Il derby d'Italia con pochissimi italiani, i gol quasi tutti stranieri. Dovremo abituarci. La battaglia è persa. Impossibile, con le leggi attuali, mettere un freno all'invasione degli stranieri. Sono tanti, tantissimi, e saranno sempre di più. Va bene se sono campioni che consentono ai nostri club di fare il salto di qualità, ma il problema è che ci sono anche tanti giocatori di livello modesto che tolgono solo il posto in squadra agli italiani (soprattutto in certi ruoli). Gli stranieri costano meno dei giocatori nazionali e per di più il Decreto Crescita consente alle società di risparmiare. Ci sono club stranieri che per liberarsi di alcuni giocatori, che magari sono stati anche campioni del mondo ma che a loro non servono più, li spediscono in Italia e gli pagano pure l'ingaggio. Una politica miope, che non tiene conto dell'importanza dei vivai. Basta pensare che nel campionato Primavera il 30 per cento sono stranieri.
Michel Platini, quando era alla guida dell'Uefa, tentò di mettere un freno a questa invasione con la formula del 6+5 , ma la Ue non gli diede gli strumenti adatti per poter agire. Massima libertà quindi di circolazione (almeno per i comunitari) e di impresa. Gabriele Gravina, n.1 della Figc, vorrebbe studiare qualcosa dopo due bocciature mondiali ma può fare ben poco se non cercsre un accordo con le Leghe . I club di serie A, prima del fallimento del Qatar, avevano addirittura chiesto, passando dal Coni, di portare il numero degli extracomunitari da 3 ad 8. Il sindacato calciatori (Aic) vorrebbe aumentare adesso il numero degli italiani nella rosa: ora è di 4+4 (cresciuti nei vivaio). Umberto Calcagno vorrebbe passare almeno a 5+5. Niente da fare, per ora. I presidenti non ne vogliono sapere, invocando la libera circolazione e la necessità di essere competitivi nelle Coppe europee (poi non lo siamo ma quello è un altro discorso). La situazione è pericolosa soprattutto in prospettiva futura: che ne sarà della Nazionale? Anzi, delle Nazionali... Il ct Mancini ha sbagliato tutto con la qualificazione (e a nostro avviso andava sostituito), ma indubbiamente può pescare su un bacino sempre più ridotto: sono solo una settantina gli italiani selezionabili che giocano con una certa regolarità in serie A.
Pochi. Pochissimi. Altri ct hanno lo stesso problema. In queste prime giornate di campionato sia Serie A che Premier League viaggiano con una percentuale del 33-34 per cento di utilizzo di giocatori convocabili per la Nazionale. Il livello degli azzurri rischia di scendere sempre più: dopo due fallimenti, ora ci aspettano i Mondiali 2026 di Usa-Canada-Messico. Le squadre sono aumentate, addirittura 48 (altra follia Fifa...), ma i posti per l'Europa saranno solo tre in più. Bisognerà guadagnarcela la qualificazione. C'è da ricostruire tutto, dalle fondamenta. E non sarà facile. Si è lamentata anche Milena Bertolini, ct della Nazionale femminile: anche lì, alcuni club, quelli che hanno i mezzi, puntano sulle straniere per certi ruoli chiave e per poter fare strada in Europa. Insomma, la situazione non è per niente rosea. Ma c'è poco da fare, se non cambiano le leggi internazionali. L'invasione degli stranieri nel nostro calcio è uno dei nodi che deve sciogliere il presidente Gravina: per il 12 dicembre convocherà un'assemblea straordinaria per abolire il diritto di veto e avere così maggiore libertà di movimento. Poi dovrà mettere mano alla riforma dei campionati. Se ne parla da anni, nessuno ha mai fatto nulla. Gravina vorrebbe una serie A a 18 squadre ma i presidenti non ne vogliono sapere e sono pronti allo scontro. Bisognerà comunque trovare un sistema per dare al calcio maggiore sostenibilità visti anche i bilanci sempre più in profondo rosso. A fine anno i club dovrebbero pagare un miliardo di Irpef e sperano che il nuovo governo sposti la data più avanti, come fatto in passato, proprio per evitare penalizzazioni in classifica.
