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Tavecchio: "Mi ricandido alla Figc". Abodi: "Un pensiero lo sto facendo"

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Ufficiale: Carlo Tavecchio si ricandida alla presidenza della Figc. Ufficiale: Michele Uva è il candidato della Figc all'esecutivo Uefa (con ottime speranze di essere eletto e poi scelto da Ceferin come vicepresidente). Giornata importante, oggi, in via Allegri. La visita di Giovanni Malagò al consiglio federale, le parole di stima del n.1 dello sport nei confronti di Tavecchio che aspetta il 6 marzo, giorno delle elezioni, con fiducia. Pronto a sfidare chiunque. "Ho fatto bene " assicura, e domani, sabato, sarà all'assemblea della Lega Dilettanti, la sua Lega, cui chiederà di appoggiarlo, cosa sicura visto che il senatore Cosimo Sibilia lo ha già assicurato, ed è uomo di altri tempi, che quando promette mantiene. Tavecchio non ha fatto la riforma dei campionati, non c'è riuscito, ma ha trovato un sistema adesso, con il rating (i criteri legali ed ecomomico-finanziari, infrastruturali e sportivi) per arrivare, nel giro di quattro anni, ad avere un calcio che dia maggiore garazie di quello attuale. I club, tutti i club, dovranno avere finalemente stadi a norma, e qualcuno, forse anche in A, potrebbe rischiare di restare fuori. C'è tempo sino al 2020 per mettersi al passo coi tempi. Un'ottima cosa, quantomai necessaria. Non una mannaia, ricorda Uva, ma un percorso virtuoso. Tavecchio sa di aver fatto molto in questi anni, e ora sa anche misurare le parole: ma sa di trovare dall'altra parte un rivale pericoloso. Più pericoloso di quanto fu Albertini. Sì perché ora la Lega Pro è passata con l'opposizione: il rivale di Tavecchio dovrebbe essere Andrea Abodi (vedi Spy Calcio del 18 gennaio) che aspetta una "chiamata" ("la Figc? Un pensiro lo faccio " dice con un sorriso) e intanto il 1 febbraio sarà riconfermato alla guida della Lega di B visto che quella di A resta un miraggio. Abodi deve mettersi d'accordo con Gravina, lo farà nei prossimi giorni e poi inizierà la volata finale. Ulivieri può essere l'ago della bilancia: con chi sta? Allenatori e calciatori sono sempre stati uniti: sarà così anche stavolta? Se Tavecchio si garantisce il 10 per cento degli allenatori, può farcela agevolmente. Diversamente per lui potrebbe essere più dura. Resta il favorito, è vero, ma stavolta dovrà sudarsela. Non ha paura: è stato in montagna a passeggiare di recente, a 1500 metri d'altezza. Un piccolo inconveniente, solo un dolorino: poca roba per uno come lui. Testardo, montanaro. E democristiano. Osso duro per tutti.
 
Badminton: Miglietta lascia la presidenza dopo 12 anni
Alberto Miglietta, dopo 12 anni, non sarà più il presidente della Federazione italiana badminton. Lo ha annunciato con una lettera aperta sul sito della Fiba (badmintonitalia.it): "Ora gli impegni personali e professionali, primo fra tutti quello che negli ultimi anni mi vede in una posizione apicale in Coni Servizi (è amministratore delegato, ndr), nonché il desiderio di dedicare del tempo anche a me stesso, mi hanno condotto alla difficile decisione di non ricandidarmi alla guida della nostra Federazione. Non è un addio ma solo un passaggio di consegne, mettendo comunque la mia esperienza e le mie conoscenze a disposizione del nostro movimento senza esserne più il leader. Nella continuità, il vice presidente Carlo Beninati, di cui nutro grande stima, al mio fianco nei 12 anni di presidenza, mi ha anticipato la sua disponibilità a raccogliere il testimone". Le elezioni si terranno il 19 febbraio. Miglietta, uno degli uomini di fiducia di Malagò, ha fatto molto in questi anni per una disciplina olimpica popolarissima in tantissimi Paesi e che da noi adesso sta muovendo passi importanti.
 
"Guerra al doping": Urso si candida per la Federazione mondiale pesi
"Abbiamo poco tempo a disposizione, la nostra immagine ne è uscita distrutta": Antonio Urso, presidente della Federpesi europea ed italiana, ora si (ri)candida per quella mondiale. Si vota il 30 maggio a Bangkok: l'ultima volta, Urso fu tradito all'ultimo momento e perse di poco. Adesso avrà tre rivali contro (fra cui il presidente uscente) e cambia strategia. "Dobbiamo arginare il doping, ci vuole un progetto serio per recuperare credibilità". C'è poco tempo. Urso ha coraggio e idee chiare ma ancora troppe Nazioni, non solo dell'Est, sono tolleranti. Contano, per loro, più le medaglie che la voglia di fare pulizia. Ma così il sollevamento pesi non può più andare avanti: e questo lo sa anche il Cio.