Spycalcio

La nuova Lega di Malagò

5 minuti di lettura
Sempre più vicini alla Premier League: non solo ci sarà il Boxing Day e si giocherà quindi il giorno di Santo Stefano, il 26 dicembre. Ma il mercato si chiuderà prima dell'inizio del campionato, per evitare polemiche e sospetti del passato. Insomma, proprio come in Inghilterra. Giovanni Malagò, commissario della Lega di A, ha fatto un ottimo lavoro. Accusato di essere troppo decisionista, ha trovato comunque un largo consenso da parte dei presidenti, per troppo tempo incapaci di dare uno sviluppo al modello serie A. Modificato in parte anche il format di Coppa Italia, sorteggio del campo nelle sfide di A . Insomma, c'è aria nuova in Lega.

Malagò ha dimostrato fiuto politico: quando era in Corea, Lotito e Cairo hanno tentato il blitz, cercando di risolvere l'annosa questione della governance di Lega. Malagò (con l'aiuto di Marotta, Romei e Baldissoni) si è opposto, è tornato e ha proposto come presidente Gaetano Micciché. Poteva forse dire di no Cairo visto che il presidente di Banca Imi, che ha finanziato tante operazioni importanti, è anche nel cda di Rcs? Verrà comunque corretto lo statuto della Lega per evitare il conflitto di interessi. Poteva forse opporsi, il senatore di Forza Italia, Lotito visto il fratello di Micciché, Gianfranco, è uomo di punta di Berlusconi in Sicilia? Ecco, quindi il consenso unanime dei club, "messo per scritto" spiega il commissario: il 19 marzo la Lega avrà il suo nuovo presidente. E l'ad? Qui, giustamente, si aspetta l'Antitrust che il 25 si pronuncia sull'operazione Mediapro: ci vorrà uno che si intende (anche) di diritti tv. A Malagò, dopo alcuni no (fra cui quello di Paolo Dal Pino), non spiacerebbe affatto Marzio Perrelli, giornalista-manager-banchiere : profilo di alto livello, d'accordo, ma di banchiere in Lega ci sarà già Micciché, due forse sono troppi. E bisognerà sentire anche che ne pensano i presidenti. Molti di loro vorrebbero Luigi De Siervo, ad di Infront Italia, l'uomo che ha portato, sta portando, in cassa 1400 milioni. Se la decisione si avrà fra un mese, allora De Siervo tornerà in ballo (anche se Malagò e Cairo non sembrano entusiasti) perché il contenzione fra Lega e Infront, contenzioso da 8 milioni, è in via di definizione. Se decideranno prima, allora dovranno trovare un'altra candidatura. Intanto, dal 2021 probabile addio dell'advisor Infront: la Lega se la sbrigherà da sola. Per il consiglio federale, due posti a disposizione: in pole position Marotta e Lotito, i due grandi nemici. In corsa per un posto di consigliere federale anche Umberto Gandini (Roma) e Luca Percassi (Atalanta) mentre in consiglio di Lega candidati Giulini (Cagliari), Fassone (Milan) e Pozzo jr. (Udinese). Per il ruolo di consigliere indipendente della Lega di A, in corsa Maurizio Casasco, favorito (ha un passato nel calcio), Diana Bianchedi e Letizia Moratti. Carlo Tavecchio è fuori, definitivamente. Come dg della Lega, non ci dovrebbero essere dubbi sulla conferma di Marco Brunelli, che ha lavorato bene in questi anni tempestosi e conosce il calcio europeo come pochi.

