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Quattro Federazioni di tiro, è tempo di risparmiare...

Quattro Federazioni di tiro, è tempo di risparmiare...
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Di quattro Federazioni sportive, una sola? Si può, se si vuole. Il discorso riguarda la Federazione italiana tiro a volo del presidente Luciano Rossi, l'Unione italiana tiro a segno (Uits, Ente pubblico), la Federazione italiana discipline armi sportive da caccia (Fidasc, ex Federcaccia) e la Federazione italiana tiro dinamico sportivo (Fitds). Troppe. In questi tempi così complessi, di costi crescenti, si dovrebbe pensare ad unificarle. Una sola, con un risparmio notevole di risorse. Basta pensare alle sedi, al personale, alla giustizia sportiva, al caro bollette, eccetera.

Partiamo da Luciano Rossi, 68 anni, umbro di Foligno, presidente da tantissimi mandati, della Federazione tiro volo che ci ha regalato molte medaglie olimpiche. Rossi è stato appena eletto presidente della Federazione internazionale (Issf) che raggruppa sia il tiro a volo che il tiro a segno. Solo in Italia ci sono due Federazioni distinte. Rossi ha battuto 136 a 127, 51 per cento a 49 per cento, l'oligarca Vladimir Lisin, amico di Puntin, considerato (prima della guerra) l'uomo più ricco di Russia. Non è stata una vittoria facile, quattro anno fa ci furono minacce, polemiche feroci e Rossi perse di misura. Ora alcune Nazioni soprattutto sudamericane ed europee hanno preferito non votare un dirigente di un Paese che ha dichiarato una guerra e che anche dal Cio è stato messo al bando: lo stesso San Marino, di cui Lisin è stato console onorario per anni a Mosca, ha scelto Rossi. La vittoria del manager italiano di sicuro sarà stata apprezzata dal Cio, soprattutto in vista di Parigi 2026. Uscito di scena Lisin, non ci sono più dirigenti russi al vertice dello sport mondiale anche perché Usmanov, altro oligarca miliardario bene introdotto al Cremlino, si è autosospeso dalla Federazione scherma (Fie) e la International Boxing Federation del russo Umar Kremlev non è riconosciuta dal Cio. Insomma, la Russia è fuori per ora, le squadre sono fuori gara da tempo anche se gli atleti russi potranno partecipare a livello individuale, senza bandiera e senza inno, ai Giochi di Parigi. Ma torniamo a casa nostra. Di quattro Federazioni di tiro è arrivato il momento di farne una sola. Una unione che porterebbe solo vantaggi. La Uits, tiro a segno, non avrebbe più la competenza sulla parte sportiva, altro sport olimpico, ma essendo Ente pubblico conserverebbe i poligoni dove si addestrano anche militari e forze dell'ordine. Il Coni da anni tenta di unificare o accorpare Federazioni. Ci sono state resistenze. Per ora ci sono riusciti solo Biliardo e Bowling, in attesa del riconoscimento da parte di Malagò. Si va verso grandi rivoluzioni, bisogna pensare al futuro dello sport. Avrebbe un senso unire la Federazione turismo equestre con la Federazione sport equestri (Fise) così come la Federazione canottaggio con quella del "sedile fisso" (Ficsf) che ormai ha pochi iscritti. La Federtennis ora ha anche il padel, sport in rapido sviluppo, ma non si tratta di un nuovo soggetto giuridico. Nessun trucco, insomma, per superare il blocco del limite ai mandati (massimo tre da adesso). Questa è la legge in vigore ed è difficile che cambi. E' un peccato certo per una generazione di dirigenti sportivi costretti a dover lasciare. Si rischia, almeno in qualche caso, un salto nel buio. L'elenco di quelli in scadenza di mandato è lungo, quasi la metà dei presidenti attuali. Si parte da Giovanni Malagò, che nella primavera del 2025 lascerà al Coni. Prima di lui dovranno lasciare Luciano Rossi ed Aracu, che però sono n.1 di Federazioni internazionali, Petrucci, Chimenti, Urso, Casasco, Abbagnale, Buonfiglio, Casasco, Matteoli, Serafica e tanti altri. La Casta, secondo qualche esponente dei 5 Stelle, vedi Spadafora, costretto suo malgrado a uscire dal Parlamento. Ma ci sarebbe una soluzione per ricominciare una nuova vita (sportiva): passare da una Federazione all'altra. In questo caso, non varrebbe più il limite ai mandati. Pare che qualche presidente ci stia pensando...

Dl aiuti quater: proposta bipartisan salva società sportive

Arriva un emendamento bipartisan (Fi, FdI, Pd, M5s, Autonomie e Misto) al decreto aiuti quater a sostegno di federazioni, associazioni e società sportive che consente il pagamento a rate dei versamenti tributari e contributivi sospesi fino al 22 dicembre. La proposta di modifica, che prevede 60 rate mensili (di cui le prime tre vanno pagate entro il 22 dicembre) specifica anche che il versamento avviene non solo senza sanzioni e interessi fiscali ma anche "senza sanzioni penali e sportive". Sul tema della rateizzazione per le imprese, secondo quanto si apprende, c'è stata anche una riunione tra i ministeri interessati. (ANSA).