L'Antitrust ha deliberato di non approvare le procedure di assegnazione dei diritti tv da parte della Lega Calcio di serie A per le stagioni dal 2018 al 2021. Mancherebbero dettagli importanti nella definizione dei pacchetti e delle regole di assegnazione degli stessi, a partire dall'assenza delle indicazioni sui soggetti che possono partecipare alle procedure di assegnazione. Come da noi anticipato (vedi Spy Calcio del24 gennaio) si apre un nuovo fronte. Un nuovo contenzioso. Lo scorso dicembre, il Garante per la concorrenza aveva richiesto informazioni alla Lega Calcio sul numero e la tipologia dei pacchetti offerti al mercato, e sulle relative procedure di offerta, per verificare il rispetto delle norme concorrenziali. In particolare, è stato richiesto un chiarimento sui criteri utilizzati per adottare pacchetti che fossero equilibrati fra loro: le gare oggetto dei diritti sono quelle di Serie A, Coppa Italia, Supercoppa e le relative competizioni del campionato Primavera. La risposta della Lega è arrivata a gennaio, nella quale veniva spiegato che l'invito alle offerte verrà presentato a marzo, senza che però vengano note le modalità di commercializzazione dei pacchetti, perché, spiegava la Lega Calcio, ciò potrebbe compromettere il valore stesso dei diritti. I dettagli richiesti verrebbero forniti solo al momento dell'invio degli inviti, compromettendo però la possibilità degli offerenti di formulare le rispettive proposte. In particolare, secondo quanto si apprende, secondo il Garante risultano carenti le indicazioni circa i soggetti che possono partecipare alle procedure di assegnazione, consentendo ingiustificate discriminazioni, così come sono carenti le regole che consentano una assegnazione dei diritti rispettosa fedelmente delle offerte presentate. Secondo l'Antitrust, un maggior dettaglio nell'individuazione dei pacchetti e delle regole di gara rappresenterebbe uno stimolo alla partecipazione e al confronto. Al contrario, le linee guida della Lega Calcio non garantirebbero condizioni di equità, trasparenza e non discriminazione. La Lega di A, con il suo advisor, Infront, difende invece il fatto che la competenza di formula i pacchetti non spetti all'Antitrust, ma sia prerogativa degli organismi del calcio. Essendo, questa, una questione commerciale. E così dopo la sanzione annullata dal Tar del Lazio, con forti critiche nei confronti dell'Antitrust (che ha fatto ricorso) ecco questo nuovo fronte che potrebbe spostare più avanti l'assegnazione dei diritti. Con grandi preoccupazioni da parte dei presidenti.
"Sorpresa" per il no dell'Antitrust alle linee guida della Lega di serie A per l'assegnazione dei diritti tv nel triennio 2018-2021: è quanto filtra da Infront, advisor della Lega, dopo il comunicato in cui l'autorità garante del mercato e della concorrenza muove rilievi di chiarezza e precisione. Le linee guida per la prossima vendita, sottolineano fonti di Infront in attesa di valutare i rilievi mossi dall'Antitrust, sono più precise e stringenti di quelle precedenti.
