In molti (presidenti) sotto sotto lo sperano, e si stanno muovendo già con i parlamentari appena eletti: sì, perchè se la legge attuale sul limite ai mandati (massimo tre) non dovesse cambiare, allora quasi la metà degli attuali presidenti di Federazione, dopo Parigi 2024, sarebbe costretta a lasciare l'incaricoi. Una autentica rivoluzione nello sport che vedrebbe decadere nomi illustri, illustrissimi: Chimenti, Petrucci, Luciano Rossi, Serafica, Urso, Casasco (neodeputato di Forza Italia), Buonfiglio, Abbagnale, Aracu e tantissimi altri. A questi va aggiunto anche Giovanni Malagò, al terzo mandato alla guida del Coni. La legge è questa, giusta o sbagliata che sia va rispettata e applicata. Si può cambiare, come tante altre leggi: fu voluta soprattutto dai 5 Stelle, nella loro battaglia alla Casta, e ora che i grillini sono all'opposizione questo dà la speranza a molti presidenti che il nuovo parlamento ci possa mettere mano. Ma chi? Forse Fratelli d'Italia e Forza Italia, ma la Lega l'aveva votata e con Giorgetti al vertice, ministro del Mef, potrebbe mettersi di traverso a qualsiasi modifica. Insomma, non è per niente facile che questa legge possa cambiare. C'è da aspettare e capire prima a chi la Meloni darà la delega allo sport. Ci sarà un ministro con portafoglio come vorrebbero Malagò e Pancalli? Non è ancora ricuro. "Per noi è fondamentale lo sport. Per la 48esima volta la Costituzione è stata modificata proprio per inserire, grazie a Fratelli d'Italia, questa parola. Lo sport deve essere centrale, da la possibilità di risparmiare in sanità pubblica, forma, educa i giovani. Per noi è centrale lo sport, tanto da meritare un ministero competente che abbia la capacità di affrontare tutte le questioni". Lo ha detto il deputato di Fratelli d'Italia, Francesco Lollobrigida, a 'La politica nel pallone' su Gr Parlamento, la trasmissione di Emilio Mancuso. "Credo che ci sarà un ministero dello sport che avrà una sua centralità e dovrà portare a sistema tutto quello che negli anni le società dilettantistiche hanno saputo fare, restando in piedi dopo tante difficoltà. Ci sono tanti appuntamenti in cui l'Italia potrà essere protagonista", ha aggiunto Lollobrigida che ha parlato del nuovo ministro come di "un punto di riferimento che ci aiuterà a svolgere al meglio i prossimi eventi e a candidarci ad altre prestigiose manifestazioni. Quella di Roma è stata una ferita. Figura politica o tecnica? Su questo preferisco non entrare".
La decisione del nuovo governo verrà presa a breve. Il ministro dello sport sarà di sicuro un esponente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni ci tiene. Non tutti i presidenti di Federazione, comunque, confidano nel fatto che la legge possa essere cambiata, e si stanno già muovendo per vedere chi potrebbe prendere il loro posto (magari un amico). La rivoluzione avrebbe inizio nell'autunno del 2024, dopo le Olimpiadi parigine, e si concluderebbe nella primavera del 2025 con le votazioni al Coni. Con questa legge decadrebbero anche molti presidenti provinciali, e questo è un ulteriore problema. Da vedere anche come finirà la vicenda di Roda, rieletto presidente delle Fisi per il quarto mandato: si aspetta il giudizio del Collegio di garanzia del Coni, è stato fatto un pasticcio coi tempi. In caso di bocciatura si dovrebbero rifare le elezioni. In caso di via libera, un precedente che avrebbe il suo peso.
Intanto, è nata a Firenze la Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP). Lo ha deciso la 60/a Assemblea Nazionale della Federtennis, riunitasi in sessione straordinaria a Firenze. La decisione sarà adesso sottoposta al vaglio della Giunta Nazionale del Coni: se approvata, la nuova denominazione inizierà ad essere utilizzata a partire dal 1° gennaio 2023. "Inizia una nuova era - le parole di Angelo Binaghi - La proposta approvata non è una semplice modifica cosmetica ma significa visualizzare in maniera chiara un mutamento epocale già in atto: la nuova denominazione rappresenta un segnale forte di riconoscimento della travolgente crescita del padel, frutto dell'entusiasmo di chi lo gioca e delle società sportive che lo gestiscono e lo promuovono.
Oggi il padel ha in Italia oltre ottocentomila praticanti - 3,1 milioni quelli del tennis - con un bacino potenziale che supera i due milioni mentre la Federazione ha quasi 70mila tesserati per questo sport, fra agonisti e non agonisti. Soprattutto, ha un potenziale di crescita enorme, in particolare fra i giovani: se si tiene conto del coefficiente di crescita che il padel ha avuto e che anche nei prossimi anni è stimato intorno al 20-25% annuo, si capisce come queste due discipline nel medio periodo dovrebbero arrivare ad equivalersi da un punto di vista numerico. Oggi è quindi doveroso dare piena dignità al padel all'interno della nostra organizzazione".
