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Collina, Christillin e ora Uva: quanti italiani nel calcio che conta

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Il calcio italiano fa passi da gigante a livello internazionale. Ne va dato atto a Carlo Tavecchio che ha ottimi rapporti sia con Uefa che con Fifa. I nostri dirigenti stanno conquistando posizioni sempre più importanti e più prestigiose. Pierluigi Collina è stat chiamato da Gianni Infantino alla guida della commissione arbitri della Fifa. Collina prende il posto dello spagnolo Villar, che era legato al vecchio regime-Blatter ed è caduto in disgrazia. Il compito dell'ex arbitro numero 1 al mondo è di grande importanza perché la commissione arbitri della Fifa è un organo anche "politico" che stila la lista degli arbitri internazionali, sceglie i direttori di gara per le competizioni mondiali, ma detta pure la linea sul regolamento e ne propone le modifiche (che poi l'Ifab approva). Si va verso l'adozione della Var dal Mondiale di Russia 2018 e Collina avrà un ruolo decisivo: non per niente negli ultimi tempi ha seguito con attenzione i test fatti in Italia, dove a guidare l'esperimento è stato chiamato Roberto Rosetti, anche lui ex arbitro, in ottimi rapporti con lo stesso Collina. Siamo sicuri che con la sua prudenza e saggezza adesso Collina, che conserva anche la carica di designatore Uefa, possa fermare certe spinte "innovative" estreme, come quelle presentate nei giorni scorsi da Van Basten. Ci riferiamo all'abolizione del fuorigioco: che debba essere interpretato in maniera diversa (ora è troppo complicato e mette in crisi gli assistenti) è una cosa auspicata da più parti, ma abolendolo si avrebbe un altro calcio. Non esageriamo. Già la Var-moviola è un passo avanti.

Inoltre fra i dirigenti italiani emergenti c'è anche Evelina Christillin, eletta nel consiglio Fifa lo scorso 14 settembre in quota Uefa, e che è stata appena nominata vice presidente della Commissione Fifa 'Football Stakeholders', presieduta dal canadese Victor Montagliani e con il compito di fornire consulenza e assistenza al consiglio su tutte le questioni relative al calcio e al rapporto tra i club, i giocatori, le Leghe, le Confederazioni e la Fifa nonché sulle questioni relative agli interessi dei club calcistici di tutto il mondo. Tra i 19 membri del comitato c'è anche un altro italiano, l'amministratore delegato della Roma, Umberto Gandini, al quale il calcio italiano deve essere grato perché quando era primo vicepresidente Eca (European Club Association), insieme con Andrea Agnelli si era battuto, e con pieno successo, per assicurare ai club italiani quattro posti in Champions (dal 2018). Gandini è un grande conoscitore del calcio internazionale, grazie alla sua esperienza al Milan, ed è in ottimi rapporti con tutti i dirigenti che contano.
Il nostro calcio, dopo anni non facili, sta scalando le vette del mondo. Pur oberata di molti impegni (Enit, Museo Egizio, eccetera), la Christillin, la Signora delle Olimpiadi di Torino, ad esempio ci ha messo subito passione e impegno quando è stata chiamata nel governo del calcio mondiale. E non è finita qui: presto all'Uefa dovrebbe approdare anche Michele Uva. Tavecchio è combattuto: entro il aprile 5 aprile deve indicare a Ceferin, nuovo n.1 Uefa, il nome del dirigente Figc per l'esecutivo del calcio europeo (con ottime possibile di divetare vicepresidente). Al ruolo teneva molto anche Claudio Lotito: l'idea di fare il vice Uefa lo stuzzicava (lo stuzzica ancora) ma Ceferin ha intenzione di cambiare il regolamento, tagliandolo fuori. E tagliando fuori anche Giancarlo Abete che come vicepresidente Uefa, in questi anni, ha tenuto alto il prestigio del nostro calcio. Gliene ha dato atto pure Tavecchio che pure non è (più) suo amico: Abete a maggio uscirà anche dalla Giunta Coni (con grande soddisfazione di Malagò) ma resterà nel consiglio federale Figc, in quota Lega Pro. Tavecchio per l'Uefa deve scegliere quindi fra Uva e Maurizio Beretta, n.1 della Lega di serie A (dove rimarrà) e vice Figc. Uva ha un carattere non facile e non è amatissimo da molti dirigenti del calcio, ma Beretta sconta il fatto di essere considerato il clone di Lotito. Uva è la persona più adatta, ma Beretta rappresenta una Lega che conta per il 12 per cento nelle elezioni del presidente Figc, cosa che Tavecchio sa bene. Insomma, non è una scelta facile per l'attuale inquilino di via Allegri ma Uva è la scelta giusta, anche per i suoi (ottimi) rapporti con Ceferin che, non dimentichiamolo, ha un debito di riconoscenza col calcio italiano.
 