Il calcio dei campanili e i piani di Sibilia
Un mondo smisurato: oltre un milione di iscritti, cinquantamila squadre, quattordicimila società, settecentomila partite ogni anno, un giro di affari di quasi un miliardo di euro. E' il mondo della Lega Nazionale Dilettanti. "Il calcio dei campanili", dice il senatore Cosimo Sibilia (Forza Italia), classe 1959, figlio d'arte, prossimo presidente della Lnd. Sarà un plebiscito per lui sabato 28 gennaio a Fiumicino: Sibilia è stato indicato da 23 componenti su 23 del calcio dilettanti, è il candidato unico, il presidente di tutti, l'uomo che unisce e non divide. Lo aspetta un lavoro enorme: da quando Carlo Tavecchio ha dovuto lasciare la "sua"Lega per la Figc, la vita a Piazzale Flaminio non è stata per niente facile. Belloli è durato poco, travolto da quella frase (sulle calciatrici) che non poteva non travolgerlo. Cosentino ha gestito un fase complessa, la crisi si è sentita anche nel mondo dei dilettanti "negli ultimi i cinque anni si sono perse almeno 2-3.000 società" ha ricordato Sibilia. Il senatore, che è anche segretario di Palazzo Madama, ancora prima di essere eletto alla guida della Lnd, si è messo al lavoro: ha subito incontrato il ministro dello sport, Luca Lotti, che ha promesso il suo interessamento per lo sport dei dilettanti (con sgravi fiscali). Inoltre, il senatore di Avellino, che lascerà la carica di presidente del Coni Campania, si sente ogni giorno con Giovanni Malagò, cui lo unisce stima e amicizia. Così come Sibilia è amico da tempo di Vito Tisci, presidente del settore giovanile e scolastico della Figc: lavoreranno insieme. "La sfida è superare la crisi con nuove sponsorizzazioni-spiega Sibilia-cercando di razionalizzare il rapporto con gli enti di promozione". I problemi sono tanti_ squadre che scompaiono in serie D (ultimo il caso del Foligno), calcio femminile che stenta a decollare, calcio a cinque, beach soccer, un divario marcato fra sede centrale e periferia. La Lnd, merita ricordarlo, è la Lega che conta di più anche a livello politico: ha il 34 per cento dei voti (la A il 12%) e decide quindi chi deve guidare la Figc.
La corsa all'Uefa: ecco perché Lotito non si arrende...
Venerdì 27 gennaio il consiglio federale della Figc non deciderà chi indicare all'Uefa come membro dell'esecutivo (e, se eletto, vicepresidente) ma ufficializzerà solo la data delle elezioni federali (peraltro già nota, 6 marzo). La questione europea è assai intricata e Carlo Tavecchio deve dare una risposta al presidente Ceferin entro il 5 febbraio, due mesi esatti dall'assemblea Uefa. I giochi, quindi, vanno fatti entro la prossima settimana. Ceferin dovrebbe fare presto una raccomandazione verbale alle 54 Federazioni europee (senza però cambiare la norma in corsa), spiegando che è gradito che venga indicato un dirigente che un ruolo attivo in Federazione. In questo caso, sarebbero in corsa Beretta, Uva, Abodi, Gravina, Lotito (che non si arrende) e perché no, anche Giancarlo Abete, che è vicepresidente Uefa e consigliere federale in quota Lega Pro. Non sarebbe eleggibile invece Tavecchio per una questione anagrafica (ha superato i 70 anni). Ma Abete, si sa, non è in buoni rapporti con l'attuale inquilino di Via Allegri e a maggio esce anche dalla Giunta Coni, con soddisfazione di molti dirigenti (importanti) di Palazzo H. Tavecchio spiegherà ad Abete che non potrà più proseguire la sua carriera europea, che lo ha portato al ruolo, prestigioso, di vicepresidente, perché i tempi sono cambiati e la Figc punta ad un rinnovamento. E allora? Allora, alla fine, il ballottaggio dorebbe essere fra Michele Uva, direttore generale Figc, e Maurizio Beretta che di Tavecchio è il vicario. Beretta, lo ricordiamo, garantisce il 12 per cento dei voti nelle prossime elezioni Figc ma Uva è uomo di fiducia di Tavecchio e con lui ha fatto le riforme di questi ultimi anni. Scelta quindi non facile. Da non sottovalutare un altro aspetto: un posto nell'esecutivo Uefa garantisce 100.000 euro all'anno mentre al vicepresidente ne spettano 150.000.
"Sorpresa" per il no dell'Antitrust alle linee guida della Lega di serie A per l'assegnazione dei diritti tv nel triennio 2018-2021: è quanto filtra da Infront, advisor della Lega, dopo il comunicato in cui l'autorità garante del mercato e della concorrenza muove rilievi di chiarezza e precisione. Le linee guida per la prossima vendita, sottolineano fonti di Infront in attesa di valutare i rilievi mossi dall'Antitrust, sono più precise e stringenti di quelle precedenti.
