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Juve, 20 milioni in meno con la nuova ''Melandri''

(afp)
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Lo ha promesso, "modificherò la legge Melandri". Ne parla da febbraio il ministro dello sport, Luca Lotti: ora è arrivato il momento della verità. Le modifiche alla legge sui diritti tv, che tanto stanno a cuore ai club, dovrebbero entrare nella prossima Legge di stabilità: lo spera Lotti, ci sta provando con tutte le forze. Aspetta ancora una risposta dal Mef (ministero economia finanza) e poi è fatta. Il ministro ha le idee chiare. In febbraio, in una intervista alla Gazzetta, aveva detto: "Sono disposto a far salire fino al 50% la divisione delle risorse in parti uguali (ora sono al 40 per cento, ndr). Ma poi servono parametri maggiormente misurabili. La valutazione dei risultati sportivi, per esempio, deve essere fatta sugli ultimi cinque anni e non andando indietro di mezzo secolo. Il bacino d'utenza e il numero dei tifosi definiti con metodi che possono apparire approssimativi vi sembrano giusti? Il concetto di base, comunque, non sarà togliere ai ricchi per dare ai poveri. Il riequilibrio si può ottenere in modo diverso". Niente Robin Hood, insomma, ma la volontà di ridurre la forbice fra grandi e piccole. La "Melandri", in questi anni, non c'è riuscita: vincono sempre le solite, le altre si indeboliscono. I tempi degli scudetti di Verona, Cagliari, Samp sono lontani ormai anni luce (e chissà se torneranno). E' un altro calcio. Le Coppe europee, per chi le fa, portano tanti soldi e aumenteranno il divario (basta pensare che il prossimo anno ci saranno quattro italiane in Champions). Lotti è un vero appassionato di calcio, lo ha praticato, ha fatto l'allenatore, lo pratica ancora (poco): ha incontrato nel suo ufficio a due passi da Palazzo Chigi presidenti, dirigenti, general manager, avvocati. La nuova "Melandri" è attesa con interesse da parte dei club medio-piccoli, che ne avrebbero i maggiori vantaggi, e anche con un pizzico di timore da parte delle grandi società. C'è chi sostiene che toccherebbe alla Lega di A, in base alla legge, stabilire certi parametri e non al governo. E' presto per fare calcoli, mancano ancora i dettagli sul progetto: ma una Juventus rischierebbe di prendere circa 15-20 milioni all'anno, le altre grandi un po' meno. Juve e c. possono recuperare quei soldi persi in Italia con le Coppe europee, ma sarebbe un errore non mettere limiti a chi dalla nuova legge avrà dei vantaggi consistenti. Bisognerebbe obbligare i club ad investire una parte di quei soldi nei vivai. Negli stadi è difficile, non sono di proprietà (tranne casi rari). Ma almeno per curare i giovani. Altrimenti c'è il rischio che qualche presidente possa approfittare e quei soldi in più finiscano nelle sue aziende (o nelle sua tasche). Attenti, quindi.

Malagò: "La Lega di A? Pazzesco se non va a dama"
"La Lega riuscirà a eleggere il presidente? I fatti sono acclarati, mi sembra che il 10 l'assemblea metterà nero su bianco gli elementi statutari, il che dovrebbe portare in 7-10 giorni ad avere nuove elezioni con questa nuova governance, sarebbe pazzesco se non si riuscisse ad andare a dama". Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, a Radio Anch'Io Sport su Radio 1. "La riforma dei campionati? Mi sembra un discorso di buon senso, il peso politico di poche società hanno determinato un fermo statutario per passare da 20 a 18 squadre. Ma dalla B alla A rientrano o subito quelle retrocesse o addirittura squadre che vengono dalla Lega Pro..."
 
La Figc apre altri 10 centri federali territoriali
Ci crede e investe tanti soldi, 9 milioni, la Figc: i centri federali territoriali saranno trenta a fine mese, in tutta Italia. Entro ottobre infatti verranno aperti quelli di Gela (Caltanisetta), Alba, Casalnuovo (Napoli), Parabita (Lecce), San Giuliano Terme (Pisa), Casarsa della Letizia (Pordenone), Crescenzago (Milano), Gatteo Mare (Forlì Cesena), Ponte di Nona (Roma) e Recanati. I Cft servono per formare i giovani, ragazzi e ragazze. In Germania hanno funzionato, ora tocca a noi.

Domenica Sportiva, 1.400.000 spettatori
Ecco gli ascolti delle trasmissioni domenicali di Rai Sport. Novantesimo minuto, affidato anche quest'anno a Paola Ferrari e Alberto Rimedio, ha fatto 1.040.000 spettatori, 6,7% di share. La Domenica Sportiva, che quest'anno va in onda dalle 22,59 alle 25,04, è condotta da Giorgia Cardinaletti e Riccardo Cucchi: ottimi gli ascolti, ieri. 1.410.000 spettatori e 11,8% di share. Si consolida Antidoping, la trasmissione di Alessandro Antinelli: la puntata dedicata alla saga dei "Gauccis" ha fatto 640.000 spettatori, con il 3,5% di share. Forse andare in onda alle 19 di domenica, su Rai 2, non è un orario felicissimo. Ma l'esperimento va incoraggiato.

Stop a 9 Paesi. Urso:"Speriamo di poter salvare la pesistica"
"Speriamo di essere ancora in tempo per salvare la pesistica, lavoreremo sodo per raggiungere questo obiettivo". Il giorno dopo la decisione dell'IWF di confermare lo stop di un anno per 9 Paesi (per i quali le nuove analisi sui campioni dei Giochi di Pechino e di Londra hanno dato almeno 3 positività: Russia, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Cina, Moldavia, Kazakistan, Turchia e Ucraina), arrivano le dichiarazioni del presidente della Federazione Europea e Italiana di Pesistica Olimpica, Antonio Urso. "Nell'ultima riunione la Federazione Internazionale ha approvato interamente il mio programma elettorale, il che mi fa pensare che avevo ragione. Sono proposte che io avevo presentato anni fa e che se fossero state accolte subito, avrebbero evitato i provvedimenti presi oggi. Mi riferisco in particolare ad alcuni aspetti, ieri accolti all'unanimità: il cambio di categorie di peso, per il quale faremo uno studio importante, all'interno della commissione selezionata per l'occasione, che verrà presentato al congresso di Los Angeles. La qualificazione individuale degli atleti, che entrerà in vigore da gennaio 2018, esattamente come il cambio di categoria. Inoltre il controllo antidoping verrà svolto da un'autorità di controllo indipendente, che renderà più sicuro tutto il meccanismo.
Purtroppo l'esclusione di un anno di 9 Paesi non è un fattore positivo ma è il conto di una serie di scelte fatte nel tempo e che ora ci si è presentato sul tavolo internazionale. Quello che dispiace è che non si tratta di casi sporadici, bensì di Nazioni che reiterano in ambito doping. Si sarebbe potuto evitare ma speriamo di essere ancora in tempo per riportare la pesistica su una strada pulita. A tal proposito è in discussione l'idea di creare un'Accademia Internazionale di Pesistica, ad Astana in Kazakistan, che potrebbe contribuire a bonificare il sistema e a creare una sana cultura della pesistica".