Lega di C, addio Ghirelli: al suo posto Vulpis (ma che succederà con la riforma dei campionati?)
di Fulvio Bianchi , di Fulvio BianchiIl calcio non ha pace: prima il commissariamento della Lega Dilettanti (esce C Cosimo Sibilia, entra Giancarlo Abete), poi il ricambio alla Lega di A (Paolo Dal Pino dimissionario sostituito da Lorenzo Casini) e ora il terremoto in Lega di C. Il presidente Francesco Ghirelli si è dimesso dopo l'esito dell'assemblea di giovedì sulla riforma del campionato. Servivano quaranta voti su 59 (la Juve non vota) per approvarla, ne sono arrivati solo 34. Una netta bocciatura. Il format proposto da Ghirelli era rivoluzionario: la serie C (60 club in tutto, ora divisi in tre gironi da venti) sarebbe passata a sei gironi con dieci squadre ciascuno. Le cinque migliori classificate sarebbero poi andate in un gruppo promozione da dieci squadre e da tre gironi, e le cinque peggiori classificate in una poule retrocessione. Insomma, niente più promozioni dirette a vantaggio dei playoff. La C era disposta a rinunciare ad una promozione ma chiedeva alla B quei soldi (30-50 milioni?) che Balata non ci pensava nemmeno di dare. Insomma, tutto in altissimo mare. E così Ghirelli se n'è andato: si è dimesso. Decade anche da vicepresidente Figc e consigliere federale.
Ghirelli, 74 anni, è uno dei dirigenti di lungo corso dello sport italiano: esperto, preparato anche sul fronte politico, pieno di entusiasmo. Ha fatto cose importanti e innovative nella Lega di C, o Lega Pro se si preferisce, da quando è al vertice (6 novembre 2018). Il suo posto è stato preso oggi in Lega dal vicepresidente vicario, Marcel Vulpis, molto preparato anche sul piano commerciale. Vulpis avrà tempo adesso 60 giorni per indire nuove elezioni, come da statuto.
E adesso che succederà con la riforma dei campionati voluta da Gravina? Già si era perso tempo in occasione del commissariamento della Lega Dilettanti, ofa la Lega Pro non ha più consiglieri. Se ne parlerà lunedì come richiesto da Balata, insieme a tante altre cose (fra cui il caso Aia). La Lega di A chiede spazio e sostiene che cento club professionistici sono troppi ma non ci pensa nemmeno di tagliare due squadre passando a 18. Quindi, che Gravina sforbiciasse in basso... La Lega di B anch'essa pare convinta che si debba intervenire sul terzo campionato professionistico, basta che la B resti a venti. Nessuno fa un passo indietro e rinuncia ad una squadra. Ma in questa situazione non è certo facile per il presidente federale trovare un accordo. La Figc è alla prese con decisioni importanti in questa stagione come quella di un eventuale commissariamento dell'Aia (ci sarà discussione lunedì). Per quanto riguarda invece il devastante caso Juve, indaga l'Uefa (ma pare senza grande convinzione) mentre la Procura federale guidata da Chinè ha 60 giorni di tempo da quando ha ricevuto le carte da Torino per chiudere l'inchiesta che è certo molto complessa. Le indagini adesso sono più rapide con il nuovo codice di giustizia sportiva. Chinè ha aperto l'inchiesta il 29 novembre, a fine gennaio si sapranno gli esiti. Gravina è una persona per bene che guida la Figc con mano ferma. Non ci saranno sconti, per nessuno.
Abodi: "Stufi di personalismi, mi piace approccio degli enti di promozione sportiva"
"Siamo stufi dei personalismi. Più di tutti va rispettato l'insieme, la comunità. Mi piace lo spirito degli enti di promozione, senza nulla togliere alle federazioni e alle discipline associate, perché negli enti c'è una semplicità nell'approccio al mondo dello sport". Lo ha dichiarato il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, durante il Premio Sport e Cultura dell'ASI al Salone d'Onore del Coni. "Questo è lo sport che vogliamo - ha aggiunto Abodi - per migliorare la vita delle persone stiamo svegli la notte e combattiamo. Le nostre medaglie sono qualche bambino in più, qualche scuola che ha una palestra in più, qualche ora di ginnastica in più".
Barbaro: "Dal Governo massimo interesse per lo sport"
"Nessuno ha dimostrato lo stesso interesse nei confronti del nostro mondo come questo Governo". Lo ha Presidente dell'Asi e sottosegretario al ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Claudio Barbaro, in occasione della XVII edizione degli Oscar dello Sport a Roma presso il Salone d'Onore del Coni, sottolineando quanto l'esecutivo in carica stia dando il suo contributo per una crescita del mondo dello sport.
Il padel ai Giochi Europei di Cracovia, la soddisfazione di Luigi Carraro
Le date ora sono ufficiali: dal 21 al 25 giugno il padel farà il suo "esordio a cinque cerchi" in occasione della terza edizione dei Giochi Europei, in programma a Cracovia dal 21 giugno al 2 luglio. E sarà una prima volta in grande stile non solo perché al padel toccherà l'onore di essere tra le discipline che apriranno la manifestazione, ma anche per il livello e il numero di partecipanti. Saranno oltre 30 i Paesi in gara, con i migliori giocatori in campo. Oltre al torneo maschile e femminile infatti, ci sarà anche il misto, con le coppie formate da un uomo e una donna e a conferma della via di totale armonizzazione intrapresa dalla Fip tra il padel femminile e maschile.
Con l'ufficializzazione della cinque giorni di gare ai Giochi Europei, si conclude nel modo migliore il percorso intrapreso dal presidente della Federazione Internazionale Padel Luigi Carraro nel luglio 2019, quando decise di fare domanda ai Comitati Olimpici Europei per l'inserimento del padel nel programma ufficiale dei Giochi Europei del 2023. "E' un'emozione enorme - ha dichiarato il presidente della Federazione Internazionale Luigi Carraro - per tutti coloro che amano il padel, per coloro che lo praticano e per gli atleti che in questi anni hanno contribuito alla crescita della nostra disciplina. Guardare ai cinque cerchi olimpici e scorgerne sullo sfondo una racchetta da padel è il premio per il lavoro duro, serio, incessante che ci ha consentito di essere scelti dal Comitati Olimpici Europei - che ringrazio ancora una volta - in qualità di disciplina indipendente. Sono sicuro che sapremo contribuire al successo dei Giochi Europei".