Si riparte. Dopo un (troppo lungo) periodo di stallo, l'organizzazione dei Giochi di Milano-Cortina 2026 si rimette in moto. Merito del nuovo ministro dello sport, Andrea Abodi che ha individuato il nuovo ad della Fondazione olimpica, Andrea Varnier (vedi a parte). Nome conosciuto e stimato anche dal Cio, “proprietario” dei Giochi. Un manager che conosce bene i meccanismi olimpici. Malagò è il presidente della Fondazione, che ha rischiato di essere commissariata, e potrà lavorare (finalmente) in sintonia con il nuovo amministratore delegato. Cosa che non sempre era successa in passato. Ci sono debiti, pochi sponsor, ritardi di colmare in fretta. Anche, e soprattutto, sul fronte infrastrutture (strade, ponti, eccetera) che però non dipendono dalla Fondazione . E' stato fatto poco o nulla in questi anni. Spiega Abodi: "I soci hanno la preoccupazione che siano Giochi meravigliosi e che lascino eredità anche anticipate. L'essenza dell'Agenda 2020 + 5 del Cio vuole che portino valore aggiunto per perpetuarsi nel tempo. Non possiamo sbagliare nella combinazione dei due fattori - l'agenda olimpica e le infrastrutture - senza le quali i Giochi non si possono realizzare. Ci sono dei nodi. Ho fiducia nel lavoro di Sant'Andrea (commissario straordinario della società Infrastrutture Milano- Cortina 2026, ndr). Riusciremo a sciogliere i nodi in tempi brevi. Con ottimismo, e confidando proprio nei tempi brevi, avremo bisogno di ulteriori strumenti commissariali. Tre anni per le infrastrutture sono quasi un giorno della nostra vita".
Ha ragione, alcune opere non si potranno fare, un'occasione sprecata. Il sindaco di Milano, Sala, comunque è ottimista. "Togliamo dal tavolo l'idea che siamo molto in ritardo. Non è così, lo dico tecnicamente. Per i collegamenti è tutto relativo. Non sono scioccamente tranquillo, ma non la vedo così difficile”. Sala racconta la genesi della scelta: "Le Olimpiadi cercano di adattarsi alla realtà locale e non chiedono sforzo contrario. Questa formula di Milano-Cortina sfrutta impianti già esistenti e non ci lascia impegni gravosi come nella storia delle Olimpiadi. Siamo arrivati a questa scelta per situazioni particolari e per il ruolo della politica. Ho conosciuto Bach a Lima, l'Italia era in crisi perché Roma aveva rinunciato ai Giochi. Io ho fatto una testa tanta a Bach, gli ho detto che se fossi stato io mai le avrei mollate le Olimpiadi... E l'idea è venuta fuori così: perché non immaginiamo di fare le Olimpiadi a Milano? Quelle estive. Lui mi disse che il primo slot libero era il 2032... Comincia però questo dialogo, perché era colpito. E alla fine viene fuori la possibilità per le invernali. Allora al governo c'erano i 5 Stelle. Abbiamo discusso vivacemente. Succede che si fa avanti Torino, poi Zaia si inserisce e candida Cortina. E allora mettiamoci anche Bari e siamo a posto! Torino rinuncia... E così è nata la scelta di mettere insieme Milano e Cortina".
"Sposo in pieno le riflessioni del sindaco Sala: oggettivamente si è perso qualcosa - per essere ottimisti e per usare un eufemismo - ma ci sono anche attenuanti e giustificazioni". Però "senza continuità governativa siamo rovinati: se cambia di nuovo il Governo dobbiamo ricominciare tutto da capo": così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, parlando dei ritardi sull'organizzazione dei Giochi Olimpici e Paralimpici. “Oggi che un un ruolo nello sport deve essere comunque imprenditore, non puoi scindere il ruolo istituzionale dalle realtà oggettive che ci sono intorno. C'è l'attuazione pratica che spesso divide il politico di razza dalle ricadute a terra, che possono metterci in un mare di guai anche se ci sono delle buone idee. Se troviamo un politico che capisce questo discorso, siamo a posto. Ora bisogna fare squadra, evitare personalismi e ora ci sono tutte le premesse per fare molto bene", ha aggiunto Malagò.
"Milano Cortina sarà un grande successo ma sono d'accordo con le parole del ministro Abodi: bisogna adeguare qualche norma senza approvare deroghe perché ci sono alcuni interventi indispensabili", spiega ancora Malagò. Il numero uno dello sport italiano ha ricordato che sulla candidatura italiana "ci ha salvato Giorgetti, che da allora sottosegretario allo Sport ha trovato una alchimia tecnica e giuridica e una architettura più unica che rara. Il governo ci ha messo sì le garanzie generali, ma per la prima volta nella storia le garanzie sono andate in carico agli Enti locali. Nel frattempo è cambiato il mondo, abbiamo avuto quattro governi, sono passati due anni di covid, c'è la guerra e oggi giustamente il ministro Abodi deve trovare la soluzione per in qualche modo riequilibrare le responsabiità di carattere finanziarie rispetto a un ruolo (quello dell'amministratore delegato, ndr) che il governo deve giustamente esprimere in base al decreto di inizio agosto". "Porteremo, con le Olimpiadi di Milano-Cortina, un contributo da 3 miliardi al pil italiano. In una società democratica è normale che ci siano delle discussioni, vale per la vivace politica italiana, ma vale anche per altri". Lo ha detto il presidente del Comitato Olimpico Internazionale Thomas Bach. "L'importante - ha aggiunto - è che la Carta olimpica venga rispettata. In passato abbiamo avuto discussioni con l'Italia, tutti però si sono seduti al tavolo, adesso sembra anche che il Coni abbia rinforzato la propria autorità, spero anche che la collaborazione con il nuovo Governo possa essere proficua".
Sky, quasi un milione di spettatori per il Mondiale di Bagnaia
Ascolti record su Sky per la MotoGP e il Gran Premio della Comunità Valenciana, ultima gara del Mondiale 2022, che ha eletto campione del mondo il pilota italiano Francesco Bagnaia su Ducati. La gara, live dalle 14 su Sky Sport MotoGP e Sky Sport Uno, è stata vista da 956 mila spettatori medi (7% di share e 1 milione 391 mila spettatori unici), con una crescita del 26% rispetto al GP di Valencia di un anno fa e con un picco di 1 milione 36 mila spettatori negli ultimissimi minuti della corsa. Si tratta del Gran Premio più visto della stagione della MotoGP su Sky, che ha raccolto in media per ogni GP un'audience di 561 mila spettatori.
Gravina: "Riforma campionati? Aspettiamo le Leghe"
"Nel nostro calcio c'è una criticità endemica: l'indebitamento. Neanche il famoso decreto spalma debiti ha prodotto una soluzione. C'è un disallineamento tra ricavi e costi: noi dobbiamo investire, soprattutto nei settori giovanili, e ridurre i costi". Lo ha detto il presidente della Figc Gabriele Gravina, intervenuto a margine di un convegno a Milano. Per quanto riguarda la riforma dei campionati, "siamo a un confronto continuo e costante, come sapete l'aver accelerato l'idea di una convocazione di un'assemblea straordinaria per modificare una norma che prevede il diritto d'intesa ha portato le Leghe professioniste a proporre di non convocare l'assemblea in attesa di una proposta". "Siamo in attesa, sarà un confronto costruttivo, poi aspettiamo alcuni interventi da parte del nostro governo che potrebbero favorire e rilanciare il campionato italiano", ha concluso Gravina.