Umberto Calcagno, avvocato ed ex calciatore, ora presidente dell'Aic e vicario di Gravina, è sempre stato realista: non ne fa tanto una questione di numeri quanto di sostenibilità di sistema, di norme più severe. Il numero delle squadre sarà stabilito dai paletti, dalle regole sostiene il sindacato giocatori. Chi non ce la farà, sarà fuori. La Figc dovrà trovare un accordo con la Lega, cosa non facile. Un piano del genere richiede almeno 2-3 anni, anche la Uefa si sta muovendo. E' stato perso troppo tempo sul fronte delle riforme in Italia. E i risultati sono questi...
Sky, successo di ascolti per il Gp San Marino e la F.1 in Olanda (e domenica c'è Monza)
Da segnalare gli ascolti del super weekend di sport su Sky. Sabato sera, Lazio-Napoli ha fatto registrare quasi 600 mila spettatori, Italia-Grecia di FIBA Eurobasket 2022 ha raccolto 140 mila spettatori e Italia-Cuba dei Campionati Mondiali FIVB 2022 è stato visto da110 mila spettatori medi, con un picco di 256 mila spettatori alle 23.08. Ieri in evidenza i motori con il Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini di MotoGP, live dalle 14 su Sky con 641 mila spettatori medi (5,1% di share) e su TV8 con 1 milione 368 mila spettatori medi (11% di share), mentre alle 15 il Gran Premio d'Olanda di Formula 1 è stato seguito in diretta su Sky da 1 milione 391 mila spettatori medi (13,5% di share) e in differita su TV8 (dalle 17.50) da 1 milione 415 mila spettatori medi con il 13,4% di share. E domenica c'è Monza, speriamo nella Ferrari.
Malagò: "Viviamo ancora dell'eredità di Roma 1960"
A distanza di 62 anni viviamo di quello che ci ha lasciato l'Olimpiade 1960. E siamo in una città che ha una vocazione sportiva straordinaria. Questo discorso non può andare avanti a vita, servono le infrastrutture. I Fei World Championships ai Pratoni del Vivaro sono il successo della credibilità della Fise all'estero". Queste le parole del presidente del Coni, Giovanni Malagò, alla presentazione dell'evento in programma a Rocca di Papa dal 15 al 25 settembre. "Per lo sport italiano, il 2022 è stato uno sport fantastico. E i Mondiali dei Pratoni del Vivaro ne saranno un'ulteriore dimostrazione. Il lavoro della Fise e del presidente Di Paola è stato straordinario ed è sotto gli occhi di tutti".
Sportcity Day il 18 settembre in 36 città
La seconda edizione dello Sportcity Day, l'evento ideato e realizzato da Fondazione Sportcity, si preannuncia un successo senza precedenti. Domenica 18 settembre, dalla mattina al tramonto, 36 città italiane, delle quali 13 capoluoghi di regione, si trasformeranno in palestre a cielo aperto facendo vivere ai cittadini una giornata coinvolgente praticando gratuitamente le più svariate discipline sportive in quegli spazi urbani pronti per essere destinati ad utilizzo sportivo, principio fondante della rigenerazione urbana delle città che stanno lavorando per diventare delle vere e proprie "Sport City". Sarà una giornata di sport, socializzazione e di riflessione per gli amministratori pubblici, che vedrà il coinvolgimento di numerose associazioni sportive dei territori coinvolti pronte con i loro istruttori a coinvolgere i cittadini nelle oltre 60 diverse attività sportive previste. Dall'alba al tramonto, si prevede una partecipazione di oltre 50.000 persone nelle seguenti città: Aci Castello, Ancona, Ascoli Piceno, Bari, Bitonto, Bologna, Cagliari, Cassano D'Adda, Castelbuono, Castello D'Agogna, Catania, Cuneo, Filacciano, Firenze, Foligno, Genova, Imola, Latina, Lodi, Lucca, Melicucco, Milano, Napoli, Oderzo, Palermo, Pavia, Praia a Mare, Prato, Roma, Salsomaggiore, San Felice Circeo, Siracusa, Teramo, Torino, Venezia e Villasimius. Insieme all'attività sportiva gratuita, il 18 settembre sarà trasmesso su diverse piattaforme social della Fondazione un live streaming di tre ore con collegamenti da tutte le città aderenti che vedranno coinvolti amministratori locali e rappresentanti delle oltre 150 associazioni sportive territoriali coinvolte nella giornata di promozione sportiva. Un evento nell'evento che, contribuirà ad amplificare il messaggio lanciato dallo Sportcity Day sulla sportivizzazione delle città e sulla sostenibilità ambientale, temi sempre più attuali e ricercati dai cittadini che vivono nei centri urbani. Sportcity Day è promosso da Fondazione Sportcity in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, e gode del patrocinio di CONI, Sport e Salute, CIP, ICS, Anci, Intergruppo Parlamentare Qualità di Vita nelle Città, Gruppo Sportivo Fiamme Gialle, Aces Italia, CUSI, C14+, Fondazione YMCA.
