Giovedì 20 aprile, ore 14: si chiudono le candidature per la presidenza del Coni e per la Giunta. Per la presidenza ci sarà un solo candidato (o quasi...), Giovanni Malagò, che così l'11 maggio sarà riconfermato con un plebiscito al suo secondo mandato. Anzi, siccome il Parlamento tarda ad approvare la legge sui mandati (è anni che ne discute), c'è chi teme un ventennio di Malagò alla guida dello sport italiano, visto che ai due mandati attuali potrebbe cumularne in futuro altri tre. Ipotesi possibile solo dal punto di vista teorico: Malagò ha forti ambizioni (la prossima: diventare membro Cio) e in futuro, chissà, potrebbe anche avere un ruolo politico. Impossibile che resti inchiodato vent'anni al Coni. Non è il tipo.
Gira comunque voce oggi che potrebbe esserci una candidatura di bandiera l'11 maggio, quella di Tiziano Zanetello, vicentino, presidente della Fiso (federazione italiana sport orientamento), disciplina associata. Non avrebbe nessuna chance, ovviamente, contro Malagò: ma forse per qualche giorno farebbe conoscere la sua (bella) disciplina. Si vedrà se davvero manderà il modulo entro giovedì 20 aprile. Per quanto riguarda la Giunta, intanto, c'è un affollamento mai visto. E il calcio rischia seriamente di restare fuori dal governo dello sport. Giancarlo Abete (il pignolo, preparatissimo Abete) infatti lascerà la Giunta con soddisfazione di Malagò e Simone Perrotta, che si era candidato al posto di Damiano Tommasi, è stato appena battuto nella corsa al Consiglio Nazionale. E' stato l'ultimo degli eletti fra gli atleti, abbandonato al suo destino da chi avrebbe dovuto aiutarlo. Resta la Giunta. Tavecchio non si candida e ha già espresso il suo gradimento per il suo vicario, Cosimo Sibilia. Ma il senatore di Forza Italia non è affatto un collezionista di poltrone (anche se i 5Stelle pensano il contrario) e sta riflettendo se gli conviene davvero entrare nella mischia. Non si candiderebbe per l'unico posto che spetta ai rappresentanti del territorio, entrando così in conflitto con D'Antoni, Riccardo Viola e Sturani ma, eventualmente, si candiderebbe in quota dirigenti. Ma anche qui c'è un grosso affollamento: Ricci Bitti pare fra i favoriti (e potrebbe fare anche il vicepresidente del Coni visto che la sua amicizia con Bach è importante per le ambizioni Cio di Malagò) poi ci dovrebbero essere Magri, Fraccari, Di Mauro e Anesi. E forse qualche altra sorpresa dell'ultimissima ora. Il calcio non è ben visto da parte di molti votanti: in passato l'allora presidente Gianni Petrucci, che pure era potentissimo, faticò non poco a fare eleggere Abete in Giunta. Malagò incontrerà Sibilia domani, mercoledì, e verrà presa una decisione. Il n.1 dello sport italiano stima molto Sibilia, lo ha voluto lui alla guida della Lega Dilettanti. Per quanto riguarda i presidenti dovrebbero candidarsi Chimenti, Di Rocco, Binaghi, Roda, Rssi, Matteoli, Aracu, Giomi e Ravà. In tutto nove: quattro rimarranno delusi. Insomma, un grande scontro, e una compagna elettorale che dura ormai da tanto.
Il presidente Barelli, il grande nemico di Malagò, non ci sarà in questa partita: potrebbe puntare alla Fina, la Federazione mondiale del nuoto: il 22 luglio, in occasione dei Mondiali, è prevista l'assemblea elettiva (le candidature si possono presentare entro il 22 aprile). Barelli è segretario onorario della Fina, presidente della Len (Lega europea nuoto) e presidente della Fin (la Federazione italiana: ma pende ancora un ricorso del suo sfidante Valentini, pur strabattuto). Barelli era uscito dalla Giunta Coni, al suo posto è entrato Di Rocco. I suoi avvocati gli avevano consigliato di candidarsi alla presidenza del Coni (vedi Spy Calcio del 2 marzo), sfidando apertamente Malagò, ma Barelli preferisce puntare-almeno per ora-alle cariche internazionali, forte anche delle otto medaglie olimpiche.
