Javier Tebas ha il dente avvelenato: in una lunga intervista su un quotidiano sportivo, il dirigente a capo della Liga di Spagna ha attaccato il calcio italiano. Evidentemente ci è rimasto male per il fatto di non essere stato scelto come ad della Lega di serie A. Una uscita fuori luogo (vedi Spy Calcio del 28 aprile) che ha indispettito molti dirigenti in Italia. Fra questi Sky, che oggi ha risposto con una lunga e dura nota. "Javier Tebas dedica un'intera colonna a Sky, come un editoriale. Merita una risposta il presidente della Liga, ancora fresco di rinnovo di contratto con stipendio quadruplicato dopo essere stato candidato dall'editore e presidente Urbano Cairo a diventare amministratore delegato della Lega Serie A. Ma soprattutto la meritano i nostri abbonati, che poi sono quelli a cui teniamo di più e per i quali lavoriamo ogni giorno. Per offrire ai clienti il meglio, sempre, Sky ha speso per il calcio italiano più di chiunque altro. Negli ultimi 15 anni ha versato nelle casse dei club oltre 7 miliardi di euro e ha anche investito, stagione dopo stagione, per far crescere la bellezza del prodotto. In qualità editoriale, passione, tecnologia, innovazione e spettacolarità dell'immagine. E se il nostro è ancora uno dei campionati più importanti al mondo, lo deve certamente agli investimenti delle proprietà dei club, ma anche agli abbonati che hanno sostenuto il calcio e ai professionisti che lo hanno prodotto, mostrato, promosso e venduto: Sky ha valorizzato il marchio "serie A" come nessuno, ha esaltato il bello di questo sport. Curioso che Tebas non tenga conto di tutto questo. Dov'era in questi anni? Perché dice cose così poco precise e poco verificate su Sky e sul calcio italiano, nonostante dichiari di averne studiato il modello. E dato che il modello spagnolo certamente lo conosce, verrebbe da chiedergli come mai oggi i valori della Liga e della Serie A sono vicini per quel che riguarda i diritti domestici. Questo, nonostante ci giochino i due calciatori più forti e popolari nel mondo, Messi e Ronaldo. Non dice che a Sky e agli altri broadcaster non è stata data finora l'opportunità di concorrere, di fatto, per l'intera posta dei diritti Serie A, com'è stato concesso a Mediapro, o nemmeno per un'esclusiva parziale, come accade in tutti i campionati europei, Liga inclusa. E' curioso anche che Tebas usi le stesse identiche parole proprio di Mediapro, sarà questione di comunanza linguistica, o di comune sentire, dato che i rapporti sono strettissimi e il presidente della Liga tifa per i catalani anche in Italia. Lasci lavorare chi da anni si impegna per il calcio italiano, la Federazione, la Lega, le squadre e le televisioni. E non si permetta di accusare Sky di avere posizioni di privilegio: se questa azienda è ancora qui oggi ad investire e ad innovare lo deve solo alle sue capacità ed alla forza di battersi nel settore pay tv più competitivo d'Europa". Sky, nella sua nota, aggiunge: "E' soltanto compito della Lega decidere come vendere i suoi diritti. E noi faremo come sempre la nostra parte, se ci verrà consentito. Sky, il calcio, lo ama davvero. E siamo orgogliosi di averlo sostenuto anche quando squadre come il Napoli e il Genoa sono andate in serie C, o il Parma in serie D. Lo continueremo a fare nell'interesse dei nostri abbonati, i veri pilastri di quel calcio che vogliamo, ancora, contribuire a far diventare sempre più grande." Con gli spagnoli, Tebas e Mediapro che siano, il calcio italiano sinora non è stato molto fortunato: Cairo si è disamorato, non si è candidato nemmeno per il consiglio di Lega dopo che gli hanno fatto saltare il suo piano.
Sibilia-Gravina e c., il programma è quasi pronto. Fabbricini al contrattacco
Il programma è quasi pronto: entro il 7 maggio Sibilia, Gravina, Tommasi e Nicchi si dovrebbero ritrovare per mettere a punto nei dettagli un piano comune e scegliere il traghettatore. Poi saranno raccolte le firme e verrà chiesto al commissario Fabbricini di tornare al voto entro sessanta giorni. Il traghettatore, assicurano, non sarà un ex presidente federale: quindi, niente Carraro, Matarrese e Abete. Intanto, Malagò e Fabbricini non stanno certo a guardare: per loro è necessario non solo un nome nuovo alla guida della Figc ma anche una commissariamento lungo, almeno sino a febbraio 2019. Cosa che Sibilia e c. vogliono assolutamente scongiurare. Fabbricini intanto il 2 maggio ha convocato a via Allegri sia Sibilia che Gravina (niente Nicchi e Tommasi). Il motivo? Forse si parlerà di seconde squadre e di calcio femminile con il progetto di portare almeno serie A e B in seno alla Figc per utilizzare i soldi Uefa. Tutti i club di A, a cominciare dalla Juve e dal Brescia che guidano la classifica, sono a favore. Sibilia è contrario e cercherà di opporsi. Forse Fabbricini parlerà anche del progetto di dare più peso alla Lega di A: ma a chi togliere? Due punti in meno all'Aia (arbitri) come deciso dal Coni anche se Nicchi fa resistenza, ma poi? Sibilia tiene duro il suo 34 per cento, si potrebbe tornare ad una unica Lega di A e B, oppure unificare serie B con serie C. Non facile, comunque. Ma la Lega di A spinge molto, non si accontenta più del suo misero 12 per cento.
Sibilia-Gravina e c., il programma è quasi pronto. Fabbricini al contrattacco
Il programma è quasi pronto: entro il 7 maggio Sibilia, Gravina, Tommasi e Nicchi si dovrebbero ritrovare per mettere a punto nei dettagli un piano comune e scegliere il traghettatore. Poi saranno raccolte le firme e verrà chiesto al commissario Fabbricini di tornare al voto entro sessanta giorni. Il traghettatore, assicurano, non sarà un ex presidente federale: quindi, niente Carraro, Matarrese e Abete. Intanto, Malagò e Fabbricini non stanno certo a guardare: per loro è necessario non solo un nome nuovo alla guida della Figc ma anche una commissariamento lungo, almeno sino a febbraio 2019. Cosa che Sibilia e c. vogliono assolutamente scongiurare. Fabbricini intanto il 2 maggio ha convocato a via Allegri sia Sibilia che Gravina (niente Nicchi e Tommasi). Il motivo? Forse si parlerà di seconde squadre e di calcio femminile con il progetto di portare almeno serie A e B in seno alla Figc per utilizzare i soldi Uefa. Tutti i club di A, a cominciare dalla Juve e dal Brescia che guidano la classifica, sono a favore. Sibilia è contrario e cercherà di opporsi. Forse Fabbricini parlerà anche del progetto di dare più peso alla Lega di A: ma a chi togliere? Due punti in meno all'Aia (arbitri) come deciso dal Coni anche se Nicchi fa resistenza, ma poi? Sibilia tiene duro il suo 34 per cento, si potrebbe tornare ad una unica Lega di A e B, oppure unificare serie B con serie C. Non facile, comunque. Ma la Lega di A spinge molto, non si accontenta più del suo misero 12 per cento.