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Figc, Tommasi va avanti: "Bisogna scegliere i compagni di viaggio"

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"La mia candidatura resta. Siamo tutti convinti. Sappiamo com'è il sistema elettorale e sappiamo soprattutto quali sono i candidati e che quindi dobbiamo trovare il modo di fare eleggere alla presidenza Figc un ex calciatore, le difficoltà ci sono e ci saranno": lo dice il n.1 dell'Aic, Damiano Tommasi, dopo il consiglio direttivo. "Ho parlato con i dirigenti di società e c'è da capire cosa è per noi rinnovamento. Si dà per scontato che le parti siano due. Quindi noi oggi volevamo ribadire che sono tre. C'è anche Tommasi". "Non è escluso che qualcuno faccia un passo indietro anche prima di domenica. E' proprio una delle cose che non è stata esclusa. Ad oggi, però, non c'è perché non è chiara la situazione e bisogna scegliere i compagni di viaggio" spiega ancora Tommasi. "L'ultima volta che ho tirato indietro la gamba era il 2004 e so…
"La mia candidatura resta. Siamo tutti convinti. Sappiamo com'è il sistema elettorale e sappiamo soprattutto quali sono i candidati e che quindi dobbiamo trovare il modo di fare eleggere alla presidenza Figc un ex calciatore, le difficoltà ci sono e ci saranno": lo dice il n.1 dell'Aic, Damiano Tommasi, dopo il consiglio direttivo. "Ho parlato con i dirigenti di società e c'è da capire cosa è per noi rinnovamento. Si dà per scontato che le parti siano due. Quindi noi oggi volevamo ribadire che sono tre. C'è anche Tommasi". "Non è escluso che qualcuno faccia un passo indietro anche prima di domenica. E' proprio una delle cose che non è stata esclusa. Ad oggi, però, non c'è perché non è chiara la situazione e bisogna scegliere i compagni di viaggio" spiega ancora Tommasi. "L'ultima volta che ho tirato indietro la gamba era il 2004 e sono stato fermo 16 mesi. Prima di rifarlo, quindi, ci penserò cento volte e non è certo che poi si faccia. Sono convinto che la mia candidatura abbia un suo perché". Poi conferma la linea comune con l'Aiac: "Abbiamo visto Ulivieri, c'è la volontà di stare insieme".

"Tommasi va avanti con la sua candidatura? È coerente con quanto aveva deciso quando è sceso in campo: bisogna dargliene atto". Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò. "Cosa succederà non lo so, certo ci si presenta molto divisi e spaccati all'assemblea: ognuno giudichi se è una cosa normale -rimarca il numero uno dello sport italiano a margine della presentazione del 6 Nazioni 2018 di rugby- A meno che qualcuno non tradisca i propri rappresentanti e decida di fare una cosa diversa nell'urna, la matematica non è una opinione: per arrivare al 51% servirà andare avanti con le votazioni, a meno che da qui al 29 gennaio non succedano cose diverse".

L'Aic, che non è interessata a mettere le mani sul settore giovanile e scolastico della Figc (Vito Tisci resterà al suo posto), punta a rimpossessarsi della parte tecnico-sportiva, a cominciare dal Club Italia. Non si sa ancora con chi starà Tommasi: con Gravina? Con Sibilia? Decisivi i prossimi giorni. "E' stato un incontro-verifica delle nostre posizioni. C'è la volontà di proseguire insieme con obiettivi comuni. Vogliamo evitare il commissariamento, che sarebbe un fallimento per tutto il movimento, ed evitare quella che considererei una farsa, cioè il ballottaggio o la quarta votazione": lo dice il presidente dell'Associazione italiana allenatori (Aiac), Renzo Ulivieri, commentando l'incontro di oggi con Tommasi. "'Venerdì - prosegue - vorremmo uscire con una posizione ben definita. Confrontandoci con le altre Leghe. Una maggioranza definita è possibile e bisogna cercare unità di intenti. Al momento ci sono componenti che non si sono ancora espresse, come la Lega Serie A e la Lega B".