Gira comunque voce oggi che potrebbe esserci una candidatura di bandiera l'11 maggio, quella di Tiziano Zanetello, vicentino, presidente della Fiso (federazione italiana sport orientamento), disciplina associata. Non avrebbe nessuna chance, ovviamente, contro Malagò: ma forse per qualche giorno farebbe conoscere la sua (bella) disciplina. Si vedrà se davvero manderà il modulo entro giovedì 20 aprile. Per quanto riguarda la Giunta, intanto, c'è un affollamento mai visto. E il calcio rischia seriamente di restare fuori dal governo dello sport. Giancarlo Abete (il pignolo, preparatissimo Abete) infatti lascerà la Giunta con soddisfazione di Malagò e Simone Perrotta, che si era candidato al posto di Damiano Tommasi, è stato appena battuto nella corsa al Consiglio Nazionale. E' stato l'ultimo degli eletti fra gli atleti, abbandonato al suo destino da chi avrebbe dovuto aiutarlo. Resta la Giunta. Tavecchio non si candida e ha già espresso il suo gradimento per il suo vicario, Cosimo Sibilia. Ma il senatore di Forza Italia non è affatto un collezionista di poltrone (anche se i 5Stelle pensano il contrario) e sta riflettendo se gli conviene davvero entrare nella mischia. Non si candiderebbe per l'unico posto che spetta ai rappresentanti del territorio, entrando così in conflitto con D'Antoni, Riccardo Viola e Sturani ma, eventualmente, si candiderebbe in quota dirigenti. Ma anche qui c'è un grosso affollamento: Ricci Bitti pare fra i favoriti (e potrebbe fare anche il vicepresidente del Coni visto che la sua amicizia con Bach è importante per le ambizioni Cio di Malagò) poi ci dovrebbero essere Magri, Fraccari, Di Mauro e Anesi. E forse qualche altra sorpresa dell'ultimissima ora. Il calcio non è ben visto da parte di molti votanti: in passato l'allora presidente Gianni Petrucci, che pure era potentissimo, faticò non poco a fare eleggere Abete in Giunta. Malagò incontrerà Sibilia domani, mercoledì, e verrà presa una decisione. Il n.1 dello sport italiano stima molto Sibilia, lo ha voluto lui alla guida della Lega Dilettanti. Per quanto riguarda i presidenti dovrebbero candidarsi Chimenti, Di Rocco, Binaghi, Roda, Rssi, Matteoli, Aracu, Giomi e Ravà. In tutto nove: quattro rimarranno delusi. Insomma, un grande scontro, e una compagna elettorale che dura ormai da tanto.
Il presidente Barelli, il grande nemico di Malagò, non ci sarà in questa partita: potrebbe puntare alla Fina, la Federazione mondiale del nuoto: il 22 luglio, in occasione dei Mondiali, è prevista l'assemblea elettiva (le candidature si possono presentare entro il 22 aprile). Barelli è segretario onorario della Fina, presidente della Len (Lega europea nuoto) e presidente della Fin (la Federazione italiana: ma pende ancora un ricorso del suo sfidante Valentini, pur strabattuto). Barelli era uscito dalla Giunta Coni, al suo posto è entrato Di Rocco. I suoi avvocati gli avevano consigliato di candidarsi alla presidenza del Coni (vedi Spy Calcio del 2 marzo), sfidando apertamente Malagò, ma Barelli preferisce puntare-almeno per ora-alle cariche internazionali, forte anche delle otto medaglie olimpiche.