"Sul piano internazionale - ha aggiunto Binaghi - vogliamo ribadire la nostra volontà di collaborazione con l'International Padel Federation (FIP), l'organismo che gestisce questo sport a livello mondiale (presidente Luigi Carraro, ndr) e lo ha portato a diventare la disciplina col più alto trend di crescita. Ci tengo a sottolineare come il cambio di denominazione non prefigura alcuna soluzione di continuità nella vita della Federazione, che rimane e rimarrà quella che è oggi". Insomma, anche con un nuovo nome Binaghi sarebbe a scadenza di mandato perchè, secondo alcune interpretazioni: non cambia infatti il codice fiscale e la ragione sociale ma solo la denominazione della Federazione. Aspettiamoci quindi una vera rivoluzione nello sport italiano.
Paola Ferrari e Adriano Panatta, un buon esordio con Domenica Dribbling
Buona la prima per la nuova trasmissione su Rai 2, Domenica Dribbling: la prima parte ha fatto l'1,20 per cento, pochino. La seconda con il debutto della nuova coppia Paola Ferrari- Adriano Panatta il 3,20, non male su Rai 2, a quell'ora del pomeriggio e con quella concorrenza. Qualcuno temeva peggio: funziona il duo Ferrari-Panatta, uno storico volto delle Rai e l'ex campione che sa cosa dice e ha il coraggio di dirlo. Si può crescere. Ancora timidina Elisa Di Francisca, puntuale e pungente Teotino che di calcio ne capisce, un po' troppo retorico Terruzzi. Ora ci sono altre quattro puntate, poi lo stop per i Mondiali e la ripresa a gennaio. Gli ascolti Rai, si sa, son quelli: la Domenica Sportiva di Alberto Rimedio (e Lia Capizzi) ha fatto il 5,6 per cento, battuta di due punti (7,4) dal concorrente Pressing. Per questo Domenica Dribbling è una boccata di aria fresca, il tentativo di cambiare schemi, di lasciare un (piccolo) segno. C'è ancora da lavorare, da limare, ma vale la pena provarci.
Il campionato di serie C sempre più popolare (13 milioni di appassionati)
Il campionato di calcio di Serie C è sempre più popolare: sono 13 milioni gli appassionati alla Lega Pro, si tratta soprattutto di laureati, uomini e residenti al Sud, con un reddito medio alto. A dirlo è la ricerca Sponsor Value di StageUp e Ipsos con la quale sono stati analizzati i tifosi della Serie C, l’atteggiamento verso le sponsorizzazioni, la predisposizione all'acquisto dei brand sponsor del campionato di terza divisione. La ricerca, realizzata su un campione di 38 milioni di individui tra i 14 e 64 anni, mostra come nel giro di una stagione sportiva il numero degli appassionati al campionato di C sia aumentato del 16%, passando da un bacino di 11.074.000 di persone nel giugno 2021 a 12.899.00 nel maggio 2022. La crescita riguarda soprattutto i fruitori regolari e quelli abbastanza regolari che insieme raggiungono il 36% del totale degli interessati. Divertimento, tradizione, spirito di squadra sono i valori che gli appassionati associano alla Serie C. Si stima che gli interessati al Campionato che dichiarano di tifare per una delle squadre di Lega Pro siano 4,5 milioni di persone. Il bacino medio dei tifosi di ciascun club di Lega Pro è di 75.000 persone, un bacino unico per quel che riguarda la distribuzione territoriale che coinvolge 19 Regioni e più di 50 Province. Nel confronto con il calcio di Serie A, l’atteggiamento verso le sponsorizzazioni degli interessati alla Serie C di calcio è più favorevole. Questa tendenza si conferma, con differenze ancora più marcate, anche con riferimento alla preferenza per le marche sponsor al momento degli acquisti (52% contro 39%).
“In Lega Pro lavoriamo da tempo con impegno per migliorare il posizionamento sul mercato e per generare valore in tutti gli stakeholder, a partire dai tifosi” ha sottolineato Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro. “La ricerca mette in luce un trend di crescita significativo degli appassionati al calcio di C che premia il lavoro fatto dai club e che indica che si sta intraprendendo una strada corretta e promettente. L’altro dato che emerge con forza è la capillarità, il nostro è un campionato diffuso su tutto il territorio nazionale e che non ha eguali nel panorama italiano”. "La ricerca è un punto di svolta per lo sviluppo delle strategie marketing/commerciali della Lega Pro assieme ai 60 club associati. Uno strumento di lavoro strategico per conoscere, in profondità, il proprio mercato di riferimento. Nel contempo, per la prima volta nella storia della Lega, offriremo ai partner, presenti e futuri, una serie di dati utili sotto il profilo quali-quantitativo. Solo conoscendo al meglio le caratteristiche dei tifosi della Serie C infatti sarà possibile entrare in contatto, in modo più razionale, con le rispettive fan base offrendo loro nuovi servizi e prodotti ad alto contenuto valoriale. E' un momento storico per la nostra Lega e ci presentiamo sul mercato come gli attori di questo cambiamento epocale" ha dichiarato Marcel Vulpis, vicepresidente vicario della Lega Pro.