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Figc, ecco perché stavolta Tavecchio rischia

(ansa)
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Come previsto Renzo Ulivieri, rieletto presidente dell'Aiac (associazione allenatori), sta con Carlo Tavecchio: ma la candidatura di Andrea Abodi, per la Figc, è di spessore e preoccupa l'attuale inquilino di via Allegri. "Noi siamo compatti per Tavecchio" ha detto Ulivieri (al quarto mandato, "come Fidel Castro"), ma Abodi (e Gravina che lo appoggia) non sono così convinti che i tecnici siano "compatti", anche se molti di loro sono dilettanti. Il n.1 della Lega di B- che si dimetterà ai primi di marzo (ma forse i club gli chiederanno di restare anche in caso di sconfitta con Tavecchio)- può contare sulla Lega Pro, su una parte della sua Lega (che non è molto unita, almeno per ora), sui calciatori (che pesano per il 20 per cento) e spera di rosicchiare voti anche in Lega Dilettanti (non sarà facile, anche l'umbro Repace dovrebbe stare con Sibilia), Lega di A (almeno 7-8 club) e fra gli stessi allenatori. Gli arbitri, con il 2%, dovrebbero stare con Abodi. 

Damiano Tommasi, n.1 del sindacato calciatori, è rimasto sorpresa per la posizione di Ulivieri a favore di Tavecchio ("sono senza parole..."), che per la prima volta mettere allenatori contro giocatori. L'Aic è sempre stato contro l'attuale presidente della Figc, tanto che sovente non ha partecipato al consiglio federale. Sarà una volata sul filo di lana e non dovrebbero mancare i colpi di scena da qui al 6 marzo. Anche Tavecchio è convinto, più che convinto, di poter rastrellare consensi in territorio... nemico (serie B e Lega Pro). E il governo? Neutrale (almeno sembra: ha altri guai).

E il Coni? Neutrale. Anche se Malagò stima molto Abodi, di casa a Palazzo H. "Tutti abbiamo bisogno di andare avanti con un processo di riforme, se hai di partenza dei blocchi contrapposti e contrari tutto si può fare ma è anche tutto più difficile. Se invece devi gestire l'ordinario, va anche bene...". Lo ha detto lo stesso Malagò oggi. "Se ci sono più contendenti significa che c'è vivacità e volontà di avere più rappresentanti. Ci sta, per carità, ma se tu hai una Federazione che già 2 anni e mezzo fa aveva schieramenti predefiniti e tu a distanza di 2 anni e mezzo ti ritrovi in una situazione simile...", la stoccata di Malagò al termine della Giunta Coni, aggiungendo che "non mi auguro 4 anni di ordinario perché tutti abbiamo bisogno di fare riforme, Coni compreso. Chiunque vinca mi sembrano progetti importanti". Insomma, Malagò vorrebbe un leader forte nel calcio (perché non si è candidato lui?): un leader che possa davvero fare le riforme e non rimanga impantanato nei veti incrociati.

Parlando della prossima assemblea elettiva di Serie A, prevista per lunedì prossimo, il capo dello sport italiano ha quindi puntualizzato: "Sono contento che, dietro richiesta della Figc (e dello stesso Coni, ndr), la Lega di Serie A ha stabilito la data dell'assemblea elettiva: era l'unica componente che mancava". Si voterà lunedì prossimo, pare. Ma c'è forte battaglia: la Juve voleva cambiare governance e presidente, ma Lotito lavora per Beretta e per mantenere lo status quo (che gli fa comodo). Al Coni vorrebbero limitare lo strapotere lotitiano: ma come? Malagò oggi si è visto di nuovo con Cosimo Sibilia, non solo presidente della Lega Dilettanti ma suo punto di riferimento nel mondo dello sport. Sibilia avrà un ruolo sempre più importante, chiunque sia il prossimo presidente della Figc.

