Lo scontro adesso è arrivato ai massimi livelli: da una parte Andrea Agnelli, presidente della Juventus e anche dell'Eca, la potentissima European Club Association, e dall'altra le Leghe europee. Tema, il futuro della Champions dal 2024. In questa battaglia, cosa che non va affatto sottovalutata e che ha stupito molti, il n.1 dell'Uefa, Akexander Ceferin, sta dalla parte di Agnelli: e questo, a gioco lungo, potrebbe spostare gli equilibri. Agnelli, nella lettera dell'Eca, è stato molto chiaro: "Più calcio europeo per il bene del gioco". Probabile che si possa tentare una mediazione (vedi Spy Calcio del 17 aprile): offrire, oltre alla finale che è già al sabato, anche le due semifinali di Champions nei week end. Anche se da ambiente dell'Eca si assicura che al momento non c'è alcun timore che le coppe si possano spostare al sabato e alla fomenica, timore, per altro, evidenziato, da alcuni esponenti delle leghe europee. In tutto cinque partite, ma chissà se basterà. Questa soluzione potrebbe stare bene alla Lega di serie A dove Gaetano Micciché e Luigi De Siervo sono assai realisti. Perché il vero progetto è quello di ridurre i campionati nazionali a 18 squadre (le grandi sono a favore, le altre strillano) e soprattutto spostare le partite a metà settimana, lasciando così il weekend alla Superchampions, sempre più ricca, con incassi stratosferici e ascolti tv altissimi (in tutto il mondo). Non si sa quanto le Leghe potranno resistere: se davvero i grandi club, più Ceferin, sono a favore di questa riforma-rivoluzione, allora non ci sarà nulla da fare. Agnelli è da anni che porta avanti questo progetto, non solo adesso che ha vinto otto scudetti di fila. Lui guarda al grande sport made in Usa, però nella sua lettera ha spiegato che si va verso una "piattaforma basata sul merito, e non sui privilegi storici": quindi niente squadre ammesse in base alla loro storia come si temeva? Ma per il resto previste promozioni-retrocessioni e si dovrà giocare la Superchampions, sostiene l'Eca, quando si ha la massima platea mondiale. Quindi nel weekend. La guerra è appena iniziata, a Madrid fra 10 giorni primo round, in estate a Malta il gong finale.
Ma perché non scoprono mai nessun idiota da stadio?
Il ministro Matteo Salvini è stato chiaro: per lui niente stop alle partite per cori razzisti, niente trasferte vietate agli ultrà. Le questure (vedi ad esempio Cagliari) non scoprono mai, o quasi mai, un razzista o l'idiota di turno. Non è facile, d'accordo, ma volendo si potrebbe fare molto di più. Volendo, appunto. Ma si vuole? C'è una frangia di provocatori è vero (è successo ad esempio a Torino, alla Juve), ma in mezzo a loro si annida qualche idiota che è davvero razzista. Bisognerebbe individuarlo, prima o poi, e cacciarlo dagli stadi. Si parla molto in Italia. Troppo. Si fa poco o niente, con la scusa delle norme, della interpretazione delle norme, di chi deve decidere (arbitro o funzionario di ps, non si sa), eccetera eccetera. E' un rimpallo continuo di responsabilità. Si discute di "percezione" dei cori e se è giusto sospendere le partite (cosa assai pericolosa, non succederà mai fino a quando ci sarà Salvini). Insomma, un caos di norme e di idee. Intanto, lo squallore continua. Come quei dieci-venti idioti della Fiorentina che hanno urlato "devi morire" ad un tifoso sardo che poi è morto davvero in tribuna. Pensate che siano stati individuati, che siano stati puniti? E quando mai. Eppure qualcuno li conosce, no? Ora la procura di Milano farà una bella inchiesta sul pianeta-tifo e i suoi dintorni: il risultato? Non succederà nulla. Al prossimo coro vergognoso...
Ma perché non scoprono mai nessun idiota da stadio?
Il ministro Matteo Salvini è stato chiaro: per lui niente stop alle partite per cori razzisti, niente trasferte vietate agli ultrà. Le questure (vedi ad esempio Cagliari) non scoprono mai, o quasi mai, un razzista o l'idiota di turno. Non è facile, d'accordo, ma volendo si potrebbe fare molto di più. Volendo, appunto. Ma si vuole? C'è una frangia di provocatori è vero (è successo ad esempio a Torino, alla Juve), ma in mezzo a loro si annida qualche idiota che è davvero razzista. Bisognerebbe individuarlo, prima o poi, e cacciarlo dagli stadi. Si parla molto in Italia. Troppo. Si fa poco o niente, con la scusa delle norme, della interpretazione delle norme, di chi deve decidere (arbitro o funzionario di ps, non si sa), eccetera eccetera. E' un rimpallo continuo di responsabilità. Si discute di "percezione" dei cori e se è giusto sospendere le partite (cosa assai pericolosa, non succederà mai fino a quando ci sarà Salvini). Insomma, un caos di norme e di idee. Intanto, lo squallore continua. Come quei dieci-venti idioti della Fiorentina che hanno urlato "devi morire" ad un tifoso sardo che poi è morto davvero in tribuna. Pensate che siano stati individuati, che siano stati puniti? E quando mai. Eppure qualcuno li conosce, no? Ora la procura di Milano farà una bella inchiesta sul pianeta-tifo e i suoi dintorni: il risultato? Non succederà nulla. Al prossimo coro vergognoso...