Il solito mattatore. Non ci sta Claudio Lotito a perdere potere, a fare un passo indietro. E' vero, ha perso l'ufficio al quinto piano di Via Allegri, qartiere generale della Figc, ma quello è solo foclore. Lotito non vuole riunciare al potere che conta, e che passa attraverso il posto di consigliere federale. Fosse per lui avrebbe fatto anche il vicepresidente vicario Figc, incarico che toccò invece al suo amico Maurizio Beretta, e avrebbe fatto anche il vicepresidente Uefa, incarico che dal 6 aprile toccherà a Michele Uva. Ora cercano di fermarlo: ma anche mercoledì, Lotito ha fatto il diavolo a quattro nell'inutile assemblea di Lega. Beh, forse inutile non tanto perché comunque si sta studiando un piano per fare eleggere il presidente di Lega e i due consiglieri federali mercoledì 22 marzo, in modo che il 27 si possano presentare trionfanti a Coverciano dove finalmente il governo del pallone potrà riunirsi per la prima volta. Ecco il piano: il presidente lo farebbe il professor Mario Libertini che fa capo all'organismo di vigilanza della stessa Lega e che sta trattando con l'Antitrust per il nodo "diritti tv e linee guida". Il professor Libertini è ordinario di diritto industriale e commerciale alla Sapienza, ha una consolidata esperienza nel mondo del pallone. Un consigliere sarà espressione delle sei grandi: quasi certamente toccherà a Beppe Marotta, così la Juve potrà rientrare nel governo del pallone.
E poi lui, Lotito: gli servono 14 voti per essere confermato. Chi dopo l'elezione di Tavecchio pensava che il sole potesse tramontare sull'impero Lotito si sbagliava di grosso: è vero, a Fiumicino ha fatto un po' di confusione fra la prima e seconda votazione, ma ha sempre un sacco di amici (anche nel mondo della giustizia sportiva) che non sembrano proprio disposti a mollarlo. A Lotito servono 14 voti per restare in sella: li troverà? Sì che li troverà, da qui a mercoledì prossimo farà l'inferno e saprà convincere, lui sa come, chi è titubante. E così, rinnovate le cariche, con questo piano diabolico, ecco che la Lega di A potrebbe presentarsi a pieno titolo, senza bisogno di chiedere in giro pareri , al consiglio federale del 27. Ma, attenzione, Cosimo Sibilia e Renzo Ulivieri hanno portato Tavecchio alla rielezione, il senatore e l'allenatore di lungo corso non hanno alcuna intenzione di rinunciare ad una carica di vicepresidente Figc a favore della Lega maggiore. La stessa Lega maggiore che in occasione delle elezioni di Fiumicino si è spaccata in due, tanto che Tavecchio ha preso meno voti di quello che sperava e anche Abodi si augurava un appoggio maggiore. E qui è meglio che Tavecchio, appena guarito (auguroni), si faccia sentire. Insomma, la Lega è pronta a rinnovare adesso i suoi organi, in tempo limite per sfuggire al commissariamento tante volte evocato da Giovanni Malagò (avesse potuto avrebbe già provveduto) e poi con calma potrebbe pensare a studiare un nuovo sistema di governance, che non venga incontro solo ai desideri delle sei grandi ma tenga conto anche delle altre. Che succederebbe una volta approvato lo statuto? Libertini, Marotta e Lotito si dimetterebbe e si andrebbe di nuovo al voto? O se ne riparla fra quattro anni, se va bene? Ultima domanda: tutto questo sta bene a Malagò?
Federcanoa: Buonfiglio, Rossi e una giustizia (sportiva) troppo lenta
In occasione della presentazione dei programmi della canoa slalom azzurra, il presidente della Fick (Federcanoa), Luciano Buonfiglio, ha parlato anche di quanto deciso dalla terza sezione del Collegio di Garanzia del Coni: "I ricorsi sono stati esaminati dal Tribunale Federale, dalla Corte Federale e sono stati respinti; ieri il Collegio di Garanzia ha ritenuto di rinviare invece alla Corte Federale l'esame del ricorso; ricorso che riguarda le schede, fogli di carta che sono stati letti elettronicamente e che sono andati a finire in uno scatolone che è stato sigillato ed è stato poi aperto davanti al Tribunale Federale, facendo emergere peraltro trecento voti in più per il sottoscritto. Non commentiamo le sentenze, le rispettiamo. Ma come responsabile principale della Federazione e assieme al consiglio federale abbiamo ritenuto fondamentale operare quotidianamente senza preoccuparci dei ricorsi, facendo tantissima attività e oggi siamo qui per presentare questa nuova squadra e per andare a vincere". Insomma, il ricorso di Antonio Rossi, olimpionico, non finisce qui: l'assessore allo sport della Regione Lombardia, difeso dall'avvocato Guido Valori, non si arrende, ed è pronto se necessario ad andare anche al Tar. Una questione politica, visto che Rossi è legato alla Leg Nord? La Federcanoa si era rivolta a dirigenti del Coni per vigilare sulla sua assemblea elettiva: che è successo? Una vicenda intricata. La giustizia sportiva è troppo lenta.