Il boom del beach volley, ecco il primo campionato invernale
Il beach volley cambia passo, ecco il primo campionato amatoriale invernale per le società di beach volley, col sostegno di Bper Banca e il patronicio della Fipav. A farsi promotrice la neonata Lega Italiana Beach Volley, fondata nel giugno del 2013 da Beach Volley Academy, Beach Volley University e Beachers e riconosciuta ufficialmente nell'ottobre 2016 come organo dalla Fipav. Con la Federazione esiste una comunione di intenti per lo sviluppo della medesima disciplina, che, anche grazie agli ottimi risultati ottenuti dai nostri atleti nell'ultima Olimpiade, ha avuto un incremento notevole in termini di tesserati e affiliazioni. In questi ultimi anni sono nate su tutta la Penisola molte scuole di beach volley. Con il Campionato Invernale per Società si introduce per la prima volta il concetto di squadra, si tratta di un circuito riservato alle società affiliate LIBV, organizzato secondo le normative dei comitati regionali FIPAV. Sei le categorie: Pro, Amatoriale, Under 19, nei due gender. La Regione che detiene il primato di associazioni è il Lazio con 16, segue l'Emilia Romagna con 14, poi la Lombardia con 10 e il Piemonte con 6. In tutto sono ben 56 le Società LIBV che si occupano a pieno titolo di Beach Volley, 80 in totale se mettiamo anche quelle attualmente affiliate esclusivamente Fipav. La maggiore densità si ha nel centro con il 54% di attività, segue il nord con il 34% e il sud con il 12%. Incredibile il numero di praticanti: è boom nel Lazio con 2.420 beachers, 1.400 in Lombardia, 1.383 in Emilia Romagna, 1.250 in Liguria. Il maggior numero delle strutture appartiene all'Emilia Romagna con ben 67, segue il Lazio con 43, Lombardia con 27. Fino ad ora il Beach Volley era concepito come sport individuale, ovvero con i giocatori che organizzavano le proprie trasferte per andare a giocare nei vari impianti; con la nascita del primo campionato invernale emerge il concetto di squadra, dove a muoversi non saranno più le coppie, ma l'associazione appartenente a quel territorio. Passate le varie fasi territoriali, che si disputeranno in contemporanea, ma in location diverse, si darà il via alla fase interregionale, dove a scontrarsi saranno le squadre qualificate, che prenderanno anche il nome della città di appartenenza. Dunque alle finali di Roma del 6 e 7 maggio troveremo ad esempio, Roma che sfiderà Milano per il titolo. Si partirà il prossimo 29 gennaio con la prima giornata in 9 città per la fase territoriale. Raggiante e soddisfatto il presidente della LIBV, Francesco Ghirelli, dg della Lega Pro. "Questo campionato invernale è il frutto di tre anni intensi di lavoro, portato a compimento grazie alla passione e al sacrificio di molte persone. È il primo, vero passo verso questo movimento in grande crescita e soprattutto che trasmette energia e vitalità. Il nostro scopo è creare le basi per qualcosa di duraturo nel tempo, l'intelaiatura di un campionato a tutti gli effetti perché c'è molta gente che pratica questo sport. Abbiamo fin da subito creduto alla nascita di questa realtà".

Rai Sport: Novantesimo di B e calciomercato a gonfie vele
Rai Sport, ci sono trasmissioni che vanno bene e altre che vanno maluccio (vedi Spy Calcio del 16 gennaio): fra gli aspetti positivi anche Novantesimo di serie B, condotto da Paolo Paganini e che va in onda il sabato pomeriggio su Rai 2. L'ultima puntata del 24 dicembre ha fatto il record di ascolti rispetto alle annate precedenti, sfiorando il 7 per cento di share con 1.013.000 spettatori. La B interessa così come interessa il calciomercato (ma non è una grande scoperta): sia gli speciali che la Rai fa dal lunedì al giovedì (ore 8,50-19,30) che la puntata fissa del venerdì alle 23 hanno raddoppiato gli ascolti sul canale (Rai Sport 1). Al venerdì sera sono state toccate punte tra l'1.64% e 1,80% di share, molto più della media del canale tematico dello sport che soffre la mancanza di prodotto. Intanto a Rai Sport è stato eletto il nuovo cdr, composto adesso da Fusco, Mencarozzi e Cristiana Ippolito. Ma la redazione è più che mai spaccata.