Due anni e mezzo fa Carlo Tavecchio vinse facile: 63,63%. Allora aveva dalla sua la Lega Dilettanti, ovviamente, poi la Lega di B (di Abodi), la Lega Pro (di Macalli) e buona parte della serie A. Ora ha perso la Lega Pro e la Lega B, anche se non del tutto, ma ha acquistato l'Assoallenatori. E' la prima volta che tecnici e calciatori si dividono: Renzaccio Ulivieri, il compagno (vero) Ulivieri, ha scelto Tavecchio. Damiano Tommasi lo ha accusato di tradimento: "Si incatenò contro Tavecchio, ora la vota. Renzaccio è stato colpito dalla sindrome di Stoccolma...". Semmai, la sindrome di Pechino visto che Tavecchio e Ulivieri sono stati di recente insieme in Cina e hanno potuto parlare a lungo. Ulivieri da tempo si era allontanato dal sindacato calciatori: difatti lui partecipava ai consigli federali, Tommasi e c. no. Ulivieri è stato convinto a schierarsi contro Tavecchio, che pure aveva osteggiato due anni e mezzo fa, perché la Figc garantirà 1.200 posti di lavoro ai tecnici, quando le accademia giovanili saranno a regime, e Tavecchio gli ha anche promesso che tutte le squadre, pure quelle minori, dovranno avere tecnici col patentino. Altri posti di lavoro in arrivo, quindi: anche se non sarà semplice in terza categoria, vista la crisi. Inoltre, durante l'incontro a tre a Palazzo H (Malagò-Sibilia-Ulivieri) è stato sottolineato il fatto che 14.000 allenatori su 18.000 sono dilettanti, legati quindi a quella Lega che sta con Tavecchio. Per (tutti) questi motivi, Ulivieri ha rotto il fronte e ricordato adesso ad Abodi che lui, nel 2014, era stato con Albertini mentre il n.1 della Lega di B, ora candidato alla Figc, si era schierato con Tavecchio (cosa di cui peraltro si era poi pentito e gli era costato un lungo periodo di freddo con la Juve). Si è cercata anche la via di una candidatura unica, quella di Tavecchio ovviamente, ma non è stato trovato l'accordo: Abodi e Gravina avevano chiesto all'attuale presidente della Figc 55 milioni in più di mutualità per le loro Leghe (30 milioni alla B e 25 all'ex serie C). La risposta di Tavecchio era stata: "Non si può discutere senza coinvolgere la Lega di A" ( perché da lì arrivano i soldi). Ma la A non voleva cedere una sua ulteriore fetta di diritti tv (avendo "già dato 830 milioni negli ultimi 8 anni alle altre Leghe" come ha ricordato in un comunicato), e a questo punto le strade fra Tavecchio, Abodi e Gravina si erano separate. Inoltre, ha influito anche l'emendamento di Palazzo Chigi (sempre di diritti tv si parla, senza quelli il calcio non esiste) che toglie, almeno per ora, soldi alle Leghe di B e Pro, e dà maggiore potere alla Figc. Il n.1 di via Allegri, assicura chi lo conosce bene, non è preoccupato per la candidatura di Abodi: sa che il suo rivale è una persona perbene e preparata, ma sa anche che toccherà a lui, ad Abodi, cercare di recuperare terreno. L'entourage di Tavecchio sostiene che, oltre alla Lega Dilettanti (dove al massimo potranno perdere l'1-2 per cento sul 34 totale), i voti arriveranno da Ulivieri (10 per cento blindato), dalla A, dalla B (circa il 2-2,5%, vale a dire metà delle società) e dalla Lega Pro (10 società su 6o grazie anche ai rapporti personali). Così non la pensano ovviamente Abodi e i suoi alleati. Domani, giovedì, assemblea di Lega Pro: Gravina annuncerà il suo appoggio al presidente della B. Tommasi gli garantisce il suo 20%. Al momento Tavecchio ha il 55 per cento di possibilità di essere riconfermato, Abodi il 45% di scalzarlo. Ma il 6 marzo è ancora lontano.