E poi lui, Lotito: gli servono 14 voti per essere confermato. Chi dopo l'elezione di Tavecchio pensava che il sole potesse tramontare sull'impero Lotito si sbagliava di grosso: è vero, a Fiumicino ha fatto un po' di confusione fra la prima e seconda votazione, ma ha sempre un sacco di amici (anche nel mondo della giustizia sportiva) che non sembrano proprio disposti a mollarlo. A Lotito servono 14 voti per restare in sella: li troverà? Sì che li troverà, da qui a mercoledì prossimo farà l'inferno e saprà convincere, lui sa come, chi è titubante. E così, rinnovate le cariche, con questo piano diabolico, ecco che la Lega di A potrebbe presentarsi a pieno titolo, senza bisogno di chiedere in giro pareri , al consiglio federale del 27. Ma, attenzione, Cosimo Sibilia e Renzo Ulivieri hanno portato Tavecchio alla rielezione, il senatore e l'allenatore di lungo corso non hanno alcuna intenzione di rinunciare ad una carica di vicepresidente Figc a favore della Lega maggiore. La stessa Lega maggiore che in occasione delle elezioni di Fiumicino si è spaccata in due, tanto che Tavecchio ha preso meno voti di quello che sperava e anche Abodi si augurava un appoggio maggiore. E qui è meglio che Tavecchio, appena guarito (auguroni), si faccia sentire. Insomma, la Lega è pronta a rinnovare adesso i suoi organi, in tempo limite per sfuggire al commissariamento tante volte evocato da Giovanni Malagò (avesse potuto avrebbe già provveduto) e poi con calma potrebbe pensare a studiare un nuovo sistema di governance, che non venga incontro solo ai desideri delle sei grandi ma tenga conto anche delle altre. Che succederebbe una volta approvato lo statuto? Libertini, Marotta e Lotito si dimetterebbe e si andrebbe di nuovo al voto? O se ne riparla fra quattro anni, se va bene? Ultima domanda: tutto questo sta bene a Malagò?
Federcanoa: Buonfiglio, Rossi e una giustizia (sportiva) troppo lenta
In occasione della presentazione dei programmi della canoa slalom azzurra, il presidente della Fick (Federcanoa), Luciano Buonfiglio, ha parlato anche di quanto deciso dalla terza sezione del Collegio di Garanzia del Coni: "I ricorsi sono stati esaminati dal Tribunale Federale, dalla Corte Federale e sono stati respinti; ieri il Collegio di Garanzia ha ritenuto di rinviare invece alla Corte Federale l'esame del ricorso; ricorso che riguarda le schede, fogli di carta che sono stati letti elettronicamente e che sono andati a finire in uno scatolone che è stato sigillato ed è stato poi aperto davanti al Tribunale Federale, facendo emergere peraltro trecento voti in più per il sottoscritto. Non commentiamo le sentenze, le rispettiamo. Ma come responsabile principale della Federazione e assieme al consiglio federale abbiamo ritenuto fondamentale operare quotidianamente senza preoccuparci dei ricorsi, facendo tantissima attività e oggi siamo qui per presentare questa nuova squadra e per andare a vincere". Insomma, il ricorso di Antonio Rossi, olimpionico, non finisce qui: l'assessore allo sport della Regione Lombardia, difeso dall'avvocato Guido Valori, non si arrende, ed è pronto se necessario ad andare anche al Tar. Una questione politica, visto che Rossi è legato alla Leg Nord? La Federcanoa si era rivolta a dirigenti del Coni per vigilare sulla sua assemblea elettiva: che è successo? Una vicenda intricata. La giustizia sportiva è troppo lenta.