Malagò, come detto, sa muoversi nel mondo della politica: è amico di Veltroni come di Gianni Letta, è stato al fianco di Renzi e Lotti. Un autentico bipartisan. Ma non tripartisan. Con la Lega Nord (non calcio) ha avuto qualche attrito, peggio con i 5 Stelle. E da lì potrebbero arrivare problemi, a Malagò e pure al Coni. In un'intervista dello scorso anno alla Gazzetta, l'onorevole Simone Valente, responsabile sport del Movimento 5 Stelle, aveva difeso la scelta di dire no a Roma 2024, "sarebbe stato un salto nel buio", Che farà ora con l'ipotesi di una candidatura ai Giochi invernali del 2026? In ballo ci sono Torino e Milano. Sulla scelta della città la parola spetta al Coni (e Torino ha già avuto i Giochi 2006), sulla candidatura decisivo anche l'appoggio del governo. Maroni era d'accordo, la Appendino aveva stabilito con Malagò di aspettare l'esito delle elezioni. E adesso? C'è da decidere in fretta, gli altri sono già avanti.Valente in quella intervista aveva sottolineato anche la sua idea di sport, "con lo Stato che prende in mano la materia senza intermediari, finanziando direttamente le Federazioni come nel modello olandese. E con un Coni che utilizza le sue energie per curare l'alto livello mettendo a disposizione le sue eccellenze". Potrebbero diminuire i contributi dello Stato al Coni, ora 400 milioni l'anno, e al Comitato olimpico italiano toccherebbe solo la preparazione olimpica. Previsto quindi un ministero dello sport, con portafoglio. "Direi con una struttura, capace di dare le linee guida, sulla promozione, sullo sport per tutti, sulla scuola. In questa struttura dovranno trovare posto una serie di competenze che oggi il sistema non sfrutta: Cnr, università, facoltà di scienze motorie, tecnici". E la vigilanza? Ecco la bordata. " Io penso che in questi anni il Coni in certe circostanze abbia chiuso gli occhi su alcune situazioni, e che il Ministero abbia fatto altrettanto con il Coni". Insomma, non tira una bella aria. "I risultati delle elezioni? Come funzionario pubblico non commento e non faccio il tifo per nessuno. Aspetto di confrontarmi nel più breve tempo possibile ma vanno rispettati i tempi". Lo dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò, rispondendo a chi gli chiede una sua lettura del voto. "Se da parte di chi governerà mi aspetto attenzione verso il nostro mondo? Io faccio un discorso di buonsenso: lo sport è un tema centrale del pianeta e in particolare nel nostro Paese - specifica a margine di un'iniziativa al Foro Italico - Non vedo perché non ci debba essere attenzione e sensibilità nei confronti del nostro mondo. Peraltro, con le nostre criticità e complessità, abbiamo fatto sempre fare bella figura al Paese. Poi si possono fare anche risultati migliori e c'è sempre il tema della scuola che mi sta a cuore". "Credo che qualsiasi italiano auspichi un governo che sia autorevole, credibile, forte e che possa portare avanti le istanze dei tanti problemi che ci sono nel nostro Paese", prosegue Malagò, che anche sull'ipotesi di Adriano Galliani come possibile ministro per lo Sport, preferisce non schierarsi: "Se dicessi sì sarebbe un endorsement e sarei di parte, se dicessi no non sarei una persona onesta intellettualmente perché Galliani è sicuramente una persona competente, molto appassionato anche degli altri sport. Ma non faccio il tifo per nessuno, in questi anni abbiamo chiesto rispetto ma allo stesso tempo abbiamo sempre rispettato a nostra volta qualsiasi tipo di istituzione. Sfido chiunque a sostenere il contrario".
 
Nicchi spera in un commissariamento breve. "Si deve ripartire"
"Commissariamento Figc breve? Sono rispettoso dei commissari, come Aia fin da subito abbiamo dato la nostra disponibilità a parlare di tutto e a mettere in evidenza le cose che funzionano bene e quelle che possono essere migliorate. Auspico che gli organi si costituiscano il prima possibile, ci sono tante cose da fare, poi valuterà Malagò per la Lega e Fabbricini per la Figc i tempi per tornare alle urne, ma sono convinto che ci sono i mezzi e gli uomini per prendere in mano questa situazione". Lo ha detto ai microfoni de 'La politica nel pallone', su Gr Parlamento, il presidente dell'Associazione italiana arbitri, Marcello Nicchi. Ma il commissariamento della Figc dipende dalla Lega di A: Fabbricini ha già avviato i contatti (con Nicchi ha parlato più volte)
ma ora aspetta che ci sia anche un presidente della Lega maggiore e tutti gli organi costituiti. Poi, darà un colpo di acceleratore.
 
Tisci: "La Figc investe sempre più sui giovani"
Dopo le aperture dei Centri Federali Territoriali di Recco (Genova), Sorbolo (Parma) e Carmagnola (Torino) dello scorso 26 febbraio, il programma del Settore Giovanile e Scolastico finalizzato a sviluppare presidi territoriali per la formazione dei giovani calciatori e degli educatori giovanili avanza inaugurando strutture di Ruvo di Puglia (Bari), Formello (Roma) e Cologno al Serio (Bergamo). Con i nuovi 3 CFT, il programma tecnico avviato dalla FIGC raggiunge quota 36 poli d'eccellenza operativi in tutta Italia, che diventeranno 37 mercoledì 7 marzo con l'avvio delle attività nel CFT di Viggiano (Potenza). "Ci tengo a ringraziare tutti quelli che hanno lavorato in questi mesi per l'apertura del Centro Tecnico Federale - ha dichiarato il presidente del Settore Giovanile e Scolastico Vito Tisci intervenendo all'inaugurazione del CTF di Ruvo di Puglia - porto i saluti del Commissario straordinario della FIGC Roberto Fabbricini, che è molto vicino al Settore Giovanile e Scolastico, ma soprattutto alla politica del calcio giovanile in Italia. Ringrazio i relatori qui presenti, il presidente della Ruvese Calcio, Paolo Columella, e il Sindaco di Ruvo di Puglia Pasquale Chieco, che ha messo a disposizione la sua struttura e ha dimostrato grande sensibilità verso lo sport. Qui nasce il terzo centro federale ed è un biglietto da visita importante per la città di Ruvo. La Federazione sta investendo tanto nei giovani perché ci crediamo. Come dirigenti federali abbiamo un dovere, quello di formare i futuri cittadini del nostro paese".

I record di Supertennis: quasi 500.000 contatti per Fognini
La Federtennis di Angelo Binaghi è l'unica Federazione ad avere una sua tv, Supertennis: in occasione della finale di San Paolo, ha ottenuto un ottimo ascolto. Il successo di Fognini è stato visto da 125.062 spettatori, con 471.423 contatti e share dello 0,76%. L'ascolto medio dall'inizio dell'anno è dello 0,14% di share, in crescita anche in contatti (a febbraio record di sempre: 901.892. E adesso arrivano gli Internazionali di Roma...