Un autentico boom: la finale di Champions, Juventus-Real Madrid, trasmessa in diretta (e in chiaro) su Canale 5 è l'evento televisivo più visto dell'anno - 13 milioni 10 mila spettatori (54,89%) - ed ha superato anche la finale del Festival di Sanremo - 12 milioni 22 mila spettatori (58,4%). Lo ha sottolineato in una nota Mediaset che somma agli spettatori di Canale 5 anche quelli che hanno seguito la partita su Mediaset Premium (786.000, 3.32% di share). La sfida di Cardiff, in termini di share, è stata la sfida di Champions più seguita degli ultimi 14 anni, battuta solo dalla finale fra Juve e Milan a Manchester 2008 che aveva toccato un eccezionale 67.3% di share. Di fronte a questi dati eccellenti, almeno in chiaro Mediaset, potrebbe ripensarci: ha acquistato i diritti dalla Uefa per 220 milioni all'anno, compresa la prossima stagione. Cifra anch'essa eccezionale che nel prossimo contratto, dal 2018 al 2021, né Mediaset nè Sky hanno intenzione di pagare: ma la tv berlusconiana ha un'arma in più, i diritti della prossima stagione. Interessano a Sky? Possibile una trattativa: Mediaset conserverebbe una gara in chiaro di una italiana, e Sky trasmetterebbe tutte le partite in pay. Un specie di pace fra le due rivali. E poi dal 2018? Si sa (vedi Spy Calcio del 31 maggio) che la tv di Murdoch è pronta ad offrire alla Uefa 200 milioni a stagione, rivendendo però una gara in chiaro, al mercoledì, alla Rai per una quarantina di milioni. Mediaset è disposta ad offrire di più a Sky, tagliando così fuori la tv pubblica? Sarebbe un grosso colpo per Viale Mazzini, alla ricerca di un prodotto pregiato. Il tempo stringe, ormai: il 12 giugno la Uefa chiude le trattative e svela le offerte. Ancora prima, sabato 10, si chiude il bando d'asta per i diritti della serie A, sempre al 2018 al 2012. Mediaset ha chiesto alle due Autorità, telecomunicazioni e concorrenza, di bloccare l'asta perché troppo sbilanciata (a favore di Sky). A Cologno sono convinti che a giorni arriverà lo stop. In Lega e a Infront, l'advisor, sono altrettanto convinti che il bando abbia rispettoto alla lettera tutte le raccomandazioni delle Autorità sulle linee guida. Ma adesso c'è di mezzo anche la Champions che potrebbe cambiare le carte in tavola...
Pentathlon senza pace: Magini torna presidente
Valter Magini torna a guidare la Federazione Italiana Pentathlon Moderno, splendida disciplina olimpica senza pace. All'assemblea straordinaria elettiva si sono presentati 173 delegati su 188 (92% tra società, atleti e tecnici). Due i candidati alla presidenza: Valter Magini e Camillo Franchi Scarselli (il terzo candidato, Gianfranco Cardelli, ha ritirato la candidatura in extremis). Dopo la prima votazione, in cui non è stato raggiunto da nessuno dei due candidati il quorum di 339 voti (332 voti per Magini e 328 per Franchi Scarselli), si è tornati al voto e Magini, con 346 preferenze (51,3%), è stato eletto presidente. Per Franchi Scarselli, invece, 326 voti (48,7%). Dopo l'elezione di Magini sono stati eletti i 10 consiglieri federali (dei quali 7 in quota dirigenti, 2 in quota atleti e 1 in quota tecnici) e il presidente del Collegio dei revisori dei conti. "Volevo ringraziare tutti coloro che mi hanno votato, e un particolare ringraziamento va al precedente uscente Fabrizio Bittner che ha fatto un passo indietro sostenendomi in questa campagna elettorale - il commento del nuovo numero uno della Fipm - Agli altri che non mi hanno votato, dico che la porta in Federazione è sempre aperta". Nato a Roma il 15 luglio 1947, laureato in Scienze dell'Educazione fisica e dello sport all'Università nazionale di Atene, Magini è professore associato e delegato dello sport all'Università degli studi di Roma "Foro Italico". Insignito della Stella d'Oro al merito sportivo dal Coni nel 2002, è nel mondo del pentathlon moderno dagli anni '90 e già dal 2013 al 2016 è stato presidente della Fipm. La Federazione è stata commissariata, Magini era stato battuto da Bittner poi impallinato dai suoi consiglieri. Si è tornati così alle urne, Bittner ha fatto un passo indietro (sarà vicario?) appoggiando il suo ex rivale e così Magini, seppure a fatica, è tornato al comando. C'è da sperare che ora il pentathlon abbia un periodo di tranquillità e Magini possa dare nuovo impulso.
Pentathlon senza pace: Magini torna presidente
Valter Magini torna a guidare la Federazione Italiana Pentathlon Moderno, splendida disciplina olimpica senza pace. All'assemblea straordinaria elettiva si sono presentati 173 delegati su 188 (92% tra società, atleti e tecnici). Due i candidati alla presidenza: Valter Magini e Camillo Franchi Scarselli (il terzo candidato, Gianfranco Cardelli, ha ritirato la candidatura in extremis). Dopo la prima votazione, in cui non è stato raggiunto da nessuno dei due candidati il quorum di 339 voti (332 voti per Magini e 328 per Franchi Scarselli), si è tornati al voto e Magini, con 346 preferenze (51,3%), è stato eletto presidente. Per Franchi Scarselli, invece, 326 voti (48,7%). Dopo l'elezione di Magini sono stati eletti i 10 consiglieri federali (dei quali 7 in quota dirigenti, 2 in quota atleti e 1 in quota tecnici) e il presidente del Collegio dei revisori dei conti. "Volevo ringraziare tutti coloro che mi hanno votato, e un particolare ringraziamento va al precedente uscente Fabrizio Bittner che ha fatto un passo indietro sostenendomi in questa campagna elettorale - il commento del nuovo numero uno della Fipm - Agli altri che non mi hanno votato, dico che la porta in Federazione è sempre aperta". Nato a Roma il 15 luglio 1947, laureato in Scienze dell'Educazione fisica e dello sport all'Università nazionale di Atene, Magini è professore associato e delegato dello sport all'Università degli studi di Roma "Foro Italico". Insignito della Stella d'Oro al merito sportivo dal Coni nel 2002, è nel mondo del pentathlon moderno dagli anni '90 e già dal 2013 al 2016 è stato presidente della Fipm. La Federazione è stata commissariata, Magini era stato battuto da Bittner poi impallinato dai suoi consiglieri. Si è tornati così alle urne, Bittner ha fatto un passo indietro (sarà vicario?) appoggiando il suo ex rivale e così Magini, seppure a fatica, è tornato al comando. C'è da sperare che ora il pentathlon abbia un periodo di tranquillità e Magini possa dare nuovo impulso.