Il calcio dei campanili e i piani di Sibilia
Un mondo smisurato: oltre un milione di iscritti, cinquantamila squadre, quattordicimila società, settecentomila partite ogni anno, un giro di affari di quasi un miliardo di euro. E' il mondo della Lega Nazionale Dilettanti. "Il calcio dei campanili", dice il senatore Cosimo Sibilia (Forza Italia), classe 1959, figlio d'arte, prossimo presidente della Lnd. Sarà un plebiscito per lui sabato 28 gennaio a Fiumicino: Sibilia è stato indicato da 23 componenti su 23 del calcio dilettanti, è il candidato unico, il presidente di tutti, l'uomo che unisce e non divide. Lo aspetta un lavoro enorme: da quando Carlo Tavecchio ha dovuto lasciare la "sua"Lega per la Figc, la vita a Piazzale Flaminio non è stata per niente facile. Belloli è durato poco, travolto da quella frase (sulle calciatrici) che non poteva non travolgerlo. Cosentino ha gestito un fase complessa, la crisi si è sentita anche nel mondo dei dilettanti "negli ultimi i cinque anni si sono perse almeno 2-3.000 società" ha ricordato Sibilia. Il senatore, che è anche segretario di Palazzo Madama, ancora prima di essere eletto alla guida della Lnd, si è messo al lavoro: ha subito incontrato il ministro dello sport, Luca Lotti, che ha promesso il suo interessamento per lo sport dei dilettanti (con sgravi fiscali). Inoltre, il senatore di Avellino, che lascerà la carica di presidente del Coni Campania, si sente ogni giorno con Giovanni Malagò, cui lo unisce stima e amicizia. Così come Sibilia è amico da tempo di Vito Tisci, presidente del settore giovanile e scolastico della Figc: lavoreranno insieme. "La sfida è superare la crisi con nuove sponsorizzazioni-spiega Sibilia-cercando di razionalizzare il rapporto con gli enti di promozione". I problemi sono tanti_ squadre che scompaiono in serie D (ultimo il caso del Foligno), calcio femminile che stenta a decollare, calcio a cinque, beach soccer, un divario marcato fra sede centrale e periferia. La Lnd, merita ricordarlo, è la Lega che conta di più anche a livello politico: ha il 34 per cento dei voti (la A il 12%) e decide quindi chi deve guidare la Figc.
La corsa all'Uefa: ecco perché Lotito non si arrende...
Venerdì 27 gennaio il consiglio federale della Figc non deciderà chi indicare all'Uefa come membro dell'esecutivo (e, se eletto, vicepresidente) ma ufficializzerà solo la data delle elezioni federali (peraltro già nota, 6 marzo). La questione europea è assai intricata e Carlo Tavecchio deve dare una risposta al presidente Ceferin entro il 5 febbraio, due mesi esatti dall'assemblea Uefa. I giochi, quindi, vanno fatti entro la prossima settimana. Ceferin dovrebbe fare presto una raccomandazione verbale alle 54 Federazioni europee (senza però cambiare la norma in corsa), spiegando che è gradito che venga indicato un dirigente che un ruolo attivo in Federazione. In questo caso, sarebbero in corsa Beretta, Uva, Abodi, Gravina, Lotito (che non si arrende) e perché no, anche Giancarlo Abete, che è vicepresidente Uefa e consigliere federale in quota Lega Pro. Non sarebbe eleggibile invece Tavecchio per una questione anagrafica (ha superato i 70 anni). Ma Abete, si sa, non è in buoni rapporti con l'attuale inquilino di Via Allegri e a maggio esce anche dalla Giunta Coni, con soddisfazione di molti dirigenti (importanti) di Palazzo H. Tavecchio spiegherà ad Abete che non potrà più proseguire la sua carriera europea, che lo ha portato al ruolo, prestigioso, di vicepresidente, perché i tempi sono cambiati e la Figc punta ad un rinnovamento. E allora? Allora, alla fine, il ballottaggio dorebbe essere fra Michele Uva, direttore generale Figc, e Maurizio Beretta che di Tavecchio è il vicario. Beretta, lo ricordiamo, garantisce il 12 per cento dei voti nelle prossime elezioni Figc ma Uva è uomo di fiducia di Tavecchio e con lui ha fatto le riforme di questi ultimi anni. Scelta quindi non facile. Da non sottovalutare un altro aspetto: un posto nell'esecutivo Uefa garantisce 100.000 euro all'anno mentre al vicepresidente ne spettano 150.000.