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Malagò: "Ecco perché siamo terzi al mondo"

Giovanni Malagò
Giovanni Malagò (ansa)
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"L'Italia oggi è al centro dell'attenzione a livello internazionale, anche per l'organizzazione delle Olimpiadi invernali. Ci sono nuove sfide da affrontare, abbiamo un ventaglio di grandi eventi sportivi straordinario, dalla scherma al golf. Posso dire che il nostro modello di sport per certi versi è straordinario e per altri è folle: tutto si regge sulla filiera delle società sportive dilettantistiche e associazioni che poi si appoggiano a Federazioni ed enti. La nostra prerogativa è che proviamo a non far sentire nessuno ultimo e a portare avanti tutti. In Italia ogni sport ha un riconoscimento e un sostegno ed è il motivo per cui noi riusciamo ad avere risultati in tantissime discipline. Nel 2021, nel medagliere totale delle competizioni olimpiche, mondiali e continentali, siamo arrivati secondi nel mondo, dietro gli Usa, è un dato impressionate e siamo stati primi in Europa. Nel 2022, noi siamo sempre primi in Europa e terzi nel mondo, superati al secondo posto dall'Australia": lo ha spiegato stamani Giovanni Malagò, presidente del Coni, nel corso del terzo forum mondiale dello sport amatoriale 'Sport Impacts All', dal titolo 'Quale futuro per lo sport di base dopo il covid?', evento promosso dalla Confederazione internazionale dello sport per tutti e organizzato in Italia dall'Ente di promozione sportiva AiCS.

Pd, nove proposte di legge sullo sport

Martedì 15 novembre, alle 16, nella Sala Stampa della Camera, conferenza stampa promossa dal deputato dem e responsabile Sport della segreteria nazionale del Pd, Mauro Berruto, per "presentare un pacchetto di nove proposte di legge collegate allo sport, architravi di una riforma più complessiva e strutturale del mondo sportivo". Lo scrive il Pd in una nota. "Tra i temi sul tappeto, la prescrizione dell'attività sportiva con ricetta dal medico di base come un farmaco, la defiscalizzazione dei costi dell'attività sportiva, il sostegno per una piena ed efficace attuazione della legge di riforma del lavoro sportivo". Partecipano, oltre a Mauro Berruto: Chiara Gribaudo, vice presidente della commissione Lavoro, e Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura, Scuola, Sport. Sono stati invitati il presidente del Coni Malagò e i presidenti delle Federazioni sportive e degli Enti di promozione sportiva.

Cozzoli: "Facciamo il massimo per lo sport sociale"

"Stiamo facendo il massimo per lo sport amatoriale e lo sport sociale. Dalla scuola dove abbiamo portato 1,7 milioni di bambini a fare sport con 36 Federazioni, ai progetti Quartieri e Inclusione per le zone disagiate, a sport nei Parchi per una impiantistica outdoor", ha spiegato Vito Cozzoli, presidente-ad di Sport e Salute in occasione del convegno Aics. "Dobbiamo continuare così per avere uno sport fruibile da tutti. Qualche risultato si vede con un balzo in classifica rispetto al 2018 da quinto Paese più sedentario di Europa a undicesimo. Significa recupero di praticanti e più sport per tutti" ha concluso Cozzoli. Entro fine anno, forse già ai primi di dicembre, Sport e Salute erogherà alle Federazioni sportive i contributi ordinari dello Stato, dopo quelli straordinari: si tratta di una cifra intorno ai 300 milioni, 20 in più dello scorso anno.

Ghirelli a Casini e Balata: "Lavorare insieme per tornare competitivi"

"Fra pochi giorni si apriranno i campionati del mondo in Qatar e, per la seconda volta consecutiva, non scenderanno in campo gli azzurri. Il calcio italiano deve tornare ad essere competitivo, questo deve essere il primo obiettivo. Per riuscirci dobbiamo predisporre un progetto concreto di riforma del sistema calcio, con tempi certi e risorse finanziarie per i settori giovanili. Dobbiamo lavorare a sistema: centri sportivi come infrastrutture materiali di cui dotare i club e formazione dei ''maestri'', allenatori, preparatori atletici con competenze diverse da quelle dei tecnici della prima squadra ma egualmente valide. Il Centro Tecnico di Coverciano deve rispondere a questa esigenza. Il progetto è a filiera, a sistema come quello scolastico e va coinvolta naturalmente anche la Lnd. In questa direzione, è necessario lavorare fianco a fianco perché, in futuro, i nostri giovani siano protetti e non danneggiati, come è avvenuto in passato con alcune decisioni come quelle inizialmente legate ai benefici fiscali per il ''rientro dei cervelli''". Queste le parole del presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli nella lettera inviata al presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini e a quello della Serie B Mauro Balata. "Ogni Lega, poi, dovrebbe programmare un lavoro specifico da attuare in merito alla formazione dei giovani. Dobbiamo capire, in una logica di sistema, come valorizzare il ruolo di ciascuna Lega. Come può farlo, ad esempio, la Serie C? Tra gli elementi da valutare c'è quello delle seconde squadre, che rappresentano un progetto di formazione vincente in Europa e anche in Italia, a partire dalla crescita dei calciatori per la propria nazionale, passando dai vantaggi che ne possono trarre i club, con l'esempio positivo della Juventus che, in questa stagione, sta cominciando a trarne evidenti benefici. Il ritardo italiano nella formazione dei giovani è evidente, e dobbiamo lavorarci subito. Facciamo un esempio: dall'ultimo report Cies si nota come solo l'8,4 per cento dei giocatori di Serie A siano calciatori formati nel settore giovanile del club di appartenenza. La differenza con la Liga spagnola è abissale, dove questi tipi di calciatori sono il 21,7%, ma il nostro ritardo è evidente anche con la Ligue 1, 14,3%, Bundesliga, 13,2%, e Premier League, 13,1%", prosegue Ghirelli. "Se davvero abbiamo la concreta volontà di fare la riforma dei campionati, ci sono solo due strade: 1.a) una proposta con uno spettro temporale attuativo di tre/quattro anni in modo che gli interessi di breve periodo dei club attualmente in organico non siano di ostacolo; 2.b) una proposta da attuare subito, qualora il calcio non potesse aspettare. Allora occorrerebbero subito risorse finanziarie. Faccio un esempio concreto che riguarda la Serie C, per non sfuggire alle responsabilità: si afferma che occorra stabilizzare i numeri per promozioni e retrocessioni. La Serie C si è dichiarata disponibile a discutere una promozione in meno in Serie B. Ma quale condizione consente questa importante rinuncia per i club? Che vi sia un sostanzioso riconoscimento (30 milioni, ndr), stabile nel tempo che le assicuri sostenibilità economica. Dove reperire le risorse finanziarie necessarie? In prima battuta dal paracadute che la Serie A versa ai club che retrocedono in B, tra l'altro risolvendo un problema di distorsione competitiva a favore di tali club e di possibili conseguenti ricadute sulla regolarità del campionato di Serie B".