sicurezza reale: quale divario nella concezione comune". A trattare l'argomento è stato invitato Francesco Tagliente, specializzato in criminologia applicata al controllo sociale, apprezzato poliziotto, questore e prefetto, padre storico dell'Osservatorio. Tagliente sia a Firenze che poi a Roma aveva raggiunto importanti traguardi nella sicurezza allo stadio. Al dibattito ha aderito anche Francesco Ghirelli, direttore generale Lega Pro, con il quale Tagliente ha condiviso la quasi totalità dei progetti antiviolenza, da quello normativo e quelli operativi per la sicurezza degli eventi. Alla tavola rotonda hanno partecipato anche Maurizio Francini, ora responsabile del Centro Tecnico Federale di Coverciano, già responsabile della sicurezza della Fiorentina, e Carlo Feliziani responsabile ticketing e delegato alla sicurezza della Roma. Non è mancato il contributo degli studiosi delle scienze comportamentali. Per il mondo accademico è stato invitato il prof. Stefano Taddei, docente di psicologia dell'Università degli Studi di Firenze. Il prefetto Tagliente è un convinto sostenitore della tesi che nella comunicazione sulla sicurezza occorre una formazione specializzata. Gli operatori della sicurezza devono possedere conoscenze e strumenti operativi specialistici, per comunicare in modo sempre più efficace con diversi interlocutori. I delegati alla sicurezza, così come le forze di polizia, devono assicurare sempre più elevati standard nell'approccio con la stampa, con i tifosi e con gli altri soggetti chiamati a concorrere nella pianificazione e gestione degli eventi. Tagliente da questore di Firenze avvertì questa esigenza e, in collaborazione con la Facoltà di psicologia dell'Università degli Studi di Firenze, organizzò un corso specialistico post laurea sul tema "Aspetti psicologici nella raccolta di informazioni testimoniali e nella comunicazione" riservato a 44 operatori della polizia di Stato impegnati nella comunicazione e nella gestione delle vittime di femminicidio. Sono stati illustrati vari temi, focalizzando l'attenzione sulla figura del delegato alla sicurezza, che svolge un ruolo determinante nelle attività di gestione della manifestazione calcistica.tenzione alle esigenze dell'utenza e assoluta fermezza nei confronti di chi resisteva a rientrare nei binari del rispetto delle regole. Al termine dei lavori il presidente Taroni ha ringraziato i relatori e nominato Tagliente socio onorario dell'Andes.

Antonio Rossi e il primo ricorso "per principio"
Una novità nel campo dello sport, il ricorso "per principio". Lo ha fatto Antonio Rossi, ex grande campione della canoa e oggi assessore allo sport, in quota Lega Nord, alla Regione Lombardia. Rossi, difeso dall'avvocato Guido Valori, si oppone alla rielezione di Luciano Buonfiglio alla presidenza della Federcanoa. Rossi spiega il motivo: "Ho deciso di fare ricorso al Collegio di Garanzia del Coni e al Tribunale federale per una questione di principio. Vado avanti in questo lungo e costoso iter procedurale non perché non accetti la sconfitta o voglia fare il Presidente a tutti i costi (anzi nemmeno mi ricandiderò in caso di vittoria), ma perché credo che tutto il sistema elettivo abbia bisogno di regole chiare e non interpretabili.
Questo vale non solo per la mia, ma anche per tutte le altre Federazioni. Difficilmente il Presidente Malagò potrà cambiare le regole così come ha fortemente sostenuto in passato se a votare i cambiamenti saranno proprio i Presidenti eletti con tali regole. A questo punto è veramente necessario un intervento parlamentare per riformare tutto il sistema sportivo italiano e la voce degli atleti dovrà essere ascoltata!". Insomma, Rossi invoca il mondo della politica che non sempre, quando si è interessato di sport, ha prodotto risultati positivi. Il suo non è un attacco solo a Buonfiglio ma anche allo stesso Coni: e poi siamo sicuri che non si ricandiderebbe? Malagò ha promesso che una volta rieletto, l'11 maggio, metterà (finalmente) ordine fra statuti e regolamenti delle varie Federazioni, dove, a volte, regna il caos. Nel frattempo, Buonfiglio non è stato certo fermo: appena rieletto è andato avanti per cercare di ridare ossigeno alla sua Federazione, uscita malconcia dalle Olimpiadi. Sabato prossimo si terrà un altro consiglio federale.

La Procura archivia la relazione di Feliziani sulla Lega Pro. Ma non è finita...
Nessun fatto di “rilievo disciplinare”. La Procura federale Figc ha deciso di archiviare l'esame della “nota del 22-9-2015 e della relazione del 25-9-2015” di Dino Feliziani in merito al bilancio della Lega Pro. Per il mondo del calcio (e per la procura generale dello sport che ha condiviso il provvedimento di Pecoraro) quindi non ci sono rilievi da fare all'ex n.1 Mario Macalli, al consiglio direttivo e ai revisori dei conti. Vedremo adesso cosa ne pensano le Procure della Repubblica di Firenze, Roma e Napoli che hanno aperto tre fascicoli sulla relazione dettagliata dell'ex subcommissario della Lega Pro. Vedremo se davvero non c'è stato nulla di strano...

La Toyota partner del Coni sino al 2024
E' iniziata il 1 gennaio 2017 e durera' 8 anni, fino al 31 dicembre 2024. E' la partnership tra la Toyota e il Coni, presentata oggi. Una partnership "figlia" del rapporto che lega il colosso automobilistico giapponese al Cio, annunciata il 13 marzo 2015 dal presidente Thomas Bach, ma che - come ha sottolineato il Coni - ha "qualcosa in più" e "particolarità maggiori". A fare gli onori di casa c'era il capo dello sport italiano, Giovanni Malagò, che si è anche sistemato a bordo di una delle 25 vetture che Toyota - rappresentata dall'amministratore delegato di Toyota Motor Italia, Andrea Carlucci - ha donato al Coni: venti Toyota RAV4 Hybrid e cinque Lexus (quattro NX Hybrid e una RX Hybrid), auto dotate di una nuova tecnologia che abbina al piacere di guida le basse emissioni a tutela dell'ambiente. Toyota sarà la vettura ufficiale dell'Italia Olympic Team. "E' un'intesa che ci consente di viaggiare nel futuro: sono diventato presidente del Coni dopo aver fatto il concessionario di automobili per tutta la vita, dai 21 anni ai 54", ha raccontato Malagò nel suo intervento. "In teoria dovrei ancora continuare a farlo, ma visto che le quotidianità le conoscete… Ho la fortuna di avere un papà che ancora sta sul pezzo, pur se nato nel 1932". Il presidente del Coni ha ricordato di aver conosciuto i vertici di Toyota agli inizi della loro esperienza in Italia, quando "nessuno poteva prevedere dove la Toyota sarebbe arrivata, ma vedendo quei prodotti capivi che sarebbero diventati i numeri uno e sono diventati i numeri uno. Sono quattro anni che Toyota è maggiore produttore di veicoli al mondo". Il precedente sponsor era la Fiat, ma non ha voluto rinnovare. Meglio per il Coni che con la Toyota guadagna di più.