Prove di ripartenza. Oggi la Lega di serie A ha tenuto il suo cda: si è discusso anche di una ipotesi di calendario. Ed è tornata in ballo, se le cose dovessero filare lisce, anche la Coppa Italia che era finita in un dimenticatoio: le due semifinali (Juve-Milan e Napoli-Inter) si giocherebbero il 27 e 28 maggio, e sarebbero trasmesse da Ra1 in prima serata. Sarebbe il modo migliore per ricominciare, ridando un po' di entusiasmo ai tifosi choccati. Poi, il 30 maggio via al campionato-bis (124 partite compresi i 4 recuperi) e chiusura all'inizio di agosto. Tre gare alla settimana, tutte in notturna. E ogni volta che si tornerà in ritiro saranno previsti test medici. I club dal 4 maggio, quando (si spera) riprenderanno gli allenamenti, saranno in ritiro permanente sino alla ripresa della stagione: non solo i calciatori e lo staff tecnico ma anche massaggiatori, cuochi, magazzinieri, eccetera. Nessuno potrà più uscire da Milanello o dalla Continassa, se non in occasione delle partite. Un sacrificio necessario per circa 1500 persone, se si vuole davvero tentare di tornare a giocare. Si stanno cercando anche soluzioni per ospitare le squadre del Nord Italia che rischia di non giocare in casa (vedi Spy Calcio del 13 aprile), anche se la Lega spera che a fine maggio ci sia una situazione molto diversa di quella attuale: si tratta soprattutto dei club che sono a Milano, Torino, Bergamo, Brescia, Udinese, eccetera. Mezzo campionato. Le società accetteranno il campo neutro (e le porte chiuse, naturalmente), probabilmente al Sud. Coverciano sarebbe stato l'ideale, ha campi a sufficienza, ma è stato destinato dalla Figc ai malati di Covid 19 e adesso non è più disponibile. Si sta pensando quindi ad altre sedi, facilmente raggiungibili (Bari, Palermo, Catania, eccetera). Per queste 124 partite ancora da giocare sarebbero abolite Var e gol line techonology, anche per ridurre gli spostamenti degli arbitri. Anche gli stessi arbitri dovranno andare in clausura: se Sportilia richiede lunghi, e rischiosi, spostamenti, ecco che Marcello Nicchi potrebbe mettere tutti i suoi “ragazzi” in ritiro a Tivoli, comodo per chi deve prendere l'aereo a Fiumicino. Anche gli arbitri farebbero screening accurati prima di riprendere la stagione. E test anche per tutte le persone che entreranno negli stadi senza pubblico (una media di 250 a partita): anche i giornalisti e i tecnici tv dovranno sottoporsi agli esami. La Lega condivide in pieno le linee di comportamento decise dalla Fmsi di Maurizio Casasco e oggi dalla commissione di medici voluta dalla Figc e guidata dal professor Zeppilli. Le linee saranno seguite alla lettera. Non si può rischiare, già in marzo per poco non erano saltate le partite di Udinese e Sassuolo. Gravina ha rinviato al 23 aprile la riunione delle componenti: si stanno studiando tutte le soluzioni possibili per portare a termine questa annata tragica. Non è facile comunque tornare in campo, non solo per l'Italia: la stessa Uefa, nell'esecutivo del 23 aprile, cercherà di capire come portare a termine le Coppe (Champions ed Europa League) interrotte brutalmente. In corsa ci sono anche Juve, Inter, Napoli, Atalanta e Roma, tutte con legittime ambizioni. La possibilità che la stagione 19-20 sia finita qui è sempre più alta: ci sono Paesi che stanno ancora combattendo con il picco del virus. Intanto, in Italia basket, volley, rugby hanno già chiuso. Il calcio aspetta una decisione del governo: ma in C e in D come potrebbero mai riprendere con questi protocolli medici così severi? E con tanti imprenditori che cercheranno di salvare le loro aziende? Solo uno stop del governo potrebbe stoppare, si spera, cause dei club che si sentono danneggiati. Ma, come ricorda giustamente Federica Pellegrini, non c'è solo il calcio. Il nuoto forse è meno a rischio, non ci sono contatti, ma alcuni sport come pugilato, taekwondo, lotta e judo chissà quanto dovranno aspettare prima di riprendere? Dovranno attendere il vaccino? Il tennis potrebbe giocare con i guanti per evitare i contatti con le palline? Può semplice per alcuni sport all'aria aperta come canoa, canottaggio, surf, vela. Ma sarebbero necessari comunque spogliatoi superprotetti. Insomma, non è per niente semplice, per nessuno.