Assemblea rovente, quella prevista domani, giovedì 4 febbraio, a Milano (in presenza): i venti presidenti di serie A devono dare il via all'operazione fondi di investimento, chiamata anche "Operazione Project goal". Il gruppo guidato da Claudio Lotito punta al rinvio, i grossi club vorrebbero chiudere qui con il term sheet, un passo avanti importante. Il consorzio Cvc-Advent-Csi ha promesso un miliardo e 700 milioni per il 10 per cento della Lega, di cui 250 milioni anticipati subito, cosa che fa molto comodo a molti club, anche importanti, che sono talmente con l'acqua alla gola da aver difficoltà nel pagare gli stipendi. E' stato il presidente della Lega di serie A, Paolo Dal Pino, a impegnarsi in prima persona in questo progetto finanziario rivoluzionario per il calcio italiano. Chi lo osteggia, e cerca di prendere tempo (o addirittura di farlo decadere), sostiene che toglierebbe autonomia, e consegnerebbe i nostri club nelle mani di fondi stranieri. Ma dai vertici della Lega fanno anche notare come
non esistano alternative in un momento così complicato e si augurano che possa arrivare il via libera in modo da poter rendere operativa la Media Company da maggio-giugno.
I fondi hanno diritto di scegliere il ceo (vedi Spy calcio del 24 gennaio), un ruolo importante, ben pagato, 2,5-3 milioni all'anno più eventuali consistenti premi. La battaglia sarà aspra domani: De Laurentiis suggerisce di chiedere un prestito ad una primaria banca da sempre impegnata anche nel mondo del calcio, ma i nostri club da tempo hanno già non pochi debiti con le banche. Il via libera ai Fondi è legato ovviamente anche ai diritti tv, visto che di questo dovranno occuparsi, oltre che di tutta la parte commerciale della Lega. Venerdì c'è l'incontro con chi aveva fatto offerte al ribasso sui diritti domestici, mentre cresce il partito che vede possibile solo la soluzione di un Canale della Lega (con Sky e con gli incontri distribuiti a chi può essere interessato, quindi magari anche ad Amazon e Tim che potrebbero rientrare in corsa). Lunedì 8 altra assemblea, questa dedicata appunto ai diritti tv che tengono in piedi il Circo del pallone.
Elezioni Coni, anche Federatletica e Danza sono con Malagò
Si vota il 13 maggio a Milano, fatto (quasi) inedito: Giovanni Malagò si è ricandidato per il suo terzo mandato alla guida del Coni e raccoglie sempre più consensi. Dopo Petrucci, Gravina, Chimenti, Casasco e tanti altri ecco che anche due nuovi presidenti di Federazioni "olimpiche" sono al suo fianco. Si tratta di Stefano Mei, che ha vinto le elezioni della Fidal (Federatletica) contro Parrinello e Roberto Fabbricini, e che ha incontrato il n.1 del Coni, "da veri amici lo voterò " ha spiegato l'ex campione. Un nome nuovo invece è quello di Enzo Resciniti, appena eletto presidente della Federazione danza che nel 2024 a Parigi debutta ai Giochi con la breakdance, disciplina seguitissima dai giovani. Anche Resciniti è stato a Palazzo H da Malagò: "Noi abbiamo bisogno del Coni" ha spiegato. Per la presidenza del Comitato Olimpico si è candidata anche la Bellutti, prima donna che dà la scalata al vertice dello sport italiano. Ma l'ex campionessa non riscuote molti consensi, almeno al momento: forse potrebbe prendere qualche voto fra chi ha intenzione di mettere scheda bianca nell'urna. Gira voce, inoltre, di una possibile terza candidatura: ma nessun dirigente di peso andrebbe incontro ad una sconfitta e il numero dei votati, 74, non cresce anche se aumentano le candidature. Malagò, oggi, è ancora il più forte.
Corte Ue, Figc soggetta ad appalti pubblici e controllo Coni
Una Federazione sportiva nazionale, come la Figc, può essere assoggettata alle norme in materia di affidamento degli appalti pubblici se esercita attività di interesse generale a carattere non industriale o commerciale. Lo ha stabilito la Corte di giustizia Ue esprimendosi su un ricorso che riguardava la decisione della Figc di organizzare una procedura negoziata per l'affidamento dei servizi di facchinaggio per le squadre nazionali di calcio e presso il magazzino della Federazione per tre anni. I giudici di Lussemburgo precisano tuttavia che "occorre anche che una tale Federazione, dotata di personalità giuridica, sia sottoposta al controllo di un'autorità pubblica, come il Comitato olimpico nazionale italiano", e che tale autorità "deve poter influire sulle decisioni della federazione in materia di appalti pubblici". La Corte Ue indica quindi che agli appalti affidati dalla Figc possono applicarsi le norme sugli appalti pubblici se sussistono certe condizioni che i giudici nazionali devono accertare. Ora il parere della Comunità Europea deve essere infatti recepito dal Consiglio di Stato. Un parere che potrebbe creare problemi soprattutto alle Federazioni piccole che vivono prevalentemente di contributi pubblici. In Figc nessun commento al momento, ma massima serenità dopo aver letto il parere della Ue, in attesa della decisione del Consiglio di Stato.