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E le Federazioni in ansia aspettano 80 milioni...

Vito Cozzoli
Vito Cozzoli (fotogramma)
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Il 30 dicembre dello scorso anno l'avvocato Vito Cozzoli, presidente-ad di Sport e Salute, aveva spiegato che "a breve" sarebbero stati distribuiti altri 80 milioni di contributi straordinari alle Federazioni, dopo che, sempre a dicembre, ne avevano ricevuti 288 di ordinari. "A breve", aveva detto Cozzoli sarebbero arrivati quei 80 milioni avuti dallo Stato, "dopo esserci seduti al tavolo con tutti i presidenti federali, dopo aver ascoltato e condiviso i loro progetti che siamo i primi a voler realizzare". Ma quei soldi non sono mai arrivati a Sport e Salute: Cozzoli li aspettava per gennaio, in modo da poter riunire il cda, sollecitare le Federazioni con cui è in costante contatto a preparare i loro progetti e infine, verso marzo, distribuire quei fondi alle 44 Federazioni che ne hanno bisogno visto i tanti progetti da portare avanti. E siamo già quasi a metà stagione.

La colpa di questa situazione di stallo non è certo di Cozzoli. Lui era (è) pronto a fare la sua parte: ma quei fondi pubblici pare siano fermi alla Corte dei Conti. Problemi burocratici? Non si sa. Lo sport corre, la politica rallenta (quando non fa guai). Di fatto siamo già in ritardo di cinque mesi rispetto a quanto previsto. La prima distribuzione dei fondi pubblici lo scorso anno aveva creato qualche malumore, Petrucci in testa, perché alcune Federazioni erano stato "premiate" e avevano ricevuto di più rispetto ad altre. Cozzoli aveva spiegato che nessuno era stato penalizzato, "non un euro in meno" e che l'algoritmo scelto era "democratico". Ora, con quei 80 milioni in più, vera manna, si potrebbero sanare finalmente tante situazioni e magari cancellare qualche mugugno. Il problema è che questi soldi non sono ancora arrivati: speriamo che la Vezzali se ne faccia carico e possa sbloccare la situazione. Bene che vada, comunque, prima di giugno-luglio quei fondi non arriveranno nelle casse delle Federazioni.

Intanto, il cda di Sport e Salute verso metà mese dovrebbe essere completato con le nomine del professor Roberto Farnè da parte del ministro Bianchi (dopo il pasticcio di Bussetti, con malumori diffusi nel Pd) e della professoressa Valeria Bonifacino da parte del ministro Speranza (vedi Spy Calcio del 1 giugno). Ora i due nomi saranno al vaglio delle commissioni parlamentari dopo le prossime elezioni: ma tutto dovrebbe andare lì. Anche in questo caso, non poche sono state le lungaggini e i problemi. Escono di scena, almeno per ora, i rappresentanti di Lega A e 5 Stelle.

Il Dipartimento aveva istituito un tavolo istituzionale per analizzare i non pochi problemi che ha lo sport (basta pensare alle piscine, con la disperazione di Barelli...). Si è tenuta una riunione poi silenzio totale. Vero che i rapporti fra il mondo dello sport, soprattutto quello del calcio, e i rappresentanti del governo non sempre sono buoni, sovente sono conflittuali: ma è possibile che una lottatrice come la Vezzali si sia arresa?

Spareggio-scudetto, via libera alla proposta di Marotta...
Sarà perché ha perso lo scudetto proprio all'ultima giornata, due punti di vantaggio per il Milan, ma l'ad dell'Inter, Beppe Marotta, guarda al futuro e ha proposto all'assemblea di Lega di A di fare svolgere uno spareggio-scudetto in caso di arrivo a pari punti. Proposta accolta e votata dagli altri club. Ora valeva la regola degli scontri diretti. Certo, la prossima stagione sarà davvero particolare per via dei Mondiali: si chiuderà il 4 giugno. In caso di spareggio-scudetto difficile trovare una data. Forse verso metà giugno. Così come sarebbe complicato anche in caso di spareggio-salvezza fra la terzultima e la quartultima trovare uno spazio nel calendario così intasato. Intanto domani a Roma, al Coni, si riunisce il Collegio di garanzia per prendere in esame il ricorso della Lega di serie A contro la Figc sugli indici di liquidità. Possibile, poi, il ricorso al Tar del Lazio.

Dl aiuti: Pd, nostri emendamenti potenziano movimento sportivo
"Abbiamo presentato un pacchetto di emendamenti all'articolo 39 del Decreto Aiuti relativo agli interventi urgenti in favore del fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano. L'obiettivo è ottimizzare l'utilizzo degli 11 milioni di euro stanziati attraverso una serie di disposizioni che non comportano maggiori oneri per la finanza pubblica ma, addirittura, nuove risorse per l'erario". Così i deputati dem, Andrea Rossi, Luca Lotti e Patrizia Prestipino. "Si tratta - spiegano in una nota - della proroga della sospensione dei versamenti fiscali e previdenziali per gli organismi sportivi al 31 dicembre 2022, per far fronte ai diminuiti ricavi a causa del Covid e dell'emergenza energetica.
Delle agevolazioni nella commercializzazione dei diritti audiovisivi sportivi. Delle agevolazioni per le associazioni e società sportive dilettantistiche senza scopo di lucro, la cui attività si svolge sulle aree demaniali marittime, lacuali e fluviali, che potranno alleggerire il peso dei costi fissi. Della proroga delle detrazioni fino al 110% al 31 dicembre 2023 e della proroga delle concessioni per le società dilettantistiche. E, infine, della proroga del riconoscimento del credito d'imposta pari al 50% a favore di imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali che effettuano investimenti   in   campagne pubblicitarie nei confronti di leghe che organizzano campionati nazionali a squadre nell'ambito delle discipline olimpiche e paralimpiche ovvero società sportive professionistiche o dilettantistiche iscritte al Coni operanti in discipline ammesse ai Giochi".