Campionati europei di pattinaggio corsa all'Aquila, prima successi azzurri
Prima giornata di gare agli Europei di Pattinaggio Corsa dell'Aquila e subito medaglie per gli azzurri. Nella manifestazione che assegna in Abruzzo i titoli continentali, la squadra italiana del ct Massimiliano Presti parte bene e centra diversi titoli sulla pista vesmaco di Santa Barbara, rinnovata recentemente proprio per ospitare il più grande evento rotellistico continentale del 2022. Tre le sedi della manifestazione che si chiuderà l'11 settembre, tutte nel capoluogo regionale: l'impianto di Santa Barbara per il Campionato Pista (4-6 settembre); l'anello asfaltato dell'Aeroporto dei Parchi di Preturo, per le gare del Campionato Strada (8-9 settembre); il circuito di viale Corrado IV che ospiterà la Maratona nella giornata conclusiva. Con oltre 300 atleti partecipanti, in rappresentanza di 17 Nazioni, la manifestazione va ad arricchire il già denso carnet di appuntamenti del capoluogo abruzzese, nell'anno che vede L'Aquila eletta Città Europea dello Sport. "A l'Aquila è nata la prima pista al mondo a curve sopraelevate della storia - ha detto Sabatino Aracu, presidente FISR e World Skate - Ciò conferma che non siamo qui per caso. Questo Campionato Europeo, dopo quello del Mondo del 2004, realizzato nello stesso impianto di oggi, ribadisce come l'Abruzzo e il suo capoluogo sono ancora una volta protagonisti in ambito internazionale. Eventi così importanti - ha sottolineato Aracu - anche grazie al pattinaggio danno un segnale di rinascita per una città e un territorio fortemente colpiti prima dal sisma del 2009 e poi dalla recente pandemia".
Boccia Challenger a Roma, presentazione in Campidoglio
Martedì 6 settembre sarà presentata nella Piazza del Campidoglio a Roma la delegazione azzurra che prenderà parte al World Boccia Intercontinental Challenger, gara propedeutica per le Paralimpiadi di Parigi 2024, alle quali spera di partecipare la Federazione Italiana Bocce con qualche azzurro (sarebbe la prima volta, ndr). Interverranno il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il presidente della Federazione Italiana Bocce Marco Giunio De Sanctis, il presidente del CIP Luca Pancalli e l'assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, Alessandro Onorato. "Si tratta di un appuntamento a cui teniamo molto - ha dichiarato De Sanctis - Abbiamo visto agli ultimi Giochi Paralimpici di Tokyo quanta attenzione mediatica abbiano attirato le gare di Boccia. Dal 2018, anno in cui la specialità è passata sotto l'egida della FIB, abbiamo lavorato molto sulla promozione della disciplina. Ora, però, oltre a continuare l'azione prettamente promozionale si deve lavorare affinché i nostri atleti acquisiscano una mentalità sportiva a 360°".