Gli altri due rivali, Sibilia e Gravina, intanto fanno sentire la loro voce. "L'esclusione dai Mondiali rappresenta il massimo della negatività. Tutti dobbiamo trovare il modo di far risorgere il nostro calcio. Si ripartirà dalla Nazionale e dalle riforme". Così Cosimo Sibilia. " Cerco di portare avanti il recupero di coesione e unità. La centralità è il consiglio federale, con la divisione dei ruoli tra la sfera decisionale e quella dell'agire - aggiunge -. Io rappresento l'area di base, la sterminata area dei dilettanti. Questa base mi ha voluto fortemente. Rifiuto l'idea di una visione riformista e conservatrice, non ci sono differenze. La Lnd ha dimostrato di essere al passo con i tempi. Dobbiamo ripartire dal rilancio del calcio giovanile. Penso al potenziamento dei centri federali, alla valorizzazione dei talenti, al Club Italia, coinvolgendo un ex calciatore, a premiare le eccellenze fino all'apertura al calcio di vertice e alla riforma dei campionati professionistici". "Avverto di avere un debito verso un mondo di cui sono parte e in cui ho cercato di dare un contributo positivo, impegnandomi. E' una metafora della vita. La mia è una candidatura di rottura rispetto al passato e di riflessione". Lo dice Gabriele Gravina. "Ci sono similitudini con il percorso del Castel di Sangro, che portai in Serie B. Tante volte c'è stata per me una prima volta, direi che si rinnova la storia di Davide contro Golia. Il calcio non è di chi ha il potere di maggioranza relativa. Punto su nuove idee, che partono dalla condivisione e la coesione senza arroccamenti. Metto al centro la sostenibilità del nostro calcio. Senza la sostenibilità non c'è futuro. Va ottimizzato il prodotto, proiettandosi alla crescita con una maggiore apertura al mondo dell'innovazione attraverso due direttrici come la valorizzazione dei vivai e le infrastrutture. Sono necessarie le riforme: dalla giustizia sportiva ai campionati e lo Statuto, rafforzando il radicamento sul territorio". "Sibilia e Tommasi? Sono due personalità diverse. Con Tommasi c'è un dialogo aperto da due anni, fatto di riflessioni e la ricerca costante di convergenze. Sibilia fa politica e rappresenta la vecchia maggioranza da me avversata per la visione riduttiva e miope. Spero che le candidature si riducano. Ci sono due aree politiche distinte a confronto". Gravina nei giorni scorsi aveva anche parlato anche di "pressioni esterne": a chi si riferiva? Meglio, a questo punto, essere chiari.

Nel caos più totale intanto la Lega di A, divisa in correnti. Anche oggi non ha combinato nulla, resta il vecchio statuto col quorum a 14 che paralizza tutto e non si trova l'accordo sui vertici. Cairo ha presentato la candidatura di Javier Tebas, ora n.1 della Liga di Spagna, come futuro ad. Ma Tebas chiede oltre un milione all'anno, e ha pessimi rapporti con Fifa e Uefa quando il calcio italiano (da Tavecchio ad Agnelli, da Uva a Evelina Christillin) è stimatissimo a livello internazionale. Difficile che passi Tebas. Per la presidenza di Lega, Tavecchio non si attende (ha l'appoggio di Lotito che punta ad un posto da consigliere federale): in corsa anche Nicoletti e Cantamessa. Non dovesse farcela l'ex n.1 della Figc punterebbe sulla Lega Dilettanti, nell'eventualità ovviamente che Sibilia venga eletto ai vertici della Figc. Venerdì altra riunione a Milano. Domani, martedì, intanto si riunisce a Firenze la Giunta Coni: verrà mandata un'altra lettera di sollecito alla Figc ma ai presidenti di A poco importa, sono commissariati da 9 mesi e dopo il 29 gennaio, quando scade il mandato di Tavecchio, verranno commissariati da nuovo. Malagò ha le mani legate.
 
Rai Sport, ottimi ascolti per Novantesimo Minuto con mercato e intervista a Toscani
Un ottimo ascolto per Novantesimo Minuto, condotto da Paola Ferrari e Alberto Rimedio, alla ripresa del campionato: un milione 604.000 spettatori, 8,57% di share. Una trasmissione vivace, che ormai ha una sua connotazione. Buona l'idea di dedicare una finestra al mercato, con le ultime notizie di Paolo Paganini. Durante i "Tempi Supplementari", che hanno fatto il primato stagionale, inoltre è andata in onda l'intervista di Amedeo Goria riservata a personaggi fuori dal mondo dello sport: la prima ha visto di scena Oliviero Toscani, brillante e provocatore. Non benissimo la Domenica Sportiva, affidata a Giorgia Cardinaletti, che pure aveva il traino di Inter-Roma e Gasperini ospite: un milione 206.000 spettatori, 9,35% di share. La Ds fatica a decollare: è sbagliata la formula?

 
Alla Luiss incontro con i settori giovanili di serie A e B
Prosegue il percorso di formazione e aggiornamento avviato dal Settore Giovanile e Scolastico negli ultimi anni. Domani 23 gennaio, presso la sede dell'Università Luiss Guido Carli di Roma, è in programma l'incontro con i responsabili dei settori giovanili delle società di Serie A e Serie B. Un appuntamento importante che permetterà ai rappresentanti dei 42 club coinvolti nelle principali manifestazioni agonistiche di confrontarsi con la struttura presieduta da Vito Tisci di confrontarsi su temi di interesse comune. Dai campionati giovanili, appunto, alle norme relative ai tesseramenti e alla tutela dei giovani tesserati, fino all'attività del Club Italia, dei Centri Federali Territoriali e al calcio femminile: un'intensa giornata di lavoro che toccherà ogni aspetto riguardante le società coinvolte, nell'ottica di una costante e ulteriore crescita del movimento. Significativa la presenza di Des Ryan, Head of sports medicine and athletic development dell'Arsenal FC, che porterà il suo prezioso contributo nell'ambito delle best practices internazionali. Presente anche il Coordinatore delle Squadre Nazionali Giovanili, Maurizio Viscidi, a sottolineare l'importanza della sinergia con la struttura federale soprattutto in ottica di crescita del movimento giovanile. Al termine dei lavori, spazio alle domande per chiudere un confronto costruttivo finalizzato a uno sviluppo e a una programmazione proficua ed efficace.