Barelli chiama in causa il governo, Malagò: "Tu minacci.."
E' ancora guerra aperta fra Malagò e Barelli. "Hai fatto delle minacce, vedremo nel prossimo quadriennio quali saranno le tue azioni. Il Coni continuerà a fare il mestiere di vigilantes anche se tu ora vuoi cambiare le regole del gioco e tirare in causa il governo: auguri per questa iniziativa". Questa la risposta del presidente del Coni Giovanni Malagò al numero uno della Federnuoto Paolo Barelli, che oggi ha commentato la fine della querelle tra Fin e Coni Servizi chiedendo l'intervento del governo per un controllo sulle azioni dello stesso Coni. "Avevo già dato la notizia della chiusura della vicenda penale nella Giunta di Genova a gennaio ma l'ho ribadita qui in Consiglio perché sono stato chiamato poco fa dal senatore Franco Carraro che mi ha manifestato il desiderio del senatore Barelli di avere una soddisfazione personale - ha aggiunto Malagò - Ora Barelli dice di non sapere se la Coni Servizi ha agito in malafede o forse con inadeguatezza e fa minacce: vedremo le tue azioni nel prossimo quadriennio", ha concluso rivolgendosi al presidente della Fin.
 
Chimenti: "Se salta la Ryder Cup facciamo una figuraccia mondiale"
"Sarebbe una figuraccia drammatica con tutto il mondo. Ci è stato assegnato un torneo impossibile da aggiudicarsi e si è alimentata una polemica assurda perché qualcuno è salito su questo cavallo perché gli conveniva creare una problematica che non c'è". Così il presidente della Federgolf, Franco Chimenti, intervenuto a "La politica nel pallone" su Gr Parlamento, ha commentato le polemiche dei giorni scorsi sulla Ryder Cup. "Sono comunque tranquillo perché semplicemente non si è capito l'oggetto del contendere" ha detto Chimenti. Ora la parola tocca di nuovo al governo: che farà? Un decreto? Non facile, vista l'aria che tira anche all'interno del Pd. Si cercherà un'altra via. Il tempo stringe, sono già stati stanziati (e spesi in minima parte) 60 milioni: e adesso mancano le ultime garanzie del governo. Chimenti e il suo staff lavorano sodo, ma il rischio di una figuraccia planetaria c'è. Sarebbe peggio di Roma 2024 perché questa manifestazione ci è stata già assegnata. Giovanni Malagò comunque è ancora ottimista: "La Ryder è un investimento, merita ricordarlo sempre. So che governo e responsabili di questo prestigioso trofeo del golf si stanno parlando, ad oggi non vedo problemi". Lo stesso Franco Carraro, golfista, senatore (Forza Italia), pare ottimista. Ma del mondo della poltica è sempre meglio fidarsi poco...
 
Nado Italia nell'ex Aula Bunker al Foro Italico
Nuova destinazione per la palazzina tra viale dei Gladiatori e viale delle Olimpiadi, che fino al settembre 2016 ospitava il Comitato promotore di Roma 2024 poi sciolto in seguito al no del Campidoglio alla candidatura olimpica (sta chiudendo in questi giorni il bilancio). Nei locali dell'ex Aula Bunker, ristrutturati appositamente per ospitare il quartier generale del Comitato, infatti, verranno trasferiti gli uffici della Nado Italia (la struttura che si occupa dell'antidoping) che a oggi si trovano all'interno dello stadio Olimpico, lato curva Sud. Un cambiamento "su richiesta del generale Leonardo Gallitelli, responsabile di Nado Italia, per avere indipendenza e privacy". A farlo sapere è stato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, parlando con la stampa al termine della Giunta. "Una decisione condivisa da tutti durante la riunione-ha detto Malagò-anche dal professor Fabio Pigozzi che di questioni di doping se ne intende". Pigozzi difatti fa parte anche della Wada, oltre ad essere rettore dell'Università Foro Italico e presidente della Federazione mondiale medici sportivi.